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Incontro di Rimini del 26 Giugno 2004

Ringrazio Stefano:-)

Questa è la “sbobinatura” dell’incontro svoltosi a Rimini il 26 giugno 2004.
Sul palco c’erano Franco Battiato, Gabriele Mandel e Gianluca Magi.
Di seguito vi sono le domande rivolte a Battiato e le relative risposte. Ho cercato di essere più fedele possibile alle parole realmente pronunciate, cercando di rendere con la punteggiatura il modo in cui Battiato e gli altri si sono espressi, senza “abbellire” e rendere più fluide e “corrette” le frasi. Spero che la lettura risulti comunque comprensibile e magari interessante.
Qua e la, in corsivo, ci sono delle mie aggiunte che dovrebbero aiutare a comprendere dei passaggi che altrimenti risulterebbero, relativamente, “oscuri”.

Buona lettura

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Magi:


Sarebbe interessante se ci potesse dire qualcosa su questo punto, ecco, sull’arte come processo introspettivo.


FB:


Mah… lui (si riferisce a Mandel e alle cose che ha detto in precedenza) ne ha fatto, come diceva una volta un prete, “un arazzo di alto antiquariato”, ma in realtà poi ho dovuto fare i conti con l’incapacità.
E su questo ho lavorato.
Quindi prendi una tela, non hai idea di quello che vai a fare perché, ripeto, in disegno prendevo sempre 3 a scuola e chiedevo al mio compagno, che era spudoratamente predisposto, siccome amava la musica e io allora già suonavo e mi chiedeva gli accordi di certe canzoni… io gli dicevo “Tu fammi il disegno che poi ti do gli accordi” perché era veramente imbarazzante quello che combinavo. E quindi a una certa età, circa 12 anni fa, decisi di esplorare questo handicap, perché lo era realmente. Uso l’imperfetto perché in fondo adesso, piaccia o no, però se faccio un uccello tu non dici che è un cane, mi succedeva veramente, e quindi prendi una tela prendi dei colori, non sai niente, cominci…
“Facciamo un viso”. E poi ti domandi: “Ma gli occhi a che distanza stanno ? ” e poi “La bocca dov’è ?”, a poco a poco, insomma, dalle mostruosità (i primi 6 mesi li ho passati cancellando, stracciando quello che facevo perché era disgustoso proprio, magari facevo le mani piccole rispetto a una testa grande o l’incontrario) fino a quando, un bel giorno, si sbloccò qualcosa come proprio nel cervello, come se ci fosse stato una specie di… di blocco proprio
e fu dipingendo una specie di derviscio tourner che capii di colpo che il blocco era proprio il fatto che cercavo di fare una cosa senza averne capito le linee che quello necessita per essere rappresentato.
E di colpo, fu un milionesimo di secondo, capii che facendo due gesti, cioè proprio questo e questo (simula con le mani i due segni), avevo fatto perfettamente un derviscio.
Perchè si trattava di dare movimento a una gonna che è una linea unica e le mani che vanno, quella destra che va in alto e la sinistra in basso, sono anche quelle una linea discendente.
Fu notevole come conquista per me

domanda:


(dopo una lunghissima premessa…)


…io vorrei chiedere a Battiato se organizzasse un corso, che ne so, di danza o di movimento o di educazione fisica, filosofia del gesto…
vorrei saperlo e mi piacerebbe partecipare.

(risata generale)


FB:


(divertito) Perché ho trovato il coacervo di proposizioni molto interessante mancava però l’arte culinaria dove sono assolutamente un cane, credo di essere capace solo di fare un caffè…
(si fa serio) comunque…
non sono adatto all’insegnamento, ecco, mi devi scusare ma abdico proprio in partenza come dire, perchè ho bisogno di prendermi cura…
e quindi non posso insegnare danza,
devo prima imparare a danzare.

domanda:


Volevo chiedere a Battiato: quando dipinge… se veniva spontaneamente o pensava qualcosa… cioè se è una cosa diciamo relativa alla creatività che… come una cosa o geniale che viene dal nulla…
cioè, non so se mi spiego…

(Battiato la interrompe)


FB:


No no, è molto chiaro. Credo di poter rispondere con cognizione di causa.
Deve considerare soprattutto che il fatto che non mi è mai passato per la testa di dipingere per fare arte, quindi, perché l’urgenza era di altro genere, come abbiamo testè detto.
E quindi già questo cambia molte cose. Però, nello stesso tempo, ho iniziato a dipingere già ad una certa età con una formazione direi… quasi con la fase calante, verso la fine.

(c’è un incomprensibile scambio di battute con Mandel, non microfonato, riguardante la parola “doganiere”)


e quindi, dicevo, che già come tipo avevo una tendenza alla meditazione, già ben formata,
allora il tipo di pittura che facevo era proprio quello di limitare i danni della mia mancanza di talento e controllare ogni gesto, e controllare non tanto i colori, perché potrei anche dipingere con un solo bianco, per dire, su bianco, potrebbe anche interessarmi, non è quello…
non mi ha interessato la formazione cromatica di un quadro quanto la qualità che tu metti nel dipingere e quindi quel grado di attenzione che fa si che anche un cane come me possa imprimere nell’oggetto che vai a descrivere quello che gli egiziani chiamavano la terza forza insomma ecco…
quel quid che fa si che dentro il quadro rimanga un’impressione che superi il racconto dell’immagine

(la ragazza ribatte qualcosa senza microfono)


Non per essere pedante, si ma, dovevi essere più attenta a quello che ho detto.
Dicevo che ero già formato come individuo, capito ?
Perché se io avessi cominciato a dipingere a 18 anni, quando ancora non avevo questa formazione, non avrei potuto raggiungere nessun risultato con quella mancanza di talento. Allora quel “una certa età” stava a dire, voleva significare, che ho iniziato a dipingere con una formazione, diciamo, di impressioni e di cose che ho vissuto, di quella che si chiama una idea del mondo ben precisa.

domanda:


Come mai la scelta più per persone e animali rispetto agli oggetti


FB:


Posso chiedere a Gabriele di rispondere per me ?


Mandel:


Avete visto, chi li ha visti, i quadri di Battiato ? Vi sono molte figure con degli occhi. Belli.
A me piacciono gli occhi. Anzi mi sono innamorato di mia moglie come vidi i suoi occhi. Per cui gli occhi, a me, “dicono”.
Bene, vi siete accorti che gli occhi delle figure di Battiato non guardano voi ma guardano dentro la figura. Questo è un invito a riconoscere nella pittura di Battiato non la forma esterna, la scorza esteriore, ciò che si vede come immagine, ma il significato, il simbolo, il messaggio che c’è dentro. Perché se uno ha spirito e spiritualità nelle sue proprie opere mette spirito e spiritualità, chi non le ha mette una bellissima figura, può anche fare degli oggetti, qualcuno disse anche che “anche un cesto di mele, qualcuna marcia, poteva essere tanto valido quanto un ritratto”, eppure ha commosso completamente tutta la pittura di tutta Europa nel 1600.
Ecco, questo è il punto: ognuno nelle opere dell’artista vede se stesso, come dissi prima, riconosce le proprie passioni, i propri sentimenti, ma colui che non ha sentimenti nell’opera che è piena di sentimento non vedrà niente, sarà limitato.
Ora io vi invito a non vedere le opere di Battiato per ciò che esse rappresentano come figura, siano esse nature morte, animali, o immagini umane, come è stato appena detto, ma a vedere quello che di dentro queste figure vogliono dire a noi, perché sono cariche di questa spiritualità. E li c’è poco da friggere. O uno quella spiritualità ce l’ha dentro di se o intorno a se non riuscirà mai a vederla.


domanda:


Qual è il nesso, l’anello di congiunzione, tra arte occidentale e arte orientale ?


FB:


La domanda è molto pertinente. Diciamo che


(Mandel interrompe dicendo che ha conosciuto a Roma l’autore della domanda, c’è uno scambio di battute non comprensibile…)


…è un atteggiamento, è quello che gli inglesi chiamano “mood” e che potrebbe essere paradossalmente per l’India il “modale”, no ?
Quel qualcosa che ti fa sedere, star fermo e interpretare un modello. Mandel parla di Raga non volevo spingermi a tanto…
è vero, è giusto, si…
E quindi è un atteggiamento, direi, è un posizionamento.
Dall’Oriente io ho preso questo stato di immobilità che noi occidentali non abbiamo perché anche nella musica occidentale, che amo da pazzi, perché proprio non faccio differenza, sono due modi diversi. Si è svolta soprattutto con una architettura polifonica strabiliante, ha raggiunto dei livelli proprio… cattedrali nello spazio e nello stesso tempo che si dipanano orizzontalmente.
Io sono uno di quelli invece che può stare solo con una nota immobile, proprio così, perché mi piace da pazzi, sinceramente.
Non è una cosa che è per tutti, perché c’è chi non sa star fermo e diventerebbe pazzo, letteralmente. Per questo non tutti possono fare la meditazione, per questo continuo, perchè alcuni hanno delle necessità fisiche che non gli permettono di…
Però possono lo stesso raggiungere livelli anche più alti, non si fa differenza di questo genere di attitudini, insomma…


domanda:


Fino a che punto ti ha condizionato il giudizio degli altri ? Perché io sono completamente ossessionata dal giudizio altrui


FB:


Purtroppo tu fai la domanda all’uomo sbagliato. Perchè quando ho iniziato…


(si inserisce Mandel)


Mandel:


Se lei va a visitare la mostra troverà opere mie completamente astratte, ma simboliche, c’è dentro il valore del sufismo.
E troverà anche un mio ritratto, dipinto con la tecnica del Dürer, la tecnica dei maestri fiamminghi. Si metta davanti a quel ritratto, esso è di 60×80 cm, e gli dica “Che schifo ! Che porcata ! Che assoluta sozzata !”.
Cosa crede che lui diventi di 5 cm più stretto. Assolutamente no.
Lo stesso gli dica “Che magnifico capolavoro ! Che opera sublime !”
Lei crede che diventi largo 6 metri e lungo 42 ? Assolutamente no.
Ebbene questo è ciò che ha da fare l’artista. L’artista è chiamato solo ed esclusivamente a produrre. Poi il pubblico giudichi, ma non è mica l’artista che deve giudicare. Il critico giudichi. Ma faccia lui, questo è un suo problema. Piaccia o non piaccia, la mia opera, a me non me ne frega niente che piaccia o che non piaccia, perché piaceva a me farla e quello è tutto ciò che quell’opera mi doveva dare: la soddisfazione di farla, di poter trasmettere ciò che volevo trasmettere in quel momento, buttar fuori, aprire le cateratte, e liberarmi. E me ne son liberato. Basta, chiuso, il resto è una questione dell’opera: vale non vale, la buttino via, non me ne può importare di meno. Così mi auguro che arrivi anche lei a questo perché è l’unico modo per essere un artista.

FB:


Devo aggiungere qualcosa, dato che ci siamo.
Tu sei ancora giovane, molto giovane, e sei in formazione, quindi, tutto sommato, ricevere delle batoste ti può essere molto utile. Allora, Gabriele parla di quelle personalità pazzesche che non hanno nessun problema e che hanno una necessità di manifestare, quindi questo ti può aiutare, in qualche modo, se non è una fragilità tua come un qualcosa di patologico: devi capire quali sono i due elementi ecco… però se quando ti criticano tu capisci che è qualcosa di giusto, modifica, sennò poi c’è il pericolo della inutilità dell’evoluzione.
A conclusione di questo ti porterei un esempio fresco fresco che riguarda un pittore italo-scozzese che si chiama Jack Vitriano. Questo signore, avversato da tutti, non riusciva a fare una mostra, non parliamo di musei che erano… nessuno gli ha fatto mai una critica perché lo considerano un pittore di serie B. Questo ha fatto delle cartoline postali che stanno andando a ruba. Guadagna in diritti d’autore “l’ira di Dio” nell’arco di un anno ha venduto un suo quadro per un milione di dollari. Ci vuoi dire a questo “Non lo fare ! Stai sbagliando” ?
Quindi, come dire, del giudizio, lui a questo punto, di tutti questi critici se ne fa un baffo perché quando hai un pubblico che impazzisce…
a parte che è un pittore anche interessante dal mio punto di vista, solo che al solito sai… come è difficile capire le correnti… è una specie di Edward Hopper contemporaneo, un po’ così… cartellonistico, ma interessante. Ho finito.


domanda:


Volevo sapere a quale categoria appartengo perché dipingo davanti alla gente, disegno in piazza, oppure metto i miei quadri senza dire che sono io l’autrice e mi piace ascoltare le critiche e i giudizi, qualsiasi siano, a quale categoria appartengo insomma.


FB:


A quella dei masochisti o a quella dei sadici.


(risate)


a parte la battutaccia: è chiaro che se è un divertimento per te subire, come posso dire, conosco molta gente, tu pensa la Callas che adoravo… una dea proprio, no ?
Lei teneva tutte le critiche negative, le lettere di insulti, hanno trovato uno scrigno immenso con tutte le lettere negative e neanche una positiva. Non è giusto neanche questo…

Sentiamo il sufi.


Mandel:


Ascoltare le opinioni degli altri ? Che perdita di tempo, ho altro da fare


domanda:


Che significato dai al fatto di aver trovato la facilità a dipingere facendo un derviscio rotante, se l’hai visto come un segno…


FB:


Non voglio veramente smitizzare, ne tantomeno darti una delusione, però sono passati diversi anni di durissime frustrazioni… cioè, non è che mi sono messo… tipo si è illuminato e arriva il derviscio… no no, è una questione di linee, in quel caso, non era l’oggetto perché l’intenzione da parte mia era sempre stata seria e con una certa dose di sacralità diciamo, solo che venivano fuori solo delle schifezze.. Questo è il punto.


(la ragazza ribadisce che è colpita dal ruolo della spiritualità nelle opere di Battiato)


Però la spiritualità devi anche considerare che è un lavoro molto serio. I danni che ha fatto, secondo me, il cattolicesimo sono stati enormi. Proprio per questo motivo di delegare, come si può dire, al soprannaturale la tua tranquillità…
Devi lavorare, devi lavorare su te stesso, sui tuoi difetti. La spiritualità non è un atteggiamento, con una preghiera non puoi risolvere niente se tu non hai raggiunto quel grado che ti permette di cominciare a capire quali sono i tuoi limiti, che cos’è che non va nella tua persona…
E’ un lavoro serio, duro, faticoso, giornaliero, non si può pensare a…
Poi puoi avere anche dei doni, questo senz’altro, ma devi, devi lavorare. Do al termine un significato molto elevato come puoi immaginare.

domanda:


(a proposito dell’arte “oggettiva”)
…volevo sapere se siete della stessa opinione e se vi siete posti il problema e in che modo l’avete affrontato.


FB:


Come fai a dire a due uomini di ricerca se vi siete posti il problema…


(ride)
è fantastico…

Si sono d’accordo, assolutamente. Ma in generale, poi passo la parola a Gabriele, essendo un musicista ho dovuto fare subito i conti con questo genere di speculazione.
La musica ha dovuto, purtroppo, abbassarsi in questo ultimo secolo, quello passato e devo dire anche questo che viene, a… il termine mercificazione non renderebbe giustizia a quello che voglio dire, cioè un abbassamento dei livelli soprasensibili che appartengono a questa arte suprema e quindi diventare un oggetto di divertimento, di consumo, che può anche andar bene se esiste però l’altro.
Durante una giornata si mangia, si passeggia, si gioca. Tutto va bene, ma dobbiamo fare anche, con dovere, con responsabilità, fare spazio alle cose frivole quando necessita la serietà di un intervento di un essere degno come uomo, se vuoi essere degno di questo nome.
Quindi la musica è stata ormai massacrata, ma aveva questo senso di trascendenza oggettiva, cioè tu non puoi scrivere una canzone perché la donna ti ha lasciato o perché è morto tuo cugino o perché fai un attacco politico (io ho scritto canzoni quindi è una cosa contro di me quella che sto facendo), è un discorso che mi lascia fuori da questo, perché siamo uomini e quindi deboli e quando vedi certe cose in televisione non le accetti, non è facile chiudere gli occhi di fronte alla sofferenza degli altri, sono cose difficili da sostenere e ogni giorno, purtroppo, ci stiamo abituando a questi massacri e non arriva una notizia buona, credo, da 50 anni all’interno dei telegiornali. E per la pittura è la stessa cosa: quindi l’arte oggettiva che dice il signore è proprio la possibilità di un individuo di lasciare da parte tutto il suo io, le sue debolezze, le sue miserie e farsi mezzo di interpretazione di piani superiori, e sei un filtro, un ponte, come si diceva prima, tra cielo e terra

FB:


Una volta feci una conferenza con uno scienziato, siccome è famoso non faccio il nome, e durante questa conferenza lui diceva appunto che la musica etnica, specialmente di certi popoli dell’est, è soggettiva, una cosa che riguarda solo questi primitivi, mentre la nostra musica occidentale “Quella si !”…
Allora gli ho detto “Sa, mi scusi… io ho qualche problema su questa affermazione”,
poi la gente si è messa a ridere (effettivamente meritava). Io dico “Se lei fa sentire una sinfonia di Beethoven ai pigmei dell’altopiano dell’Africa fanno così, lo considerano un rumore insopportabile. Allora la cultura è determinante per trasmettere proprio i modelli circoscritti a quel genere di convenzione che si è creata poi quando però sai come è, entri dentro…”
Però io credo che quando una persona ha una certa sensibilità e non è chiuso e ha una libertà interiore, anche se non ha le chiavi d’accesso capisce subito che li c’è qualcosa di serio. Chiunque veda per la prima volta certi bassorilievi egiziani, cose di 5-6000 anni fa, non c’è bisogno di conoscere la storia egiziana per capire che qualcosa di tremendamente necrofilo e metafisico sta all’interno di questi murales, chiamali come vuoi.


domanda:


Allora: musicista di professione, l’arte, la pittura, una preghiera. Dall’anno scorso sei regista.
La regia: una curiosità, un nuovo modo di vedere la professione o un nuovo modo di pregare ?

FB:


Pregare non lo considererei… (rivolto al pubblico che non ha sentito la domanda)
mi ha fatto una domanda sul cinema che vado a fare
E’ un altro mezzo e mi sta divertendo molto, ti confesso che sono stato a New York e a Mosca perché ha partecipato a festival extra-europei, diciamo così, e mi sta piacendo e quindi continuerò.

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