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Dialogo tra un Geronimo e un NonSo

La bellissima recensione del concerto di Roma al Teatro dell'Opera del Gemellino Geronimo:-)

GERONIMO:

NONSO:

G.

N.

G. cantato bene, le canzoni, come al solito, erano belle, l'orchestra ha
suonato come sa, e in certi momenti ("La canzone dei vecchi amanti", "E ti
vengo a cercare") le corde hanno vibrato con intensità ed espressività
assoluta>

N. sempre orchestrali sono, "uguali in tutto il mondo simili ai segnali orario
delle radio"). Mi hanno deluso gli arrangiamenti dei brani per l'orchestra.
In pratica si sono limitati ad "allargare" le parti del quartetto che
abitualmente accompagna Battiato agli archi della Royal Simphony Orchestra
che è diventata una specie di gigantesco "quartettone". Quando si fece il
tour del "Cammello" molti brani vennero rielaborati per orchestra in modo
molto più interessante>

G. il tempo ne l'energia per fare un lavoro così profondo. Riscrivere le
partiture per un'intera orchestra non è lavoro di cinque minuti, e resta il
fatto che il risultato finale è stato comunque assai godibile>

N. parlavo, riproporci, ad esempio, "Il re del mondo" o "Nomadi" o "I treni di
Tozeur" in quella bella versione orchestrale...>

G.

N. "Stage door" (che amo molto) con la presenza di un'orchestra praticamente
muta a fianco di Privitera e Guaitoli... ed è capitato anche con altri
pezzi...>

G. troppo bene, dimentichi pure che ti ha regalato un "inedito"...>

N. centocinquantamillesima esecuzione de "L'animale", io 'sta gente non la
capisco...>

G. preferiscono ? Ti sembra così assurda come pretesa ?>

N.

G. quella volta che lo vedono vogliono godersi le canzoni del loro cuore, fermo
restando che ha un repertorio così vasto che non è mai possibile
accontentare tutti>

N. "Lontananze d'azzurro", niente "La quiete dopo un addio", niente "Come un
cammello in una grondaia", niente "L'ombra della luce !!!!>

G. periodo ormai passato. Questo era un "concerto con orchestra" senza
particolari ambizioni "mistiche". E comunque ti ha regalato una meravigliosa
"Le aquile non volano a stormi" che non avevi mai sentito dal vivo,
l'inedito di cui ti parlavo prima, "Le sacre sinfonie del tempo" che sono
un'estasi assoluta e non esegue spessissimo, alcuni brani dal primo "Fleurs"
che hanno emozionato pure le poltrone del teatro, "Lode all'Inviolato che è
sempre di una bellezza pura, "L'oceano di silenzio" che da tanto non
faceva...>

N. <...e che ancora una volta ha appesantito con campionamenti fastidiosi,
la voce della Saccardi, quella di Bartolini in "Invito al viaggio",
addirittura quella di Battiato in "Tra sesso e castità" !!!!>

G. meraviglia della tromba VERA che ci ha fatto fremere in "Tra sesso e
castità" (credo fosse dedicata a Marina visto che era velatamente
messicaneggiante...), dovresti apprezzare l'oboe e il corno che qui e la
hanno impreziosito le musiche, e poi dimentichi l'omaggio a Sgalambro che ha
avuto l'onore di aprire la seconda parte cantando "La mer" in un tempio
della musica accompagnato da un'orchestra così prestigiosa, credo che si sia
emozionato persino lui, il filosofo (apparentemente) arcigno. A volte mi
chiedo se tu ascolti la musica col cervello o col cuore>

N. era davvero niente male. Ma tu hai capito perchè si è autocensurato in
"Stage door" ?>

G. quando è stato al dunque il verso si è troncato ("...dire sempre
inutili..."), un po' come in "Magic shop" e "Aria di rivoluzione" che da
anni esegue in forma troncata. Piuttosto hai notato che, durante "Povera
patria" il pubblico invece di applaudire, come capita quasi sempre, al verso
"quanti perfetti e inutili buffoni" si è lasciato andare al verso "che non
si parli più di dittature" ?>

N. convinzione sia durante che alla fine della canzone, mentre Gasparri solo
alla fine ha svogliatamente unito le sue mani penzolanti vicino alle
ginocchia per 2 o 3 volte. A giudicare dal suo applaudire sembrava aver
apprezzato molto di più "L'era del cinghiale bianco. Sarà un nostalgico del
Battiato primi anni '80...>

G. grande perizia e convinzione dall'orchestra, ha scatenato una vera ovazione>

N. concerti, rischia di diventare una tassa da pagare, una specie di "dovere",
e se la si incomincia a cantare per "dovere" può solo rovinarsi (vedi anche
l'esecuzione svogliata e interrotta di "Prospettiva Nevsky")>

G.

N. della Philip Morris nell'organizzazione del concerto, non capisco cosa
c'entri sia con il F.A.I. che con Battiato...>

G.

N. presenti, molti dei quali accompagnati da signore iper-impellicciate al
quanto fuori luogo, secondo me, in un concerto di Battiato. Ammetto comunque
che mi sono divertito, anche perchè ultimamente Battiato parla molto durante
i concerti... Hai notato l'osservazione ironica sui "finali" di Brahms che
durano quanto la canzone ?>

G. al minimo sia su disco che dal vivo, credo che il suo gusto estetico lo
abbia portato ad una idea di canzone alquanto semplificata e priva di troppi
orpelli e ricami>

N. uccelli" (perdonami il gioco di parole) sarebbe stato un reato NON
scriverla, ed ho paura che se quella canzone l'avesse scritta oggi durerebbe
un minuto in meno...>

G. fiducia, se non lo capisci oggi ti sarà più chiaro tra qualche anno quando
guarderai a ciò che succede oggi dalla giusta distanza emotiva. Intanto
Guaitoli fa strada ed ha pure diretto l'orchestra ogni volta che non era
impegnato al pianoforte>

N. a cercare">

G. vedere come Battiato gli ha fatto cenno con la mano che aveva sbagliato
canzone, sono i momenti nei quali si verifica il "feeling" tra i musicisti,
e tra loro due ce n'è parecchio>

N. ricerchi una sorta di minimalismo estetico-musicale. Sogno un concerto in
cui lui è insieme al piano di Guaitoli, ad un buon chitarrista acustico e
magari un percussionista capace di dare qualche colore etnico alle canzoni,
sogno un "tour" intimo nel quale si possa riscoprire il piacere di suonare
con pochi ma fidati musicisti capaci di seguirlo in eventuali
improvvisazioni e capaci di sviluppare gli arrangiamenti giorno per giorno
di modo che, a fine "tour", siano sensibili le differenze tra come le
canzoni erano all'inizio confrontate con le versioni finali>

G. concerti ai quali assisti godendoti dalla prima all'ultima nota senza troppe
elucubrazioni, magari torni a casa più soddisfatto>

N.

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