MUSICA: FRANCO BATTIATO SPOSA LA BELLEZZA DEL FAI

Inizia, come fa spesso, con una citazione classica Franco Battiato, e usa le parole di Empedocle ''le vergogne penose'' riferite a questa nostra epoca, per spiegare la necessita' di ''lottare per la bellezza accanto al Fai''.

ANSA) - PALERMO, 26 NOV - Inizia, come fa spesso, con una citazione classica Franco Battiato, e usa le parole di Empedocle ”le vergogne penose” riferite a questa nostra epoca, per spiegare la necessita’ di ”lottare per la bellezza accanto al Fai”. Il suo impegno e’ nel concerto proposto a inizio settimana nell’ Opera di Roma accompagnato dalla storica Royal Philharmonic Orchestra e con la partecipazione di Manlio Sgalambro. Una sola sera, organizzata appunto dal Fondo per l’Ambiente Italiano, con i biglietti esauriti in 24 ore e una lista di attesa arrivata a 1.800 persone. ”Abbiamo vinto una scommessa che era comunque faticosissima come ogni volta che si vuol creare qualcosa di nuovo e che va controcorrente, come quando abbiamo deciso 30 anni fa di fondare il Fai per salvare pezzi belli dell’Italia”, commenta Marco Magnifico, che ne e’ il direttore generale, e, introducendo Battiato, ha appena parlato di ”dovere civile di proposte etiche e di qualita”’ in un momento ”di grave disorientamento, di crisi dei valori, in cui l’indecente e’ all’ordine del giorno”. Il musicista, che il 5 dicembre debuttera’ con una trasmissione tv da lui ideata e condotta su Rai Doc, ha detto: ”Per me cantare con una grande orchestra e’ un vero piacere, e’ un’agevolazione e un divertimento. E’ un’orchestra magnifica. Noi del pop abbiamo un senso pratico della musica, spesso diverso dai grandi complessi classici, ma la Royal e’ pragmatica e con un gran senso del ritmo. Abbiamo lavorato da subito senza mai alcun intoppo”. Del resto da parte dell’orchestra inglese, scelta per l’esperienza che ha alle spalle di questo tipo di concerti trasversali, arrivano elogi alla qualita’ artistica e professionalita’ di Battiato, prima pop star italiana con cui hanno collaborato. Quanto al programma, il cantante spiega che ‘’sono tutte musiche esistenti, come l’accompagnamento d’archi per la canzone ‘Fra sesso e castita”, senza alcun nuovo adattamento e sottolinea l’aver puntato ‘’sulla zona liederistica” della sua produzione, aprendo la serata con quattro veri lieder classici di Beethoven, Brahms, Martini e Quilter, dopo un prologo in cui il filosofo Sgalambro ha leto l’inizio dell’opera ‘Il cavaliere dell’intelletto’ (”La dove domina l’elemento insulare non e’ possibile salvarsi / ogni isola e’ in attesa di inabissarsi..”), scritta proprio con Battiato nel ‘94, dando inizio a una collaborazione tra i due artisti siciliani che ancora dura. In scaletta poi vari i brani, molti dall’ultimo disco ‘Dieci stratagemmi’. Un dialogo, che e’ tema costante del lavoro di Battiato, nel suo accostare musiche delle varie sponde del Mediterraneo, che qui si e’ svolto tra pop-rock e accompagnamento classico, con aggiunte folk, arabe e elettroniche, grazie anche alla presenza di Carlo Guaitoli al pianoforte e Angelo Privitera a tastiere e programmazione. Il Fai annuncia per il 31 marzo la riapertura di Villa Gregoriana a Tivoli (”un anno di lavori dopo 20 di abbandono”) e Magnifico parla di sinergia importante con gli sponsor (Acqua Pia Antica Marcia, Philip Morris, Bnl e Enel) e gli artisti per operazioni virtuose come questa: ”La coscienza nei confronti dei beni culturali nel nostro paese e’ molto aumentata, ma deve anche aumentare l’impegno personale della gente, perche’ c’e’ bisogno d’aumentare assolutamente la base associativa del Fai”. ”La bellezza deve rischiare, per non cadere nell’oleografico - chiosa Sgalambro - e la si difende producendo nuova bellezza e non arroccandosi solo in quella preesistente”, che e’ quel che fa il Fai con iniziative come questo concerto - annota Magnifico - e con i suoi interventi non di pura conservazione”. Della sua trasmissione tv per Rai Doc (canale 872 di Sky), Battiato si dice soddisfatto, e, in tema di gusto, se non di bellezza, precisa che questa si apre con la su voce fuori campo che ”in sintesi dice: la pubblicita’ puo’ essere utile, a volte necessaria, ma se e’ mal collocata e’ solo fastidiosa”.

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