Battiato: La mia musica senza bandiere

Nel CD live Last Summer Dance trovano posto i successi e tante canzoni poco note. "Il pubblico cantandole mi ha convinto a fare questo disco. Brani che sono stati spesso bollati di elitismo, mi è piaciuto questo aspetto popolare". Per la prima volta Battiato parla del suo concerto alla festa di AN

di Enrico Deregibus
Ci sono Cuccuruccuccu e La cura, Shock In My Town e Centro di gravità permanente, ma anche brani assai meno noti. E’ il doppio live che Franco Battiato si appresta pubblicare, intitolato Last Summer Dance e registrato dal vivo durante i concerti dell’estate appena trascorsa. Ci spiega lui stesso com’è andata.
Come nasce questo disco dal vivo?
Devo cominciare col dire che sono sempre stato contrario ai dischi dal vivo, li detestavo. Mi dispiaceva l’imprecisione delle esecuzioni: uno pensa al pubblico che ha davanti, non certo all’aplomb. Ti stai divertendo e questo lo paghi, non hai la possibilità di avere quella precisione di intonazione che necessita a un severo professionista. Però poi nei live si apprezza proprio lo sbaglio, l’errore. Questo per dire che non cambio idea sui CD dal vivo. Stavolta però mentre stavo preparando la scaletta dei concerti mi sono accorto di aver immesso canzoni che non avevo mai cantato. Ho chiamato il mio produttore e gli ho detto “guarda, che questa volta forse è il caso di registrare, se poi non mi piace non utilizzeremo le registrazioni”. La sorpresa poi è stata l’arrivo del pubblico che ha cantato quelle canzoni, canzoni che non conosco neanche più io. Mi veniva da dire “ma dove le hai imparate?”.
Ad esempio?
Mah, Magic Shop, o anche Il mantello e la spiga che è fuori da una certa ripetitività. Non sono mai state sentite in radio. O anche L’incantesimo, o Atlantide, che a malapena ricordo. Il pubblico cantandole ha dato a queste canzoni, che sono difficili, che sono state bollate di elitismo, quell’aspetto popolare che mi ha divertito. E quindi ho detto sì al disco.
Ci sono canzoni poco note, ma non ci sono inediti. Come mai?
Sì, ho evitato. Ad oggi non ho ancora scritto niente. E la coazione di scrivere non mi piaceva. Ho preferito aspettare il momento di un prossimo disco di canzoni, quando verrà.
Parliamo del suo film, ‘Perduto amor’. Ora che è uscito già da un po’ nelle sale qual è un suo bilancio?
Irreversibile. Nel senso che ne farò un altro. Le sensazioni sono tante ed è difficile radunarle con delle parole. C’era un pubblico perfetto per questo film, un pubblico che risponde come lo stesso autore, sente lo stesso genere di cose. Ed è quello che cercavo. Non mi interessa quanto sia, non mi interessano le percentuali. Riguardo agli altri, a quelli che non apprezzano, non mi portano a fare uno sforzo per cambiare il mio linguaggio e io d’altra parte non pretendo che loro cambino idea. Da parte mia posso dire che quelli che sono stati considerati come difetti del film saranno la spina dorsale del prossimo. Mi rendo conto che devo fare i conti con la mia - mi scusi il termine orribile - poetica.
Ci sono state polemiche sul suo concerto qualche mese fa alla festa nazionale di AN. Come le ha vissute?
Sono così contento di averlo fatto. Mi ha dato tante cose che non posso dirle, perché offenderei qualcuno e lungi da me offendere qualcuno.
Ma perché l’ha fatto?
Quando mi sono accorto che nella mia mente qualcosa mi diceva di non farlo per soddisfare l’idea che si ha di un individuo, allora ho deciso di farlo. In queste cose sono veramente tremendo: se qualcuno mi dice non andare da Ferrara o da Costanzo, io ci vado. Io non capisco il concetto di nemico, non so che cos’è. Siamo tutti uomini, qualcuno più fortunato, qualcun altro meno, ma più o meno con gli stessi problemi. Io faccio il cantante. Suono come un sacerdote, anche se può sembrare esagerato, effettuo un rito. Quando sono su un palco, se mi dicessero “guarda che tra il pubblico c’è uno che ha ammazzato quindici uomini” per me non conterebbe. In privato posso parlare male di chiunque perché è una mia soddisfazione, ma in pubblico la cosa cambia, perché siamo al servizio della musica, che, come ho già detto, per me è un ponte fra cielo e terra. Non mi posso permettere di dire questo sì e questo no. Mi chiamano e vado. Ho solo chiesto di non avere bandiere sul palco, perché non faccio concerti propagandistici. Mi chiami per fare il mio repertorio, non per cantare Giovinezza. Per cantare da L’oceano di silenzio a Povera Patria, ed è quello che faccio.

http://www.kwmusica.kataweb.it/kwmusica/pp_scheda.jsp?idContent=114275&idCategory=2028

Peeplo Search

Vuoi inserire la Search di Peeplo sul tuo sito ?

Provala subito!

Le categorie della guida