
Il cantautore palermitano (vive in Svizzera), dopo aver realizzato con successo una tournée europea torna in Italia per un breve tour che stasera toccherà il circolo Arci Agorà di Bari (via Giannone 16/a, info: 080.542.31.99). Con Pollina (voce e chitarra), ad eseguire i brani del suo dodicesimo album, ci saranno Antonello Messina (fisarmonica, pianoforte), Enzo Sutera (chitarre) e Luca Lo Bianco (contrabbasso). Bar Casablanca, disco registrato in presa diretta, contiene quattordici tracce in cui Pollina sembra percorrere un viaggio immaginario da Montevideo a Vancouver, da Montmartre al Principato di Monaco, passando per Casablanca. Nel disco, oltre a La ballata della moda di Luigi Tenco, è inserita la bonus track Semiseria proposta di matrimonio. Tra gli artisti con cui ha collaborato, spiccano i nomi di Franco Battiato, Rita Marcotulli, Nada, Inti Illimani, Ambrogio Sparagna e del sassofonista Javier Girotto, presente anche nel disco. Pollina è anche un appassionato di cinema, per il quale ha interpretato una parte nel film Ricordare Anna (Orso d’Argento a Berlino nel 2000) del regista Walo Deuber, con Giuseppe Cederna e Bibiana Beglau, ispirato a una delle sue canzoni Malatesta (1995, del disco Dodici Lettere D’Amore con Charlie Mariano e Georges Moustaki). Pollina, da dove nasce questa voglia di attraversare i confini di molti Paesi abbinando suoni diversi? «Più che desiderio, la mia vicenda personale si è sviluppata attraverso questi temi. La mia duttilità di fondo ha incontrato la musica che mi ha ispirato questi posti». Parla di luoghi immaginati o conosciuti attraverso veri e propri viaggi? «Sono tutti racconti musicali di viaggi personalmente realizzati. Le canzoni fanno riferimento quasi tutte a un luogo geografico». Conte, Fossati, Tenco, musica del mondo intrisa di jazz. È questo il vero Pippo Pollina o c’è ancora altro da scoprire? «Il vero sembra essere una sfaccettatura del falso e il falso una sfaccettatura del vero. L’importante è che ogni artista trasmetta le proprie idee, a seconda delle esperienze e che la proposta musicale sia leggibile e non ci siano contraddizioni. Per quanto mi riguarda, si tratta, piuttosto, di una parte del mio modo di vedere la musica». La musica è sempre più manipolata e impreziosita da accorgimenti tecnologici. Com’è nata, in controtendenza, l’idea di registrare un album in presa diretta? «In un primo tempo abbiamo pensato di non proporre il classico concerto live per la registrazione. Poi, mentre arrangiavamo i brani, mi è venuta l’idea di registrare inediti in presa diretta». Lei ha anche una grande passione per il cinema. Quanto l’immaginario visivo ispira la sua creatività di scrittore? «In modo molto minimale. La musica, a differenza delle altre arti, non abbia bisogno di supporti, perché è perfetta così com’è. Autosufficiente».
di Nicola Delmarco
Fonte La Gazzetta del Mezzogiorno

Carla








