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Un cd nuovo e con noi Ello e Janex del Nihil Project

Il primo fiorentino ed il secondo bolognese. La distanza tra le due citta’ non e’ molta, ma come si saranno incontrati questi due druidi?

Buongiorno al nucleo del Nihil Project, Antonello Cresti ed Andrea Gianessi, il primo fiorentino ed il secondo bolognese. La distanza tra le due citta’ non e’ molta, ma come vi siete incontrati?

>Antonello: Le distanze geografiche non mi spaventano! Ogni anno macino migliaia di chilometri in treno alla ricerca di me stesso! Frequentavamo la stessa università a Bologna e così è avvenuto il nostro incontro… Io poi sono rimasto a Firenze, ho progetti di esilio più ampi.
>Andrea: Una delle cose interessanti del Dams di Bologna, tra le tante da dimenticare, è il fatto che si possono incontrare una quantità di persone stimolanti (almeno tra gli studenti!!)… e tutti vogliono portare avanti progetti artistici, con Antonello ci siamo incontrati a lezione, semplicemente.

Per arrivare ad una summa come il Nihil Project, quali sono state le vostre precedenti esperienze in campo musicale?

>Antonello: Il termine “summa” è particolarmente azzeccato per quanto riguarda il nostro nuovo cd in cui trovo frammenti di tutta la mia storia personale.
Per raccontare i miei divertenti trascorsi ci vorrebbe un libro, ed è una idea che porterò a termine presto, ma per chi si ricorda un po’ del passato non posso tacere la mia avventura coi Cocainomadi, un viaggio travagliato e bellissimo che ha sconvolto la Firenze notturna…
Non dimentico che un mio pezzo scritto a 16 anni che si chiama “Messaggio” è divenuto un inno alle manifestazioni e neppure dimentico che i Cocainomadi hanno riempito il Tenax e la Flog, ma semplicemente voglio andare oltre!
>Andrea: Tra le esperienze che ricordo con piacere ci sono sicuramente i Caravanserai, un gruppo prog-rock con cui suonavo a Brescia, poi diventato (per poco) Planet Caravan a Bologna. Poi la Ri-ki Sun Orchestra’ di Bologna… “acid jazz e psycho-funky-elettronico” (????): una banda di squlibrati!! Attualmente poi ho un progetto parallelo al Nihil Project, lo abbiamo chiamato PsychOut Department… una fusione tra il beat psichedelico dei ’60 e l’elettronica attuale… tutto da costruire!

Data la conclamata originalita’ dei vostri cd, credo sia logico chiedervi di spiegarci subito come intendete per collettivo controculturale Nihil Project e perche’ e’ riduttivo parlare di un gruppo musicale ….

>Antonello: Sarebbe difficile definire l’interazione di due (!) persone un gruppo. L’idea del collettivo controculturale nasce innanzitutto dall’apprezzamento delle idee del Maggio Parigino e del precedente flower power, ma soprattutto dalla constatazione che nei nostri album si sono per così dire raccolte le tante storie di personaggi “contro”, non solo musicisti ovviamente.
Per dare un senso maggiore a quello che facciamo ecco il termine “controcultura” al cui servizio mi sono da pochissimo messo come direttore di una delle guide di Supereva.
>Andrea: Il termine collettivo richiama quello di un’ esperienza artistica dagli orizzonti ampi, come le storie delle persone che vi partecipano. Noi siamo in due a “coordinare” il tutto, ma al Nihil Project partecipano oltre una trentina di individui dagli interessi più disparati… questa apertura produce poi un percorso controculturale nel senso di una ricerca di alternative alla massificazione culturale e alla solitudine di massa!

Quali sono stati in passato gli artisti che avete ascoltato con maggiore interesse?

>Antonello: Nella mia lunga ed intensa carriera di ascoltatore ho sempre lavorato per “addizione” dunque non ho mai dimenticato i miei principali nomi di riferimento ossia i Beatles e Franco Battiato.
Oltre a ciò sono un onnivoro e amo tutto ciò che è strambo, spiritualmente evoluto, inattuale…
Detesto solo il reggae, il punk e l’hip hop…ossia il 90% dell’attuale produzione musicale “alternativa”
>Andrea: Anche io mi ritengo “onnivoro”… parto dal rock classico e attraverso di tutto nei miei “viaggi discografici”! Un elenco completo di nomi fatto da me sarebbe schizzofrenico… Hendrix, Coil, Pink Floyd, Massive Attack, Beatles, Area, De Andrè, Brian Eno… potrei continuare fino a domani!!

Quali invece quelli che ultimamente giudicate interessanti?

>Antonello: Mi spiace fare la figura del vecchio reduce, ma la verità è che da un anno e mezzo mi sto procurando esclusivamente lavori riconducibili alla scena psichedelica e folk britannica tra ’60 e ’70. Durante la mia giornata raramente ascolto delle “novità”, in termini di uscita recente…
>Andrea: Ultimamente mi interessa molto la scena elettronica (Londra e Berlino nel cuore), di nomi nuovi ce ne sono tanti, ma sto ancora cercando soddisfazione!

Siete entrambi studenti universitari? In quale Facolta’ e credete che quel mondo possa rappresentare un futuro concreto di vita per voi?

>Antonello: Mi piace essere uno studente, ma io mi riterrò sempre uno studente del Liceo Classico Machiavelli di Firenze. Non amo l’ambiente universitario e per quanto riguarda la laurea,tanto per citare George Harrison “E’ solo carta straccia di domani”!
>Andrea: Per quanto mi riguarda considero l’università una bella esperienza di vita… non tanto per lo studio o per la “carta straccia”, quanto per l’indipendenza che si raggiunge con l’uscire di casa, per il fatto di conoscere persone stimolantii (tra tante inutili!). A differenza di Antonello io ho odiato il Liceo Classico con tutto me stesso!!! Troppe repressioni, ingiustizie, frustrazioni… e una mediocrità dilagante! Ma il mio era un istituto diverso… chissà!

Stimoli culturali e relativo dialogo: come e quando vi arrivano? Piu’ dalla frequentazione o dalla lettura?

>Antonello: Il mio metodo di ispirazione (…un bell’ossimoro) è strettamente personale.
Mi esaltano le idee radicali che percorrono la storia delle idee, dunque sono un accanito lettore di saggi impubblicabili ed irriferibili. Per Samhain la maggiore ispirazione mi è giunta dai miei viaggi solitari tra Inghilterra e Galles.
>Andrea: Relazioni interpersonali, letture, ascolti, visioni… e viaggi di ogni tipo!!
L’ambiente ci circonda e dialoga con noi, bisogna essere sordi per non sentire stimoli. Il vero problema è selezionarli per evitare il sovraccarico e la dispersione!

Di Antonello vi e’ una conoscenza anche giornalistica, mentre Andrea sta iniziando ora a scrivere qualcosa: esperienza importante questa per la vostra crescita intellettuale ed umana?

>Antonello: Mah, a me piace fare tutto. Ho scritto per riviste, internet e libri, ma sono anche comparso in radio e tv… Amo la comunicazione dell’incomunicabile se mi consenti!
Per il resto mi piace prendere tutto il (poco) spazio disponibile.
In passato avrei voluto fare l’opinionista a “Non è la Rai”, adesso mi piacerebbe collaborare con Maria De Filippi. Come vedi mi piace la vera trasgressione!
>Andrea: Scrivere mi piace, da sempre scrivo testi per le canzoni… ma finora ho messo in primo piano la ricerca musicale. Ora però, come dicevi, ho intenzione di dedicare un po’ di tempo anche alla scrittura… tanto più adesso che sto per finire l’università… e lo scrivere la tesi sarà un bell’esercizio!

Come siete riusciti a coinvolgere tanti artisti nei due dischi usciti per la U.d.U. Records?

>Antonello: Credo sia stato un fatto di “good vibrations”. Ci sono molti addetti ai lavori che apprezzano il nostro lavoro, non restava altro che far divenire questa stima ricambiata un modo per collaborare.
La realizzazione di questo album è stata una magnifica cavalcata insieme a tanti personaggi dei quali per anni ho consumato i lavori nella mia cameretta.
>Andrea: Penso anch’io sia un fatto di sintonia e di reciproca stima…

La rassegna stampa del primo vostro cd e’ semplicemente paurosa …

>Antonello: Visto che roba! Ed è anche merito tuo!
>Andrea: Già! Da una certa soddisfazione vedere che la propria musica non cade nel vuoto!

Cosa vi aspettate che invece succeda con Samhain?

>Antonello: Semplicemente che il cerchio si allarghi sempre di più. Puntiamo molto al mercato e alla critica estera perché non ci va di essere delimitati in un angusto orizzonte geografico.
>Andrea: Ora inoltre vorremmo riprendere a suonare dal vivo, magari anche all’estero, un’attività che si è interrotta negli ultimi mesi.

Druidi, bardi e mitologie nord europee: state cercando una promised land?

>Antonello: Io credo che si possa stare bene anche chiusi in una cella. Il nostro dovere è di rispondere a noi stessi costantemente, ma pur tuttavia il mio paesaggio interiore è anche geograficamente definito. Non ci sono né grattacieli, né fast food, né automobili se può esserti d’aiuto…
>Andrea: Più che una terra direi che cerchiamo un’umanità più profonda.

Perche’ si parla di questo disco di un sentito omaggio alle radici pagane, mentre indubbiamente possiede al suo interno una spiritualita’ cosmica, quindi realmente religiosa?

>Antonello: Tu ti stai lasciando traviare dall’etimo spregiativo della parola “pagano” che deriva dal latino “pagus” ossia “villaggio” (religione dei villaggi), ma il nostro è un manifesto per i nostri tempi, per una nuova forma di religiosità che parte dall’antico sentimento pagano. Se poi la parola religione, che tu usi, deriva dal latino “religio” usato da Lucrezio per definire una “superstizione” allora non accettiamo questo termine e creiamo un nuovo pantheon denso di misticismo e più ampia spiritualità.
Nell’universo tutto è divino, basta saperne apprezzare la bellezza.
>Andrea: Le radici pagane si possono intendere anche come un ricollegarsi all’origine della spiritualità umana, alla ricerca di un armonia col mondo, inteso come entità viva e vibrante. In questo senso non ci interessano i dogmi e i rituali fini a se stessi di molte delle religioni istituzionalizzate… scavando nel profondo forse possiamo scoprire l’uomo al di la delle incrostazioni.

Poiche’ e’ conclamato che esistono similitudini e nessi tra la metafisica taoista e la cosmo-filosofia celtica, quale scopo ecumenico musicale vi sentite in dovere di divulgare?

>Antonello: Semplicemente che esistono gli uomini al di là di tutte le rappresentazioni ideologiche e religiose. Ci si scanna da millenni per i motivi più imbecilli, in questo paese da 40 anni si gioca agli opposti estremismi e tutto per cosa?
>Andrea: Viviamo da sempre una stupida guerra di trincea tra fazioni accecate dalle imposizioni dogmatiche e repressive… così non si può continuare!

Non di solo spirito vive l’uomo saggio. Come vi divertite e rilassate?

>Antonello: Il percorso privato che ho fatto non è argomento da pubblica piazza. Mi limito ad osservare che uno come me che “le giostre e i torroni lasciò a chi si divertiva” (lo cantavo in una mia vecchia canzone) e che ha bandito gli eccessi, le uscite il sabato sera e (orrore!!!) le fidanzate, ha un espressione del volto che tradisce una pace e una rilassatezza che rivedo in ben pochi.
All’uscita da scuola una amica mi disse “Eppure tu vivi proprio bene!”; io risposi “In questo momento è una risposta da schiaffi ma è così!”. Ribadisco il concetto.
>Andrea: In questo siamo molto diversi… io ho una personalità molto “gaudente”!! E anche se mi rendo conto di diventare sempre più esigente, non posso fare a meno di cercare gli amici, andare in osteria, nei locali etc… Ciò che mi appaga veramente comunque è suonare!

Diamoci un appuntamento fra un mese, 6 mesi ed un anno: quali risultati Samhain avra’ nel frattempo ottenuto?

>Antonello: Dunque … Tra un mese spero che il disco sia uscito e non ci siano ulteriori ritardi!!!
Tra sei mesi prevedo che sarò in vacanza e dunque non mi interesserò all’album e tra un anno comincerò a pensare a qualcosa di nuovo…Ti è piaciuta?
>Andrea: Che giorno è oggi??

Attendiamoci dunque questi risultati positivi, ma qualche critica piovera’: cosa vi augurate che di banale non diranno mai?
>Antonello : uno come me sugli insulti che gli sono piovuti addosso ci ha campato e ci camperà.
Un mio adagio è “Non morite imbecilli!”. Il problema è che le critiche sono sempre prevedibili e noise.
Mi piacerebbe allora che qualcuno dicesse che il sottoscritto rilascia queste dichiarazioni a Passerella Giancarlo e poi è un laureato in giurisprudenza, amico di Confalonieri e fidanzato con Benedetta Massola (è l’unica letterina non fidanzata con un calciatore che mi venga in mente). Inoltre mi piacerebbe che scrivessero che i testi del disco li ha scritti Baget Bozzo e le musiche Mariano Apicella! Sai che figata !!!
>Andrea: Disco interessante ma troppo difficile… ricorda le migliori melodie di Gigi D’Alessio!!

di Giancarlo Passarella

fonte www.musicalnews.com

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