
Tra le sorprese di questa estate ragusana 2005, il progetto “No time no
space - omaggio a Franco Battiato” si è ritagliato un posto di assoluto
rilievo. Innanzitutto per il luogo in cui si è svolto: il giardino del
seminario, per la prima volta aperto ad una platea e scopertosi spazio
incantevole ed idoneo per simili iniziative. In secondo luogo perché il
concerto di Filippo Destrieri e Don Marco Rapelli si è rivelato un viaggio
emozionante lungo le traiettorie diagonali di uno dei musicisti più
originali del panorama musicale italiano. Infine, lo spessore artistico dei
protagonisti ha permesso ai numerosi spettatori di non rimpiangere affatto
la mancanza di Franco Battiato e di immergersi comunque in un clima di
serenità e di gioia. Proviamo a capire come nasce questo progetto e come
anche a Ragusa si sia compiuta questa misteriosa alchimia. Per comprendere
che il binomio Destrieri - Rapelli non sia ascrivibile nel novero delle
cover band, basta presentare i protagonisti. Filippo Destrieri, infatti, è
uno dei collaboratori storici dell’artista etneo, suo tastierista in tutte
le tournee e nelle produzioni discografiche dal finire degli anni settanta
fino al 1997. Ma non è tutto, perché Filippo, oltre ad essere un grande
musicista capace di estrarre dalla tastiera e dal computer suoni
affascinanti ed evocativi, è un uomo che suona con il cuore, con la passione
che traspare da ogni nota. Un trasporto che ha incantato il pubblico
ragusano e che ha contribuito a rendere il concerto un evento a tratti
esaltante. “Amo profondamente la geniale musica di Battiato - ci racconta -
e da tempo progettavo un omaggio musicale in suo onore, live ed itinerante,
poiché volevo rivivere e condividere, insieme al suo amatissimo pubblico, le
stupende emozioni impresse eternamente nel mio cuore.
Parole, lo si capisce, che non nascondono un’amicizia di vecchia data e una
stima incrollabile.
“A mio avviso - continua Destrieri - Franco Battiato non solo è uno degli
Artisti più interessanti del pianeta ma è in assoluto, e senza ombra di
dubbio, il più simpatico ed intelligente essere umano che abbia mai
conosciuto. A questo proposito devo ringraziarlo ancora una volta poiché mi
ha gentilmente autorizzato ad utilizzare alcuni files e campionamenti
originali, indispensabili per l’ottima riuscita delle esecuzioni.”
A completare l’opera ci pensa, infine Don Marco Rapelli, vera rivelazione
della serata. Sacerdote della diocesi di Milano, da tempo ammiratore del
cantautore siciliano, assolutamente a suo agio nel ruolo di cantore ed
evangelizzatore. “I segni di una chiamata - racconta Don Marco - possono
manifestarsi in maniera imprevedibile. La musica di Battiato ha in qualche
modo favorito a preparare e disporre, seppur in modo non determinante, il
terreno sul quale il Signore ha gettato i semi della mia vocazione.
Attraverso questa esperienza con Filippo, credo di potere comunicare parte
dei valori contenuti nelle canzoni di Battiato.”
Dunque da questa strana coppia “tra sesso e castità”, come si sono auto
ironicamente definiti, è scaturito un concerto variegato, con proiezioni
video e brani estratti dal repertorio mistico di Battiato inframmezzati ad
altri più o meno noti. Una scaletta che ha entusiasmato gli appassionati
giunti appositamente persino da Firenze, Bologna, Catania e Messina. A
riprova che non è necessario spendere cifre astronomiche per catalizzare
sulla nostra città l’interesse dei turisti. Il concerto si apre con un
ricordo di Papa Giovanni Paolo II per poi lasciare lo spazio alle canzoni.
Da quelle più famose a quelle insolite che però i fan continuano a voler
ascoltare. “Fisiognomica”, “E ti vengo a cercare”, “Atlantide”, “Scalo a
Grado”, “Centro di gravità”, “Via Lattea”, ma anche “Stranizza d’amuri ” e
“Veni l’autunnu” in dialetto siciliano, appositamente proposte per Ragusa,
ed ancora brani di Juri Camisasca e il commovente omaggio a Giuni Russo,
ricordata con “La sua figura” e “L’addio”, brano chiamato idealmente a
chiudere il concerto. Solo idealmente, perché poi è la volta del pubblico,
invitato come in un juke box, a richiedere canzoni a piacere. Filippo
Destrieri e Don Marco Rapelli non si sono sottratti alle numerosissime
richieste di bis che non accennavano a diminuire, nonostante la mezzanotte
fosse scoccata da un pezzo. Come se il tempo e lo spazio, nel giardino del
seminario di Ragusa, si fossero come in un incantesimo sospesi.
Grazie a Vincenzo&Antonio

Carla








