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Franco Battiato Un soffio al cuore di natura elettrica

Da Il Giornale del 23 Dicembre 2005

Nell’improvvida alluvione di dischi dal vivo, che ci sta travolgendo, val la
pena d’isolare i rarissimi live che meritano d’essere ascoltati. Come questo
realizzato da Franco Battiato al Mandela Forum di Firenze con una chicca
preziosa, Come away death, frammento di Shakespeare musicato da Quilter
Roger. Battiato canta con contagiosa partecipazione e stile finissimo,
indirizzando l’impronta pop-rock degli arrangiamenti ad una «spettacolarità
sonora» che pur nel massimo di colori e di dinamismo non sacrifica mai
l’apporto del pensiero.Come nelle atmosfere orientali di Le aquile non
volano a stormi, nell’inquieta Auto da fé, nella bellissima versione di I’m
that, condivisa vocalmente con Cristina Scabbia, ospite del concerto insieme
con un’altrettanto seduttiva Kumi Watanabe e, vabbè, con Manlio Sgalambro.
Ma ci sono ancora le allarmate sequenze di L’odore di polvere da sparo e di
Shock in my town. E l’intensa, accorata magia di La cura, l’omaggio alla Pfm
con Impressioni di settembre,le inquietanti dissonanze di Sarcofagia,
l’ironia sempreverde di Cuccuruccuccu, a completare l’emozionante
autoritratto d’uno dei più grandi, illuminati musicisti dell’ultimo mezzo
secolo.

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