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Lezioni di filosofia con Sgalambro e Battiato

Giarre: liceo scientifico (Eleonora Cosentino, da "La Sicilia" del 27 gennaio 2006)

«Colui che è stato educato al pessimismo e ne è divenuto il discepolo,
vede in esso un tema classico, un tema eterno». Questo è quanto scrive
Manlio Sgalambro, il filosofo del “Trattato dell’empietà” o del “De mundo
pessimo”, forse l’opera simbolo del suo pensiero, di quel pessimismo della
totalità. Un filosofo contemporaneo, Sgalambro che come ogni filosofo che
si rispetti, fa parlare di se e del suo pensiero, dei suoi sguardi alla
vita e delle sue riflessioni metafisiche. Mai dei suoi dubbi. Dopotutto un
filosofo non dovrebbe mai rivelare i propri dubbi, almeno, questo è quanto
spiega secondo Sgalambro. Eppure il dubbio è il pane dei filosofi e la
loro fame. Fame di scoperte e di intuizioni, fame di tutto ciò che è vita,
di tutto ciò che appare e non è come appare. Cibarsi di vita, del perché
della vita, del perché dell’essere, dei dubbi sull’essere, questo è
filosofia, questo è il filosofo. E come diceva Hegel “la filosofia è il
mondo alla rovescia”, il mondo come sembra ma come non è. La vita,
insomma, è il tavolo di lavoro dei filosofi, moderni e contemporanei come
Sgalambro. Da Galilei, a Popper, da Kant ad Heidegger, tutti rivolti alla
vita, alcuni di loro con gli occhi puntati sull’esistenza. Al liceo
scientifico “Leonardo” di Giarre, ieri mattina, Franco Battiato, raffinato
interprete della musica progressiva italiana e Manlio Sgalambro, uno dei
filosofi contemporanei, il filosofo del pessimismo, si sono dati
appuntamento. Davanti ad un’aula magna gremita, i due maestri hanno
emozionato e stupito. Uno con le sue riflessioni sull’arte e la musica,
l’altro con i suoi sguardi alla vita. E quella di Battiato è una musica
intrigante ed arguta, nuova nello scenario artistico degli anni ‘70, uno
scenario impregnato di rock, un genere che lo stesso Battiato non disdegna
affatto. Tesori della musica italiana, il suo “Pollution”, “Fetus”, “Sulle
Corde di Aries” e poi anche il famosissimo “L’era del Cinghiale Bianco”
con il quale Battiato torna sulla scena della musica leggera e ci torna
con classe e professionalità.

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