Questo sito contribuisce alla audience di

Non regista ma Musikanten

Tutti in ginocchio davanti al maestro Franco Battiato.

Il cantautore catanese indossa i panni del regista
e sbarca a Palermo per presentare il suo ultimo film dal titolo
«Musikanten», che ha per protagonisti Chiara Muti,
Michela Cescon, Manlio Sgalambro, Lucia Sardo, Juri Camisasca,
Chiara Conti, Antonio Rezza e Valter Malosti.
Battiato, assieme allo stesso inseparabile amico Sgalambro,
ha ricevuto una targa alla carriera dalle mani del vicepresidente
vicario del Consiglio comunale, Giuseppe Apprendi.
Un riconoscimento che lo ha inorgoglito e lo ha indotto
a parlare del suo film, che racconta la vita di Beethoven.
«Avendolo apprezzato e conosciuto come musicista durante
gli anni della scuola - racconta Battiato - mi va di porre
in evidenza la sua intelligenza, che definisco modernissima
e attuale. Il film inizialmente doveva essere tutto su
Beethoven, però sarebbe stato per me un grande impegno
e poi non mi andava di stare per oltre un’ora e mezzo all’interno
dell’800, quindi attraverso un espediente un pò
pretestuoso ho fatto in modo che da un contemporaneo -
con un’ipnosi regressiva - si passasse agli ultimi anni di vita
di Beethoven e poi si ritornasse per una decina di minuti
nel contemporaneo.Il film finisce con una specie di colpo di stato».
Battiato non si sente regista, ma ci tiene a rivelare la sua vera natura di
autore. Il futuro, per lui, rimane comunque un rebus. «Io faccio parte
della
schiera degli autori, non sono un regista- osserva - Un autore può fare
quello che gli è caro e che
considera essenziale. Sento di essere un individuo che ha
bisogno di crescere. Non diventerò mai grande, nemmeno
con la morte. Quello per me rimane un altro passaggio da
affrontare».
Il cinema, comunque, lo appassiona. «Sicuramente - rileva
Battiato - tant’è vero che sto preparando un terzo film.
Per adesso proseguo su questa strada e mi godo questa pellicola
che in molti descrivono come un pò difficile, ostica.
Tant’è vero che, quando sono tornato da un viaggio, ho detto
ai miei collaboratori: ‘basta col cinema commercialè.
Questo dà l’idea di cosa potrebbe essere il mio terzo film».
L’ultima battuta, amara e polemica al tempo stesso, in
realtà è un’analisi del momento attuale. La diagnosi di Battiato
è severa. «Se potessi toglierei la parola ai politici, che
col tempo diventano ossessivi - spiega - Per non parlare poi
della televisione: il livello del prodotto è davvero scadente.
Vedere ragazze che non sanno ballare e cantare, però
vengono messe nelle condizioni di ballare e cantare, è davvero
triste. Tutto ciò può accadere solo all’interno di un regime.
Uno che ama il calcio, non andrebbe mai a vedere
una partita giocata da 22 brocchi. Bene, questo succede in
tv. Questa situazione è da ricondurre all’incapacità di chi
dirige: ho sentito dire che il pubblico ama queste cose, ma
quali cose e quale pubblicò. Per fortuna sono siciliano e la
mia avventura da siciliano continua. Essere artisti, invece,
è una condanna».
R. SP.
La Sicilia

Le categorie della guida