
Tornano due protagonisti degli anni Settanta con le nuove produzioni
discografiche. Claudio Fucci (cantautore o meglio ricercatore di parole) e
Gianni Mocchetti (che ripropone il primo Battiato, quello sperimentale dei
‘70). L’appuntamento tra ricordi e note, tra passato e futuro a Roma Da
Bibli domenica 11 giugno ore 18 (ingresso gratuito)
Libreria Bibli
via dei Fienaroli, 28
I-00153 Roma
domenica 11 Giugno, ore 18,00
Presentazione dei cd “SYNKRETIKO” di Claudio Fucci, BTF e “BETA” di Gianni
Mocchetti, Spintapes.
Claudio Fucci, chitarra e voce;
Gianni Mocchetti, chitarra e armonica con Silvia Perlini, voce e flauto.
Intervengono i giornalisti Gaetano Menna e Paolo Ansali.
Synkretiko: così lo illustra Claudio Fucci
Questo titolo rispecchia perfettamente le anime che contiene talmente
diverse da sembrare quasi opposte e antitetiche. Non mi sono mai considerato
un cantautore, ne tanto meno un cantante. Mi sento più un ricercatore di
parole che suonano e di suoni che sappiano parlare.
Ho avuto la fortuna di vivere anni straordinari, attraversando grandi
mutamenti, generosi slanci, illusioni e delusioni immense.
Di ogni viaggio conservo un sorriso o una ferita. Queste canzoni sono
dedicate ai tanti compagni di viaggio e anche ai nuovi curiosi ricopritori
ed esploratori di un passato prossimo che è anche una immensa geografia di
emozioni e sensazioni o semplicemente “vibrazioni”.
Cercavamo di cambiare il mondo e non so quanto ci siamo riusciti ma
sicuramente abbiamo cambiato noi stessi e il modo di fare musica.
Per informazioni www.claudiofucci.com
Beta: da una chiacchierata con Mocchetti
Sul nuovo disco, “Beta” , avevamo fatto una chiacchierata con Gianni
Mocchetti e scritto una nota che riportiamo nuovamente.
Il cd propone, con nuovi arrangiamenti, tutti i brani cantati dei dischi
sperimentali di Battiato, da “Fetus” a “Clic”. Per Mocchetti è come un voler
fare i conti con il proprio passato - ci spiega - prima di avviare discorsi
innovativi.
Chi conosce solo il Franco Battiato di oggi, regista e cantautore raffinato,
forse si meraviglierà di sapere che c’era un’altra faccia, un’altra anima
sperimentale, innovativa, rivoluzionaria dell’artista siciliano affidata
agli album degli anni ‘70. Nella sua band di allora anche Gianni Mocchetti,
bassista e chitarrista che ha condiviso ” con musicisti come Cacciapaglia e
D’Adda - quegli ellepi stimolanti, anticonformisti, d’avanguardia. Dischi
oggi dimenticati, o comunque che non rispecchiano più i sentieri artistici
imboccati da Battiato.
Giunge ora il cd solista di Mocchetti, “Beta” (per l’etichetta discografica
“Spintapes” di Danilo Sala) che è proprio un omaggio al primo periodo
“battiatiano”, quello dei dischi, incisi per la mitica etichetta “Bla Bla”,
che si intitolavano “Fetus”, “Pollution”, “Sulle corde di Aries”, “Clic”.
Dischi uno diverso dall’altro, con la voglia di rinnovarsi continuamente,
che partivano dall’elettronica fino a giungere alla musica dodecafonica di
Karlheinz Stockhausen.
Mocchetti, ha iniziato la carriera solista nel 1978 con il brano
“Cantilena”. Partecipò al Festival di Sanremo con “Talismano nero”. Realizzò
poi l’album “Andare” ed i 45 giri “Un amore in garage” (che partecipò al
Cantagiro ‘80) e “Fatti i fatti tuoi”.
Negli anni ‘90 uscì poi un suo album, “Terra di nessuno”, inciso con lo
pseudonimo di “Matusalemme”. Qualche anno dopo collaborò con Luca Bonaffini
all’album “Minora”, ispirato alla “Bibbia” e al libro dei profeti minori.
Una tragedia familiare lo bloccò, gli tolse anima e ispirazione.
Ora riprende da dove era partito. Come un voler fare i conti con il proprio
passato - ci spiega - prima di avviare discorsi innovativi. Ha già pronto,
infatti, i brani di un nuovo disco di inediti, ma c’era questa esigenza
forte di tornare al nastro di partenza.
“Beta” è davvero un bel disco, con un suono assolutamente vintage, meno
elettronico, che propone, con nuovi arrangiamenti, tutti i brani cantati dei
dischi di Battiato, da “Fetus” a “Clic” (a parte “Aria di rivoluzione”,
ndr). Si avvia con “La Convenzione” («fu il primo 45 giri che ci fece
conoscere e ci diede la notorietà»).
A cantare ora c’è Silvia Perlini, che ha una voce particolare; al basso Aldo
Tagliaferro (presidente del fan club dei Jethro Tull).
«Il titolo del disco doveva essere “Sono felice di essere un beta”, come il
primo verso della canzone tratta da “Pollution”, ma ci sembrava molto
lungo». Beta indica la diversità, l’essere fuori dal coro. Mocchetti si
ferma, comprende la domanda del cronista, scoppia a ridere: “Sì, sono felice
di essere ancora un beta”.
Per informazioni www.spintapes.com
http://guide.supereva.com/musica_progressive/interventi/2006/05/256896.shtml

Carla








