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Mongolian State Morin Khuur Ensemble

Sulla via della seta per gli 800 anni dell'impero di Genghis Khan

In Italia per la prima volta il Mongolian State Morin Khuur Ensemble in
tournée dal 22 al 26 giugno 2006. Ospiti Mauro Pagani, Teresa De Sio, Franco
Battiato, Cristiano De André

La tradizione musicale in Mongolia ha potuto conservarsi praticamente
intatta nei secoli, grazie alla forte identità del popolo mongolo e
all’immutabilità pressoché assoluta dello scandire del tempo nelle
popolazioni nomadi della steppa.
Il canto, elemento fondante della musica tradizionale mongola, annovera
diverse forme, molto diffuse e di origine molto arcaica, tra cui le
principali: urtyn duu, bogino duu, khoomii.
La canzone lunga - urtyn duu - raggiunge un’estensione di tre ottave, con
passaggi dall’improvvisazione di gola al falsetto e con largo uso di
abbellimenti. Nella sua esecuzione la cantante dialoga con il morin khuur
proponendo melodie che rievocano lo spirito della Mongolia. I testi parlano
di feste, di gare, di amicizia, di amore per una donna piuttosto che per un
cavallo o per la natura stessa.
Il kkhoomii (canto di gola), invece, è un canto duplifonico che vuole
imitare i suoni della natura, del vento, degli uccelli, dei fiumi. Una
particolare tecnica vocale che permette al cantante di emettere due suoni
contemporaneamente, uno fondamentale, basso, una sorta di bordone e uno di
derivazione armonica superiore.
Il morin khuur, sorta di violoncello dalla cassa trapezoidale con una testa
di cavallo scolpita in testa al manico e due corde di crine di cavallo, è lo
strumento nazionale della Mongolia. Con il suo suono dolcissimo,
accompagnando il canto, da solista o in ensemble con gli altri strumenti
mongoli, è sempre presente nella vita dei mongoli, in campagna, nelle feste,
nelle cerimonie e ora nei concerti.
Lo yotchin invece è un salterio suonato con due bacchette di origine cinese
che ricorda il cimbalon balcanico, mentre la yatga e un salterio a tavola
lungo quasi due metri, di derivazione cinese e presente nella tradizione
asiatica.
A questo repertorio va aggiunta la musica di tipo religioso: musiche e canti
eseguiti nei monasteri e durante le cerimonie, e i canti degli sciamani.

Mongolian State Morin Khuur Ensemble
Per la prima volta in Italia un ensemble di virtuosi della musica
tradizionale della Mongolia, con un concerto suggestivo, dedicato al canto e
alle melodie della steppa, e con un organico di ben 30 elementi che
riunisce: 12 morin khuur, 4 violoncelli mongoli, 2 ikh khur (contrabassi), 4
yatga (cetre), 1 yotchin (salterio), 2 limbe (flauto traverso), un
pianoforte, 2 percussionisti, una delle migliori cantanti di urtyn duu ed un
cantante di canto duplifonico khoomii, presentando quindi, in un’unica
formazione, le principali e le più suggestive tecniche di canto mongole,
interpretate ai più alti livelli. L’organico strumentale, inoltre, permette
l’esecuzione delle più belle melodie della musica tradizionale mongola, e di
quella di composizione contemporanea, musiche che affondano le proprie
radici nella millenaria cultura nomade della Mongolia.
L’Ensemble di Morin Khuur di musica tradizionale, è stato fondato nel 1992
con decreto del Ministro della Cultura, su iniziativa del famoso musicista
G. Jamyan, virtuoso del morin khuur. L’obiettivo principale dell’Ensemble di
Morin Khuur è di preservare e presentare al pubblico la musica tradizionale
della Mongolia.
Nel 1993 ne assume la direzione il Maestro Tsendiin Batchuluun e prende il
via la programmazione concertistica, che negli anni ha portato l’Ensemble ad
esibirsi in Russia, Cina, Korea del Nord e del Sud, Giappone, Francia, USA,
conseguendo nel 1999 il premio come miglior Ensemble al Festival Nazionale
della Corea del Nord.
Sempre presente ai più importanti eventi culturali della Mongolia,
l’Ensemble di Morin Khuur, oltre al vastissimo repertorio di musica
tradizionale, presenta brani dei più autorevoli autori mongoli, quali: N.
Jantsannorov, B. Sharav, Z. Khangal, Ts. Chinzorig, G. Altanhuyag, D.
Battumur.
Numerose le esecuzioni di musiche per film, documentari e spettacoli
teatrali di autori quali: D. Naidandorj, I. Nyamgavaa, D. Ganhuyag, D.
Tserensodnom, J. Mend-oyoo, J. Bumtar, D. Garmaa, N. Byambadorj, N. Chingis,
S. Solongo.
Dell’ensemble sono parte integrante alcune formazioni di musica
tradizionale, quali i quartetti di morin khuur “Chulugen” e “Dumun”, il
“Yatga Quartet” e l’Ensemble femminile “Khulan”, che svolgono attività
concertistica autonoma.
Numerose le incisioni discografiche all’attivo con musiche dei vari generi
interpretati.

LA FORMAZIONE Morin Khuur Ensemble
12 morin khuur
2 violoncelli mongoli
2 ikh khur (contrabassi)
3 yatga (arpe)
1 yotchin (salterio)
2 limbe (flauto traverso)
1 pianoforte
1 vibrafono
1 timpano
1 voce solista femminile
1 voce solista maschile

1 direttore orchestra
1 compositore arrangiatore

Dori Ghezzi
«Sono convinta che a Fabrizio avrebbe fatto piacere questo invito a suonare
una parte di Creuza de ma nell’ambito delle celebrazioni per gli ottocento
anni dell’Impero Mongolo. E ne sono convinta perché proprio dopo aver
concluso Creuza con Mauro Pagani, aveva in progetto di proseguire il viaggio
alla ricerca dei dialetti e della contaminazione fra lingue, ricercando
nuovi spunti e sonorità proprio all’interno della cultura mongola, tra mito
e realtà, affascinato dalla storia di Gengis Khan e del suo popolo. Del
progetto non si fece nulla, rimasto a casa, si consolò con la tartare».

Mauro Pagani
«La curiosità fa parte di me e l’unica certezza che ho è che tutto quello
che sono riuscito a fare mi ha profondamente arricchito. Noi lottiamo ogni
giorno in maniera impari contro la grande informazione: la Tv, i media, sono
il nemico più grande da affrontare; ma l’amore profondo che ci unisce è
l’amore per la bellezza e la musica è tale. Questo progetto si rifletterà
nella mia vita, lo sento, e sono pronto ad accoglierlo. Vorrei fare tutto
con la voglia di giocare.
Dopo Creuza Fabrizio cercava un pretesto per fare un viaggio di terra, dopo
quello per mare, e la Mongolia era un punto di arrivo che lo intrigava, i
Mongoli erano arrivati fino al Mediterraneo».

Teresa De Sio
«Se esiste un luogo nel mondo in cui un sogno millenario può ancora
mostrarsi reale, allora questo è la Mongolia. Un territorio immenso, poco
abitato, poco arredato, dove tra il tuo sguardo e lo sguardo dell’altro c’è
di mezzo l’altopiano, su cui il vento non si ferma, la pianura immutabile e
vasta rotta solo dalla corsa dei cavalli, sontuosi. Anime fortemente
verticali. La musica è struggente, forte, ritmica e visionaria.
Nell’ascoltarla si resta sopraffatti da un senso misterioso di nostalgia per
un passato anteriore che non ci è dato riconoscere e ricordare con esattezza
ma che, sentiamo, ci chiama dal profondo. La nostalgia dei nomadi. E una
voce di donna che canta, ed il suo canto lacerato e stretto corre sulle dune
del Gobi come su un’immensa Napoli, senza più vicoli e quartieri, cui è
stato tolto il mare e aggiunta la speranza».

DATE DEL TOUR

22/06/2006
PORDENONE
Zona Fieristica
Padiglione Centrale
Morin Khuur Ensemble
Mauro Pagani
Teresa De Sio

23/06/2006
FIRENZE
Forte Belvedere
Estate Fiorentina
FirenzeEstate 2006
Morin Khuur Ensemble

24/06/2006
BOLOGNA
Teatro Manzoni
Morin Khuur Ensemble
Teresa De Sio
Cristiano De Andrè

25/06/2006
MACERATA
Sferisterio
FESTIVAL “Canzone D’Autore”
Morin Khuur Ensemble

26/06/2006
ROMA
Auditorium - Via della Conciliazione
Morin Khuur Ensemble
Franco Battiato
Teresa De Sio

12/07/2006
Grande concerto conclusivo ad Ulaan Batar (Mongolia)
Morin Khuur Ensemble
Franco Battiato
Teresa De Sio
Cristiano De Andrè

Contatti e-mail: info@corerarieventi.com

Roma 26 Giugno 2006
Auditorium Conciliazione

Sulla via della seta per gli 800 anni dell’impero di Genghis Khan

L’azzurro cielo degli incontri

Morin Khuur Ensamble
Franco Battiato
Mauro Pagani
Teresa De Sio

“All’inizio degli anni settanta iniziai una ricerca sulla voce.
Inevitabile e sorprendente fu l’incontro con le “trifonie”
dei mongoli: emissione contemporanea di (3) suoni
armonici. La loro tradizione musicale esprime e descrive
la gioia e la potenza della loro natura…impressionanti
estensioni vocali ci comunicano un senso di libertà.
La tradizione musicale in Mongolia, si è conservata
intatta, grazie a certa immutabilità delle popolazioni
nomadi della steppa. Ancora oggi i testi delle canzoni
parlano di amicizia, di gare, di amore per una donna,
o per un cavallo.
Stimolato dall’invito (simpaticamente coercitivo…)
dell’amica Marialaura Giulietti, mi sono messo all’opera,
con convinzione, per scrivere una canzone, come omaggio
alla festa che andiamo a onorare.”
Franco Battiato

Biglietti
ingresso posto unico ? 25 + diritti di prevendita

Per avere informazioni ed effettuare l’acquisto di biglietti
per gli spettacoli dell’Auditorium Conciliazione chiama il
CALL CENTER al numero 899 5000 55 nei seguenti orari:
dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.30

Il costo chiamata è di ? 0,80 + IVA al minuto + scatto alla risposta
(non ci sono tempi di attesa a pagamento)

Puoi decidere di pagare mediante:
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- vaglia postale
- carta di credito (no Bancomat, no Diners e no American Express)

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