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Mostra di Pesaro

"Un esordiente atipico, un intellettuale, musicista e cantautore che decide di esplorare anche la regia cinematografica".

Così, Vito Zagarrio e Giovanni
Spagnoletti, introducono Franco Battiato, presente a Pesaro in occasione
della proiezione di Perduto amor, suo esordio dietro la macchina da presa,
previsto questa sera nella splendida Piazza del Popolo di Pesaro, altro
titolo che fa parte del 20° Evento Speciale.
A chi gli chiede qual è stato il passaggio che l’ha portato dalla musica al
cinema, Battiato risponde candidamente che non ne esiste alcuno, che quando
alcuni anni fa decise di accogliere l’invito per girare Perduto amor pensava
di affrontare la cosa semplicemente come un divertimento. Ma che ora come
ora quel divertimento si è tramutato in necessità: “Non è importante il
passaggio. Le cose avvengono, a volte ci sopraffanno. Dal primo giorno sul
set è come se mi fossi trovato ad aver a che fare con una macchina che
conoscevo benissimo”. E poco importa se qualcuno, a suo tempo, gli fece
notare che il suo film soffriva per una carenza strutturale e grammaticale:
oggi, dopo il recentissimo Musikanten, Battiato è già impegnato nella
realizzazione del suo terzo lungometraggio: “Ho già girato la scena finale,
perché avevo bisogno di riprendere un ciliegio in fiore che altrimenti avrei
dovuto attendere un altro anno. Il film si dovrebbe chiamare Niente è come
sembra (frase attribuita a Buddha, ndr) e ruota intorno ad una domanda,
‘Perché si è?’. Un film assolutamente ossessivo, imperniato sull’esistenza
di Dio e condotto attraverso tre punti di vista, quello del credente, dello
scettico e dell’ateo”. E quando l’argomento si sposta sulla situazione dell’attuale
cinema italiano, Battiato preferisce non replicare in maniera diretta, ma
suggerisce di intraprendere altre strade soprattutto a livello
contenutistico, partendo però sempre da un assunto imprescindibile: “La
mente dell’uomo è causa dei suoi mali, bisognerebbe imparare a dominare il
proprio essere. Ci vuole pulizia, una sorta di doccia psichica”.
L’omaggio di Pesaro, come detto, non si ferma a Franco Battiato: previsto
fra poco nella sezione “Documentando” il mediometraggio Manlio Sgalambro, il
consolatore del giovane Guido Cionini, documentario che lo stesso filmmaker
definisce “non biografico, seppur rigoroso. Un video costruito in stretta
aderenza ai testi dello stesso Sgalambro, soprattutto quelli editi da
Adelphi, come ‘La morte del sole’ e altri”.
fonte:http://www.zabriskiepoint.net

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