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Il Sindaco di Monselice ci ha gia' premiati

Sono ormai conosciuti come il trio rock di Franco Battiato i padovani (vengono da Monselice) FSC che si esibiscono stasera nella categoria Giovani con il brano "Non piangere".

Tutto era successo ai tempi quando Battiato
doveva incidere l’album “X Stratagemmi”. Una sera, i ragazzi della band
stanno suonando in un club di Monselice e, tra il pubblico, è presente un
tecnico del suono che lavora nello studio di Pino “Pinaxa” Pischetola, un
mago del missaggio che collabora da anni col Maestro (ma non solo). Il
tecnico apprezza la loro performance e si fa dare un demo dai ragazzi che
porta con sé a Milano. Arriva in studio e, mentre lo sta sentendo, passa
Pischetola che si ferma, colpito dal suono e dall’energia della band, ed
esclama: “Forti questi! Ma chi sono?”. E poi.
Poi succede che il destino ci mette il suo zampino e, dopo qualche ora,
arriva inattesa in studio una telefonata: “Ciao Pino, sono Franco, sto
cercando un trio rock chitarra/basso/batteria: hai qualcuno da segnalarmi?”.
Pischetola, forte del suo fiuto, azzarda: “Ci sarebbero tre ragazzi di
Padova niente male che. vuoi sentirli?”. E il sogno di tanti ragazzi che
suonano non da professionisti ma da amatori si avvera. Battiato li convoca.
“Ad essere sinceri” spiega Davide Ferrario, voce e chitarra “noi conoscevamo
poco o nulla della musica di Franco, ma a lui non importava niente. Così ci
siamo messi a studiare la sua musica e il suo repertorio. E soprattutto i
brani del nuovo album per cui dovevamo suonare”. Battiato ne è così
soddisfatto che si prende i tre ragazzi anche in tour e poi li richiama pure
per il nuovissimo album “Il vuoto”.
“Com’è Battiato?” ripete Davide. “E’ rock! Di una semplicità disarmante e un
vero maestro: con lui si imparano una quantità di cose. E in più è pure
divertente”. Se andranno alla finale di venerdì, gli FSC incontreranno il
loro “padrino” nella stessa serata, visto che Battiato sarà uno dei
Superospiti italiani. “Ma è escluso che si faccia qualcosa insieme: sarebbe
un pieno conflitto di interessi! Però a lui il nostro pezzo è piaciuto
tanto”.
Intanto, a Monselice la band è diventata Vip, tanto che il sindaco ha voluto
donare loro una targa in municipio. “E’ incredibile” spiega il bassista
Stefano Spallanzani “la potenza di Sanremo sugli italiani: prima non ci
filava quasi nessuno, da quando ci hanno presi al Festival siamo diventati
gli eroi locali”. “A mia madre” racconta Davide “non gliene fregava niente
della mia musica; ora che vado all’Ariston è diventata una fan e mi
ossessiona con le telefonate, tanto che ho smesso di rispondere.”. “Io,
invece” aggiunge Stefano “ho dato ai miei un orario fisso per chiamarmi,
sennò non mi lasciano vivere”. “E io” dice il batterista Andrea Polato, il
più riservato dei tre “ho detto loro che chiamo io e basta”. Impauriti?
Stanchi? “Sì, il Festival è una baraonda” ammette Davide “ma è una figata
per chi vuol fare questo mestiere. E poi è un urugano che dura una settimana
nella vita: si può fare!”.
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