IL NUOVO, CONTROVERSO DISCO DI GIUNI

da http://www.linoagroblog.splinder.com

Finalmente se ne parla anche qui, come qualcuno mi aveva chiesto. Ho preso
il doppio CD + DVD dal vivo intitolato Unusual, l’ho rigirato tra le mani, e
ho tratto le prime conclusioni:

1 - il cartoncino del digipack non è plastificato, così è destinato a
danneggiarsi e deteriorarsi anzitempo;

2 - il nome di Giuni ricorre troppo spesso un po’ dappertutto, quando
sarebbe stato elegante gestirlo con più misura. Esempio: nell’elenco dei
brani, sarebbe bastato scrivere, accanto a ogni titolo, solo il nome del
musicista che duetta con l’artista, anziché far stampare ben ventuno volte -
come interprete e come autrice - in una sola piccola facciata di custodia
di CD il suo nome. Capiamo bene che l’affetto della Sisini e la sua volontà
di portare avanti il lavoro della compagna sono fortissimi, però.

3 - le note che descrivono sul libretto, a piè di ogni pagina, le canzoni
prescelte, risultano un po’ eccessive. Come quando definiscono “Un esempio
di Arte musicale oggettivamente perfetto” (con tanto di A maiuscola, che fa
molto mostra provinciale di imbrattatele della domenica) il rifacimento di
Caparezza di Una vipera sarò , che alcuni potrebbero trovare anche non
particolarmente riuscito o, quanto meno, un po’ distante dallo stile di
Giuni.

E passino il trasporto emotivo delle note firmate dalla Sisini e da
Battiato, anche se, lo ripeto, un po’ di distacco avrebbe giovato al
progetto.

Ma veniamo al contenuto musicale. Superata la malavoglia di affrontare l’ennesimo
album-tributo, la scetticità riguardo all’ennesimo album-traghetto tra il
regno dei vivi e quello dei defunti, premo il tasto play.

Toni Childs, come al suo solito, è smodata e sguaiata, e non aggiunge nulla
a Morirò d’amore, anzi la peggiora notevolmente.

Di Caparezza già detto sopra.

Battiato, che da decenni ormai fa parte del mondo di Giuni, sposa bene con
la sua voce i due brani firmati da Russo-Sisini. Bizzarramente, però, è un
Battiato che interpreta due brani à la Battiato. Come un pittore che
ridipinge due falsi d’autore ispirati alla sua produzione. Tutto sommato,
una cosa inusuale e divertente, un concetto kitsch che tanto ci piace.

Giunti al quarto pezzo con curiosità, scopriamo che Lene Lovich non è
cambiata affatto dai primi anni ‘80, e la sua scoppiettante energia spruzza
di stile Stiff un pezzo austero come Moro perché non moro.

Love is a woman riesuma la voce di Giuni da quello strano album del ‘75, un
godibile pastiche di acid rock e easy listening. In questo duetto con tale
Elena Vittoria però la discrepanza temporale è troppo evidente.

Il coro delle carmelitane scalze in La sposa è, tutto sommato, molto vicino
a come uno si aspetterebbe Il coro delle carmelitane scalze.

Simpatica la Luxuria in Illusione, canzone finalmente pubblicata in CD ma
che, incredibilmente, è ancora assente su questo supporto nella sua versione
originale del periodo Bubble.

Di Adrenalina ricordo solo un gran casino, che fa rimpiangere l’accoppiata
con la Rettore.

Sorvoliamo anche sul remix in levare di Un’estate al mare, decisamente
superfluo.

E lasciamo per ultimo - ma sul CD è penultimo - l’unico inedito presente, un
pezzo in inglese intitolato American man inciso nel 1979 e mai prima
pubblicato. Ed è finalmente un valido motivo, da solo, per l’acquisto del
doppio CD. A noi fanatici hunters di oscurità seventies, meglio se legate
alla disco-dance del periodo, non pare neanche vero: testo deliziosamente
scontato e improbabile, ritmo suono e arrangiamento del sapore giusto, voce
in full effect! Dovrebbe diventare un hit di questo fine anno, almeno nelle
serate alternative, se nel mondo ci fosse giustizia.

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