Questo sito contribuisce alla audience di

Non faccio grande differenza fra Schubert e "Aria di neve"

Il cantautore siciliano protagonista del primo concerto nel "salotto" veneziano

Battiato: «Non faccio grande differenza fra Schubert e “Aria di neve” di
Endrigo»

Venezia
Franco Battiato sarà giovedì sera a San Marco rispondendo all’appello di
Emergency. Il suo sarà il primo dei due concerti dedicati all’organizzazione
umanitaria di Gino Strada nel “salotto” veneziano, precedendo quello di
Peter Gabriel in programma venerdì.

«Sto lavorando molto, sono settimane turbolente - racconta il musicista
siciliano - un concerto a Marrakesh poi uno a San Galgano, la presentazione
di “Musikanten” a Torino, un salto a Milano per il libro di un amico, padre
missionario da 25 anni in Giappone… È un periodo tranquillo».

Hai deciso cosa fare a Venezia?

«Rispetto al tour che partirà più avanti qui c’è l’orchestra e un buon
quartetto d’archi. Il luogo e l’orchestra mi portano a sbilanciarmi verso i
Lieder anche se avrò con me Mab e Fsc. Ma io non faccio grande differenza
tra Schubert e “Aria di neve” di Endrigo. Vorrei anche cantare Brahms, un
Lied bellissimo, e poi Brel e Fabrizio De André, le canzoni dei vecchi
amanti e dell’amore perduto, e poi “Il vuoto” con le Mab».

Niente Wagner nella città che lo ospitò i suoi ultimi mesi?

«Ho un brano in repertorio. Vedremo. Ma ho anche i miei brani, “La cura”,
“Strani giorni”..».

Mi sembra che il tuo punto di equilibrio fra classico e moderno si definisca
sempre più col tempo.

«È vero. Aumenta ogni volta. Credo che questa volta sia al punto giusto. Se
facessi solo un concerto liederistico oggi, mancherebbe qualcosa, una
pulsazione ritmica poderosa. È bello avere tutte e due le cose».

Il tuo film sulle religioni è finito?

«Sì. Il montaggio è finito e c’è da definire la distribuzione e la
presentazione che dovrebbe essere ad autunno. Ho un’offerta da una grande
manifestazione cinematografica, ma non posso parlarne».

Non Venezia?

«No».

Per Emergency in conferenza stampa hai avuto parole molto dure contro chi ha
criticato l’organizzazione a proposito delle note vicende afghane.

«Si mi arrabbio per conto loro. Ho trovato brutta quella storia, e quello
che è stato detto contro di loro da alcuni politici. Sono persone che fanno
un grande lavoro. Come diceva Peter Gabriel è difficile che questi cose
concerti possano dare un grande guadagno, per cui uno lo fa come adesione e
promozione. Ma mi auguro che ci sia per loro comunque anche un ritorno
economico».

Conosci Gino Strada?

«Di persona non lo conosco. Ma la nostra adesione è sempre verso gli uomini,
poi che sia per l’Africa o l’Afghanistan poco conta. Uno ammira il loro
lavoro che è anche una bandiera per l’Italia».

Ti fermerai a vedere Gabriel il giorno dopo?

«Non potrei ma se riesco a disdire un impegno mi fermo. Ho un’ottima
considerazione di lui. Ho anche inciso diversi dischi nei suoi studi di
Bath. Ci siamo incontrati di sfuggita, ma all’epoca ho parlato più con Brian
Eno che incideva nello stesso tempo. Lì ho inciso “Gilgamesh”».

Il 9 inizierà le prove del suo tour effettivo (al via il 14 da Torino con
tappa a Vicenza il 19 e a Pordenone il 25), in attesa di «dare una
riverniciata» alla sua opera “Il cavaliere dell’intelletto” che dovrebbe
tornare presto in scena, e prendersi un anno di pausa.

G. Al.
Il Gazzettino

Le categorie della guida