
Suoni
sperimentali, voci liriche, commistioni di italiano e inglese: il tutto
volto all’intento di chiarire una confusione che pare stia appestando il
presente: “danni fisici, psicologici, collera e paura, stress, sindrome da
traffico, ansia, stati emotivi, primordiali malesseri pericoli imminenti e
ignoti disturbi sul sesso”.
“La tristezza non prevale su me: col canto la tengo lontana”, canta Battiato
in un altro pezzo dell’album, mostrandosi così fiducioso nei confronti dell’arte
che pratica. Gli altri titoli del disco, dunque, si fanno giocoforza
necessari a completare il senso dell’opera compiuta: “Niente è come sembra”
si fa così altro brano importante, così come la bellissima “Io sono”, nel
quale l’artista si interroga concludendo che “qui non si impara niente”. Una
sorta di concept astratto, come avvenuto per i precedenti lavori del
‘maestro’.
A volte lento, altre incalzante, toni bassi accanto ad acute elevazioni, il
pianoforte e il sintetizzatore: questo il mondo melodico che percorre
Battiato mantenendosi con la voce sempre sopra la musica e dimostrando una
padronanza del senso al di là del semplice parlato. Ed è questo che porta
spesso a dire, di lui: si tratta di un genio. A volte ostico, sì, altre
magnificamente chiaro. Questo sorta di bipolarismo costante dentro il quale
si muove ne fa di certo uno degli artisti più apprezzati del nostro tempo.
Battiato è anche pittore e filmaker (ricordiamo il suo ultimo lavoro
cinematografico: “Musikanten”), e sulla possibilità di abbracciare più campi
dell’arte ha dichiarato: “Il passaggio da compositore/musicista a regista è
stato abbastanza tranquillo. Penso che un artista vero sia capace di
esprimersi attraverso tutte le diverse forme artistiche, che sia la musica,
la danza, la pittura… Fanno tutte parte di un tutt’uno”. Il meglio di sé,
però, lo dà sicuramente in campo musicale: da aprile renderà note le tappe
del tour che comincerà il 14 luglio per chiudersi una prima volta il 6
agosto e fare una ripresa (forse breve) in settembre.

Carla








