
Così a Pordenone, ieri sera, davanti a molti spettatori seduti (sigh!!) il
buon Franco,dapprima impegnato con una sezione di archi e un pianoforte, ha
consegnato la parte più tradizionale del concerto, con brani come Caffè de
la Paix, Ruby Tuesday e La cura; ma le sorprese sono appena iniziate, perché
sul palco fanno ben presto capolino due giovanissimi gruppi italiani; le
sarde (nonché gotiche) MaB -scatenatissime- ed il trio dei F.S.C., che
accompagneranno, insieme, gran parte delle canzoni del Maestro. Ecco quindi
molte canzoni in veste decisamente più rock, da Shock in my town a da Il
vuoto, passando per Tra sesso e castità arrivando fino a una
indimenticabile, Voglio vederti danzare, in versione più grintosa che più
non si può.
Al primo bis, la gente si alza in piedi, portandosi sotto il palco, per
ascoltare Cuccuruccucù e Stranezza d’amuri; ma è nel secondo bis, che il
Franco, regalandoci un inaspettato medley fra Bandiera Bianca, Segnali di
vita, Sentimento Nuevo, e Gli uccelli, rendendo lo spettacolo da splendido
ad indimenticabile.
Attorniato da giovani, accompagnato dall’orchestra, Battiato non si stanca
mai di ascoltare, capire, provare, rifiutando di fossilizzarsi nello
stereotipo di cantante sul viale del tramonto, offrendosi totalmente all’ascoltatore,
donando energia tale da far invidia a certi odierni gruppi che si osservano
in televisione.
Altro che peperoncini, meglio gli agrumi della Sicilia. Asprigni,forti,veri.
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Carla








