Neapolis edizione 2007

Il concerto ha attirato sugli spalti un numero incredibile di persone, lo scenario perfetto per una esibizione live che non ha deluso le attese e gli appassionati.

Doveva arrivare Battiato a risollevare le sorti del Neapolis edizione 2007,
evento che non è stato baciato da grande affluenza di pubblico, deludendo le
aspettative di coloro che avevano puntato su prezzi più popolari. La serata
di chiusura del 29 luglio, a dispetto di un Metropolitan Stage pressochè
deserto, ha visto una Arena Flegrea gremitissima fare da suggestivo scenario
al concerto dell’artista siciliano che, in grande forma, nonostante le
fatiche del tour, ha aperto in una atmosfera essenziale, seduto su una sedia
al centro della scena incorniciata da drappi bianchi, fattisi sipario da
lasciar cadere a scoprire chi lo accompagnava sul palco: gli archi del Nuovo
Quartetto Italiano, Carlo Guaitoli, Angelo Privitera, le MAB, gli FSC.

Battiato è artista trasversale per antonomasia e qui per trasversalità si
intende la capacità di catalizzare l’attenzione di generazioni diverse, di
ispirare musicisti con una alchimia musicale unica, composizioni fatte di
sprazzi, visioni, echi lontanissimi, suggestioni mediorientali, richiami ad
un occidente in decadenza. Negli ultimi anni, la collaborazione con
Sgalambro ha conferito ai testi sfumature speculative sospese tra
malinconia, energia, ironia e consapevolezza squisitamente filosofica della
fugacità della vita e l’inafferrabilità del vero.

Il calore del pubblico ha scandito le due ore di concerto, il cui ritmo è
stato affidato ad una scaletta meravigliosamente equilibrata su intimismo e
lirismo (Haiku, Oceano di silenzio, La Cura, E ti vengo a cercare), impegno
(Povera patria, Il vuoto), suggestioni (l’omaggio a Brel e a De Andrè), le
sonorità “estetiche” e sperimentali (Shock in my town, Sesso e castità,
Strani giorni) e meditazione e misticismo (Niente è come sembra e una
straordinaria esecuzione de Il cammino interminabile, brano che racchiude in
sé l’eterno ritorno, la vita e gli immancabili richiami alla Sicilia). Breve
intermezzo concesso a Manlio Sgalambro, sul palco accompagnato dalle MAB,
che subito dopo hanno dato una sferzata di energia colorata di goth punk con
il brano BLACK, da Unstable dream, un EP del 2004.

Davvero il pubblico napoletano non voleva lasciare andare Battiato che ci ha
regalato due nuove uscite portandoci verso la mezzanotte tra i grandi
classici degli anni 80 (singoli tratti da La voce del padrone, l’Era del
Cinghiale Bianco, Mondi lontanissimi e Patriots .)

Contributo di Rita Seneca

http://indiemusic.blogosfere.it

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