Battiato,gran duetto con Cacciapaglia

Accoppiata vincente quella di Roberto Cacciapaglia e Franco Battiato per uno dei concerti più interessanti tra i centinaia di appuntamenti della prima edizione del Festival Mi To

Pieno il Teatro degli
Arcimboldi, dove Battiato si era esibito già un paio d’anni fa sempre con
l’Orchestra mentre è la prima volta per Roberto Cacciapaglia, musicista con
una carriera decisamente più classica, con studi di elettronica,
composizione e direzione d’orchestra al Conservatorio di Milano.
Cacciapaglia, volto certamente meno conosciuto al grande pubblico, ha
composto centinaia di musiche per spot televisivi e pubblicato una nutrita
serie di album. Proprio da «Quarto tempo», ultimissimo capitolo
discografico, l’artista presenta vari brani strumentali accompagnato
dall’Orchestra Milano Classica oltre a Gianmaria Serranò (elettronica),
Gianpiero Dionigi (tastiere), Yuriko Mikami (violoncello) e Michele
Fedrigotti alla direzione d’orchestra. Al centro della scena Cacciapaglia e
il pianoforte gran coda, strumento alla guida di ogni brano, con fraseggi
corposi, a tratti melodici, mai stucchevoli e poco accademici, quanto liberi
di esprimere un mondo sonoro vorticoso che proviene più dal cuore che dalla
testa. Cacciapaglia appare concentrato e lascia intravedere una certa
emozione nell’esibirsi davanti a un pubblico esigente, che si lascia subito
conquistare da uno stile che non è Jazz, non è classica, non è la soporifera
New Age. Un’ora buona di concerto per lasciare poi spazio a Franco Battiato
che inizia con «L’addio», una canzone di Mino Di Martino dei Giganti scritta
a suo tempo per la voce straordinaria di Giuni Russo. «Sto preparando un Dvd
su Giuni» riferirà poi a La Provincia. «In proposito, ricordo che invitai
Giuni a cantare “L’addio” durante una mia partecipazione al programma
televisivo Blitz di Gianni Minà. In studio c’era anche Leonardo Sciascia che
rimase incantato dalla voce di Giuni». Accompagnato dall’Orchestra da Camera
Milano Classica, da Angelo Privitera (tastiere e programmazione) e Carlo
Guaitoli (pianoforte), Battiato passa in rassegna i brani più orchestrali
del suo repertorio, da «Secondo imbrunire» a «Le sacre sinfonie del tempo»,
«Oceano di silenzio», «Lode all’inviolato», naturalmente «La cura» e
«Tiepido aprile», dall’ultimo album «Il vuoto». Immancabili i bis
cominciando da «Prospettiva Nevsky», «E ti vengo a cercare» e «La stagione
dell’amore», ma il pubblico non se ne vuole andare e chiama a gran voce
«L’animale», alla quale segue l’ampia melodia aerea di «Gli uccelli».

La Provincia

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