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Battiato: musica, cinema e paradossi

Intervista all'autore siciliano, nella sezione Extra con la sua opera terza da regista, "Niente è come sembra"

“E’ un’esplorazione del mistero dell’esistenza, in cui il mio amico
Sgalambro ha fatto l’avvocato del diavolo”
Battiato: musica, cinema e paradossi
“Odio il fatto che il pubblico mi ama…”
Il musicista: “Ho fatto canzoni di successo scommettendo che sarei arrivato
primo in classifica
Ma per un film non farei lo stesso: anche se avessi contro tutti, non mi
sposterei di una virgola”
di CLAUDIA MORGOGLIONE

Franco Battiato
ROMA - Leggenda vuole che Franco Battiato, artista dai gusti musicali
complessi e assai poco orecchiabili, scrisse “La voce del padrone”, uno
degli album italiani di maggior successo di sempre, solo per scommessa. Per
dimostrare di saper realizzare - così, a tavolino - un prodotto da numero
uno della hit parade. “Non è una favola metropolitana, è una realtà” -
rivela oggi lui, da una stanza dell’hotel De Russie, a due passi da Piazza
del Popolo - ma nella mia attività cinematografica, una sfida del genere non
mi interessa…”.

Con questa premessa, non sorprende che il musicista - a Roma perché stasera,
alla Festa, presenta la sua opera terza da regista, Niente è come sembra -
sia assolutamente sincero, nel suo giustificato snobismo, quando spiega che
dell’accoglienza che riceverà il film, in fondo non gliene importa nulla:
“Anche se avessi contro tutti non mi sposterei di una virgola: io sono
quello che quasi odia il fatto di ricevere così tanto affetto dal
pubblico!”. Anche se poi confessa di essere contento quando la gente trova
“interessanti” le sue opere cinematografiche, decisamente non facili.
Compresa questa, una sorta di dialogo filosofico sulla vita e sulle
religioni, che si svolge attraverso un incontro tra personaggi diversi,
credenti e atei. Nel cast ci sono Giulio Brogi, Pamela Villoresi, Chiara
Conti, e come guest star due suoi amici, il visionario regista-scrittore
Alejandro Jodorowsky e Sonia Bergamasco.

Allora, Battiato: come si potrebbe riassumere, in poche parole, il senso di
Niente è come sembra?
“E’ un film sull’esistenza: anzi, sul mistero dell’esistenza. Dico subito
che se non si è interessati a questo tema, meglio stare lontani; se sì,
allora lo spettatore troverà pane per i suoi denti”.

E con che tipo di approccio viene affrontato un tema così impegnativo?
“Diciamo che io sono sempre stato un onnivoro, dal punto di vista dello
studio delle religioni: tutte le religioni, almeno quelle degne di questo
nome. In questo film trovano spazio sia l’ateo che il credente”.

E la musica, quanto è importante all’interno dell’opera?
“E’ fondamentale. Un film senza musica è come una canzone senza parole, è
mancante. Anche se, quando realizzo un film, me ne frego di essere io stesso
un musicista: in tutti e tre quelli che ho fatto, ho usato una partitura di
altri autori. Qui, ad esempio, alterno nomi stranoti a ‘minori’ di grande
spessore. Di mio ho messo solo la canzone che si chiama come il film, Niente
è come sembra, sui titoli”.

Lei ha scritto la sceneggiatura con uno dei suoi amici e collaboratori più
fidati, il filosofo Manlio Sgalambro…
“Lui per me è un avvocato del diavolo fantastico. Con lui ho fatto quella
ricerca mistica necessaria al film. Ma l’idea di base è solo mia”.

A parte l’esordio, Perduto amor, le altre due sue esperienze da grande
schermo, Musikanten e Niente è come sembra, non sono certo scritte e girate
in modo tradizionale.
“E’ vero. Ma, rispetto a Musikanten, Niente è come sembra è più monolitico,
più compatto. Nell’altro c’erano più variazioni sul tema”.

Cosa trova nel cinema che non le dà la musica?
“L’immagine, naturalmente. I video musicali non bastano: non si può certo
fare un videoclip sul mistero dell’esistenza…”.

Eppure, come regista, i critici non sempre la amano: vedi l’accoglienza
negativa riservata a Musikanten, alla presentazione alla Mostra di Venezia.
“E’ vero, là durante la proiezione della stampa fu una comica: c’era chi
rideva, ad esempio quando veniva citato un personaggio come Wittgenstein. Il
pubblico, invece, anche lì mi applaudì. E poi ho portato il film in giro per
60-70 città italiane, e ho trovato ovunque gente di grande eleganza. Non
dico che sia piaciuto a tutti, ma tutti lo hanno trovato interessante”.

E cosa l’ha spinta, dopo il trauma veneziano, a venire a un altro festival,
questo di Roma?
“E’ riuscito a convincermi Mario Sesti (direttore della sezione Extra in cui
il film viene preesentato, ndr). Mi ha spiegato che qui la cornice era
adatta. Per questo aspetto con piacere, e con serenità, la proiezione di
questa sera. Non ho la mania del complotto; ma anche se avessi contro tutti,
non mi sposterei di una virgola”.

Da segnalare infine che il film uscirà in dvd a fine ottobre, per Bompiani,
in una confezione che comprende anche un libro dello stesso Battiato, In
fondo sono contento di aver fatto la mia conoscenza, e il cd di un suo
concerto. A dimostrazione del connubio per lui sempre più stretto fra arti
diverse.

(22 ottobre 2007)
La Repubblica

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