
La voce e la chitarra acustica di Nabil Salameh e il basso elettrico di
Michele Lobaccaro, i due componenti del gruppo, si sono uniti alle tastiere
di Alessandro Pipino, al violino di Anila Bodini e alla batteria di Antonio
Marra, per realizzare questi nove brani del nuovo album, prodotto da Franco
Battiato e Pino Pinaxa Pischetola.
«Questo disco rappresenta per noi un passo importante - spiega Michele -
Dopo l’incontro prima con Modugno, poi con Battiato ci siamo resi conto che
potevamo dire le stesse cose in modo migliore, avere un linguaggio
comprensibile ad un pubblico più vasto. Era una possibilità in più di
evoluzione. Fare un disco con gli “esperti” della musica pop ci può inserire
nel circuito della musica italiana». E forse arrivare anche ad un pubblico
più giovane, visto che fra gli ospiti dell’album c’è anche Caparezza,
protagonista del brano Babel, un vero grido di rabbia contro la guerra in
Oriente.
«La nostra scommessa è proprio quella di allargare il nostro rapporto con il
pubblico, la nostra non è musica di nicchia», sottolinea Nabil. «Con
Caparezza abbiamo un vecchio rapporto di amicizia - insiste Michele - Era da
tempo che volevamo fare qualcosa insieme e con Babel finalmente ci siamo
riusciti. Quella canzone è l’unione di due diverse sensibilità e se questo
può avvicinarci al pubblico di Caparezza tanto meglio».
Soddisfatto di questo suo lavoro da produttore, Franco Battiato, diviso
anche fra i suoi ruoli di cantautore e regista cinematografico (ieri alla
Festa del cinema di Roma ha presentato il suo terzo film Niente è come
sembra) spera di veicolare molti suoi fan anche sui Radiodervish. «Perché -
dice - sono bravissimi. Su questo disco il mio apporto è stato minimo, sono
stato solo un modesto consigliere. Le canzoni erano tutte pronte, ho fatto
solo qualche piccolo taglio e cuci. Se posso fare da cassa di risonanza ben
venga. Sono un gruppo positivo».
Ritmi della disco music anni ‘70 e del Battiato pop dei primi anni ‘80,
tastierine giocattolo dell’elettronica povera, sonorità arabe, i
Radiodervish, gruppo fondato nel 1997, cantano l’amore e la guerra, la
tragedia dei disperati che sbarcano sulle nostre coste, il mondo futuristico
di “Second life”. «Con questo album vogliamo dare voce alla nostra realtà -
spiegano i due componenti del gruppo - quella di un’Italia multietnica,
meticcia, terra di frontiera tra Europa e Mediterraneo».
A Roma per presentare il suo film mistico “Niente è come sembra”, in uscita
il 31 ottobre direttamente in dvd in cofanetto con il libro In fondo sono
contento di aver fatto la mia conoscenza, Battiato, inizialmente restio a
partecipare al festival, ha dovuto “piegarsi” alle logiche del cinema.
«All’inizio ero contrario a presentare il mio film alla Festa del cinema -
ammette - non trovo giusto che chiunque debba vedere un film che non gli è
congeniale, è un tipico sistema del cinema». Al festival di Roma il pubblico
è diverso, non è fatto di critici, ma di gente che ama il cinema. «E questo
è meglio - sorride il regista siciliano - Visto che alla proiezione al
pubblico, il mio secondo film Musikanten è stato accolto molto bene».
Dedicato al misticismo, alla distanza tra credenti e atei, il film offre
allo spettatore «la possibilità di cambiare punto di vista, uno stimolo per
riflettere». Nel cast ci sono Giulio Brogi, Pamela Villoresi, Alejandro
Jodorowsky e Sonia Bergamasco. «Ho cercato di fare un’esperienza diversa,
più vicina al linguaggio televisivo, più diretta a un grosso pubblico e col
pensiero fisso a Roberto Rossellini e al suo modo di pensare il cinema
didatticamente - prosegue il regista - Anche se sempre più mi allontano da
una certa idea del cinema tradizionale con un già definito percorso
narrativo. Io sono un regista che non ama i caratteri e le maschere: non
costruisco personaggi ma chiedo agli attori di aderire e diventare tutt’uno
con le loro interpretazioni».
LaSicilia

Carla








