Questo sito contribuisce alla audience di

Franco Battiato risponde

Intervista

(Madrid)

R.Iossa - Battiato, in Spagna lei è molto conosciuto, e di tanto in tanto
torna qui, con evidente piacere…

F.Battiato - E’ un paese di incredibile dinamismo, che guarda avanti con
fiducia verso il fututo e se stesso. Noti in tutte le cose che c’è fantasia
latina e dinamismo, unito con una non inopportuna dose di ordine mentale
…poco mediterranea, direi: una cosa che non trovo in Italia. Sei in
aereoporto e vedi l’efficienza; giri e noti musei nuovi, o restaurati, o
edifici riadattati a sedi culturali. Ed è così qui a Madrid, ma anche a
Barcellona, o a Valencia di cui mi ha colpito il bellissimo edificio
dell’auditorium musicale costruito qualche anno fa.Una cosa da far invidia a
noi italiani, se mi appartenessero il sentimento e il senso
dell’appartenenza.

R.Iossa - Non si sente italiano?

F.Battiato - Forse più siciliano, Ma anche questo è troppo: diciamo che
essere di Giarre è per me già un concetto troppo esteso (ride).

R.Iossa - E’ in uscita il nuovo Film “Niente è come sembra”…

F.Battiato - Sarà presentato al Festival del Cinema di Roma in ottobre.

R.Iossa - Quindi sempre meno musica?

F.Battiato - Tutt’altro: questo si affianca a quello. Sarò in giro con una
tourneè che avrà alcune date in autunno, parlo di date musicali, e
contemporaneamente presenterò in quelle sedi il film. Ci sono persone
interessate a questo discorso, ed altre a quello (il numero è poco
importante). Ma è il modo, il mezzo che cambia, non l’essenza.

R.Iossa - Che cosa pensa di quanto sta avvenendo nella società italiana?
Cosa pensa del “grillismo”?

F.Battiato - Uno shock di cui forse abbiamo bisogno; ma dire “vaffa…” può
servire una volta, due, ma se lo ripeti in continuazione, dopo dieci volte
diventa spettacolo, una recita senza verità. E si arriva a un corto circuito
pazzesco. Qualche anno fa ricordo di aver partecipato ad una manifestazione
in ricordo di Borsellino e Falcone, allo stadio della Favorita di Palermo,
con alri cantanti, musicisti, attori. E c’erano più di venticinquemila
persone: erano interessate allo spettacolo, non ad altro; ed infatti quando
il presentatore citò il nome di Borsellino e Falcone (ero nei sotteranei in
attesa del mio turno) sentii una selva di fischi. Meravigliato, chiesi ad
uno che era lì, anziano, - credo facesse parte del personale dello
stadio -”…ma stanno fischiando?” E lui, con la faccia seria e come in
segno di approvazione: “Certo!”. Ed io, meravigliato: “E perchè??” : “U’
saccio io…!”, ma detto con un tono che mi ha lasciato sgomento. Quando
certi fatti diventano solo rappresentazione, lasciano spazio a cose che
vanno nella direzione esattamente opposta…

di Roberto Iossa

http://www.libmagazine.eu/

Le categorie della guida