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Battiato Al Sud ci vuole piu' legge

L'artista, che stasera presenta «Niente è come sembra» al cinema Gloria di Pomigliano d'Arco, parla dell'emergenza cittadina

da il Corriere del Mezzogiorno, 17-11-2007

L’artista, che stasera presenta «Niente è come sembra» al cinema Gloria di
Pomigliano d’Arco, parla dell’emergenza cittadina
«Catania, Napoli: due luoghi che catturano e conservano l’energia dal sole e
dal magma dei proprio vulcani. Siamo tutti “figli” del Regno delle due
Sicilie e per questo all’ombra della tradizione partenopea, della sua
cultura, della sua musica, mi sento a casa». A parlare è Franco Battiato,
che stasera (ore 20) al Cinema Gloria di Pomigliano d’Arco, presenta la sua
terza fatica cinematografica, «Niente è come sembra».
«Sono molto legato a Napoli - racconta il cantautore-regista - perché è
stata la prima città, all’inizio degli anni Settanta, a capire e ad
apprezzare la mia musica, quando il resto d’Italia mi ignorava. La città mi
accolse con calore. Ricordo i tanti concerti al Teatro Mediterraneo,
all’Università ».
Un legame con Napoli che ha dato vita, per esempio, alla sua rilettura di un
classico della coppia Costa-Di Giacomo, «Era de maggio».
«Un brano splendido che ho inserito nel mio album “Fleurs 1″ del ‘99. Chissà
che non mi cimenti nuovamente in un futuro prossimo con altre meraviglie del
canzoniere partenopeo».
Di Napoli, tra rifiuti, micro criminalità e faide tra clan, se ne parla
sempre peggio. Che ne pensa un uomo del Sud come lei?
«Non è un problema solo napoletano, campano. Tutto il nostro Sud è messo
male. L’immondizia mica c’è solo a Napoli. Le emergenze sono varie e diffuse
in tutto il meridione. Le cose vanno cambiate. Bisognerebbe lavorare sulle
leggi che già ci sono e che non sempre vengono attuate. La magistratura deve
assolutamente intervenire, per far rispettare le regole già esistenti e,
dove ce ne fosse bisogno, per migliorare il nostro ordinamento legislativo.
Prendiamo ad esempio quello che è successo in questi giorni dopo l’uccisione
del povero ragazzo ad Arezzo o quello che è accaduto a Catania mesi orsono,
con la morte dell’ispettore Filippo Raciti. Non possiamo essere ostaggi di
pochi violenti. Non dobbiamo permetterlo. Poche centinaia di persone non
possono tenere in scacco intere città. Altrimenti si rischia di precipitare
nell’anarchia più totale. Ci vogliono regole nuove e quelle già esistenti
devono essere attuate».
«Niente è come sembra» è il titolo del suo nuovo film. A 60 anni lei ha
ancora tanta voglia di raccontarsi, di raccontare, e lo fa utilizzando a
volte un pentagramma, altre un pennello e una tela o una macchina da presa.
In quale arte si sente più a suo agio?
«Sono convinto che un artista vero sia in grado di esprimersi attraverso
tutte le diverse forme artistiche: la musica, la danza, la pittura, fanno
tutte parte di un tutt’uno. Il passaggio tra forme espressive poi - nel mio
caso - è avvenuto in maniera del tutto naturale».
Il film ha un’ispirazione religiosa?
«E’ ispirato a una frase attribuita al Buddha. “Niente è come sembra” è un
racconto in cui si parla dell’esistenza di Dio, mettendo a confronto il
punto di vista di credenti dubitanti e quella di un ateo».

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