
“Quello che resta da fare ai poeti è cercare di ridiventare uomini.”
(Marzio Pieri)
Ho da tre giorni un libro per le mani che è un vero gioiello d’intelligenza
e spirito. Si chiama Gli Invisibili, Antologia-Saggio del Novecento Poetico
Italiano Alternativo (appena uscito per La Finestra editrice), e s’intenda
“spirito di levità”, ché ogni cupezza da critica militante o gravità di
milite ignoto è qui schiarita da una “terrestrità del sole” che illumina
davvero. Il libro è voluto e fatto da Marco Albertazzi e Marzio Pieri (con
la collaborazione di Alessandro Fo, Fiorenza Lipparini, Antonio Pane,
Tiziano Salari, Luana Salvarani, Magda Vigilante, Giuliana Zeppegno) e - sia
detto subito - non è il semplice tentativo di proporre un canone alternativo
per la poesia del Novecento. E’ molto di più, e proverò qui sotto a dir
perché.
Chi scrive queste righe ha poca simpatia per le categorie che rimano con
“minorità”, per la retorica dello scarto, e per chi ne abusa quasi volesse
sottrarsi all’agone occupando un posto libero per negazione, per
definizione. Ma qui questo fastidio è presto dimenticato, perché al
contrario questo libro, questa “tenue, esemplare antologietta” (come la
chiama Pieri) di cinquencento pagine, è vigoroso assai e vitale. E’ pieno
infatti di uno spirito che molto di rado ci è dato di incontrare. E’ quello
spirito “che affonda le radici nel […] vecchio saper leggere, derivante
dalla vecchia pratica del leggere molto”, per dirla con le parole della
Salvarani nel suo saggio su Barocco e Novencento, pure incluso nel volume.
Il libro è fatto di due parti, la prima per la cura d’Albertazzi e la
seconda a cura di Pieri e della Salvarani. La prima parte - L’immagine
poetica - si compone di due sezioni, una che abbozza, partendo da Onofri e
finendo con Ceronetti, un canone per una “Poesia Metafisica Italiana”, e l’altra
- “Cant’Auctor” - fatta di testi di cantautori. Son proprio le parole di
Albertazzi a “giustificazione” di quest’ultima sezione a darci un saggio
dello spirito che informa il libro.
“Lo scandalo potrebbe essere l’aggiunta di una sezione di cantautori, ai
quali le antologie in genere non riconoscono la qualifica di poeti: Fabrizio
De André, Paolo Conte, Vinicio Capossela, Domenico Modugno, Piero Ciampi e
altri. Questi sono sufficienti a porre il quesito: perché Bernart de
Ventadorn o jaufré rudel godono di autorità poetica e i cantori
contemporanei no? In Italia prevale un esclusivismo della poesia scritta,
esaltato come purismo. Si tratta di un sepolcro imbiancato.”
A fronte di molto farraginoso argomentare, dell’abituale gravità nei
tentativi di dare fondamenta a canoni e genealogie, dei toni da excusatio
non petita, della lotta contro i mulini a vento di tanti interventi critici,
o pure della colpevole precisione di tanti abbozzi di poetica, lo spirito di
questo libro - fatto di sicurezza del giudizio, economia delle parole,
consapevolezza della posizione del critico e del filologo - è una boccata d’aria
benedetta.
Certo non dovrebbe troppo stupire il riconoscere uno spirito siffatto, ché
il nome del secondo curatore è Marzio Pieri, uno che ha coniato un’espressione
come “dialettalità trascendentale” per dirimere in due parole la diatriba
delle tradizioni della poesia italiana e offrire un nuovo paradigma all’analisi.
E molto dello spirito dell’autore de “La Biografia della Poesia” (ristampato
in E-book nel 2006 da Biagio Cepollaro E-dizioni), fatto di consuetudine coi
testi e con i libri, di lucido e entusiasta disinganno per le meccaniche
celesti ed infime della poesia e della società letteraria, può ravvisarsi in
questo libro. Leggiamo, per esempio, queste righe di Albertazzi, nella sua
Introduzione:
“chi ipotizza che i grandi poeti di oggi saranno gli sconosciuti di domani
si attira critiche e risentimenti. E infatti non è un buon servizio offrire
divinazioni, almeno dove non sia strettamente necessario. Tra ottimismo e
pessimismo, è meglio contribuire ad un programma alternativo e intermedio.
Qui staremo bene.”
Ma non dobbiamo certo nasconderci la natura virulenta, l’urgenza del gesto
di questo volume. Scrive ancora Albertazzi nell’Introduzione.
“Sarebbe ingenuo pensare che i poeti raccolti in questo volume e assenti
altrove, siano qui radunati in maniera del tutto fortuita. C’è dietro la
scelta una volontà consapevole, frutto di una diversa prospettiva: invece di
una proposta esaustiva - il presupposto degli intelletti mentalmente
ipertrofizzati [—] - qui si vuole rappresentare una poesia più taciuta e
rara. Saremo felicemente e onorevolmente arbitrarii. Ma è questa la
filologia, in cui il filologo scompare per lasciar spazio al testo. Perciò
abbiamo deciso di non essere minimamente esaustivi.”
Nel testo d’apertura della Seconda Parte del libro (parte che ha per titolo
“La notte di Halloween”), a cura sua e della Salvarani, Pieri offre un altro
saggio dello spirito lieto e marziale di questo libro, della sua fronte di
giovane soldato senza rughe, fronte di vecchio distesa perché tutto è chiaro
ormai e tutti i libri sono stati letti.
“Peggio diranno di questa - eppure tenue, esemplare antologietta: vi
mancano (a colpo d’occhio) i neòteroi, tutti, dal Sessanta in avanti. Oibò.
Oi Bo? Apocalittici-integrati-novissimi (sempredimeno) alphabetici ‘innamorati’
‘cannibali’, neo mammaiuoli postrèmi in Campo & Erettione. Sulle loro
bandiere il tondelli riminoso, il comparoni parmigianoreggiano e la guerrini
in campo: balocchi e profumi (”Essi non pensano ad altro”). La loro
immortalità ebdomadaria se la fanno da sé, con strategie di scambio e
antologie-giosafatte intese ad excludendum. - Lo stesso che in politica e
all’università.”
Buona lettura!
Lorenzo Carlucci
p.s. riporto qui sotto l’indice del volume.
Parte Prima
L’immagine poetica, a cura di Marco Albertazzi
I Poesia metafisica del 900
arturo onofri
clemente rebora
davide maria turoldo
giorgio vigolo
cristina campo
amelia rosselli
angelo maria ripellino
j. rodolfo wilcock
rodolfo quadrelli
edoardo cacciatore
emilio villa
guido ceronetti
Materiali I
Alessandro Fo
Angelo Maria Ripellino. Il ‘Ciclo di Zora’
II Cant’Auctor
fabrizio de andré
mercanti di liquore
paolo conte
piero ciampi
franco battiato
angelo branduardi
vinicio capossela
gianmaria testa
demetrio stratos
domenico modugno
Materiali II
Giuliana Zeppegno
Fabrizio De André. Dietro ogni blasfemo c’è un giardino incantato
Parte Seconda
La notte di halloween (Marzio Pieri e Luana Salvarini)
Prefazione, di Marzio Pieri
I Visibili invisibili. Dieci piccoli indiani più il cacicco
quasimodo
d. giuliotti
l. giusso
n. pozza
e. battisti
l. maccioni
l. calogero
m. jacorossi
b. dal fabbro
a. dramis
l. bianchi
II Tradurre Poesia
pound
r. poggioli
r. jacobbi
j. lussu
eduardo
yourcenar
III Poesia pre-testuale
a. faietti
Materiali
Marzio Pieri
Alla diva contraddizione
Luana Salvarani
Barocco e Novecento, e altri misunderstandings
http://lellovoce.altervista.org

Carla








