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Il sentiero Josef Ressel

E' in funzione sul Carso nel Bosco Igouza di Basovizza il tratto italiano di 2 km del sentiero naturalistico transfrontaliero 'Josef Ressel', attrezzato ad alta tecnologia per persone disabili.

L’idea

L’idea di realizzare un sentiero naturalistico-forestale fruibile da persone di tutte le età e da portatori di handicap nasce alla fine del 1998 negli incontri che i forestali italiani, sloveni e croati operanti nelle zone di confine organizzano annualmente, anche in concomitanza delle Giornate dell’Agricoltura, Pesca e Forestazione presso la Fiera Trieste. Per lasciare un segno tangibile di questi incontri (iniziati a Gorizia e a Nova Gorica, tra italiani e sloveni, già negli anni Ottanta) viene data alle stampe nel 2000, a cura dell’Associazione Sportiva e Culturale dei Corpi Forestali del Friuli Venezia Giulia, la guida Boschi senza confini, in cui 45 forestali dei tre stati illustrano una serie di escursioni storico-naturalistiche nei rispettivi boschi e lanciano concretamente l’idea di realizzare un progetto standard di sentiero attrezzato anche per non vedenti.

 

La città di Trieste fin da inizio Novecento rappresenta, grazie all’istituto fondato della baronessa Cecilia Rittmeyer, un centro di riferimento nazionale per i pluriminorati visivi e l’idea di questo sentiero è stata subito accolta dagli Uffici forestali regionali di Trieste e da quelli statali di Sezana (Sesana) operanti sul Carso classico (l’ex Triestiner Karst dell’Ottocento). I forestali hanno individuato un sentiero pianeggiante di circa 4 km nei boschi Igouza e Lipizza che, oltrepassando il confine di stato, collega Basovizza all’Equile di Lipizza.

La Regione Friuli Venezia Giulia e la Repubblica di Slovenia hanno inserito questa realizzazione nell’ambito dei progetti transfrontalieri Interreg III- Phare 2000-2006 la cui progettazione è iniziata già nel 2001.

 

La progettazione

Dopo aver visionato i percorsi attrezzati per non vedenti realizzati nel parco nazionale del Circeo in Lazio, nel parco delle Madonie in Sicilia e sul monte Tinisa in Carnia, entrambe le amministrazioni forestali hanno scelto di dotare questo tracciato carsico con un sistema all’avanguardia di trasmettitori a raggi infrarossi, suggerito dalla Sezione di Trieste dell’Unione Italiana Ciechi e dall’Istituto Rittmeyer. I trasmettitori, posizionati in Italia su 65 pali in legno, consentono la ricezione a chi è in possesso di un apposito ricevitore, di messaggi vocali di 20 secondi trilingui che illustrano il percorso nelle due direzioni e il Carso nelle sue molteplici realtà. Nello stesso tempo i messaggi guidano il non vedente nella corretta direzione. Sono state preordinate in territorio italiano cinque zone sosta in cui i messaggi vocali di 90 secondi (in italiano, inglese e sloveno) e le tabelle informative in parte tattili, illustrano maggiormente le peculiarità forestali, geomorfologiche, faunistiche e storiche del Bosco Igouza e del territorio circostante.

 

La dedica a Josef Ressel
Il sentiero è stato dedicato a Josef Ressel, un forestale - inventore nato in Boemia nel 1793, che ha legato la sua travagliata esistenza a queste terre di confine plurietniche, diventandone un simbolo. Ressel infatti racchiude nella sua esistenza l’essenza di questo percorso attrezzato: un profondo rispetto verso la Natura e verso gli uomini, senza barriere o confini, sempre proiettato verso il futuro tecnologico e sociale dell’ umanità, nel suo più ampio complesso.

Dopo aver conseguito il diploma all’Accademia forestale di Mariabrunn a Vienna, Ressel operò come solerte forestale prima a Montona, in Istria e poi a Trieste, allora capoluogo cosmopolita del Litorale austro - illirico. Fu un uomo che, grazie alla sua capacità di cogliere tutti gli aspetti ecologici, tecnici e socio-economici del territorio, precorse i suoi tempi, portando a termine una serie di geniali sperimentazioni. In campo marittimo ricordiamo la propulsione navale mediante una vite di Archimede e la navigazione a vapore con elica, che venne ufficialmente sperimentata nel golfo di Trieste nel 1829 sulla barca ‘Civetta’. In campo forestale Ressel lascia un attento studio sulla condizione dei boschi necessari alla Marina da guerra per il prelievo dei legnami e due piani di rimboschimento per l’Istria e per il Carso, che anticiparono i grandi rimboschimenti (circa 200 milioni di piante utilizzate) avvenuti successivamente. Ressel progettò anche un aratro adatto ai terreni carsici, un frantoio, un piccolo mulino a vento, un telemetro, un apparecchio per estrarre dai vegetali sostanze per la concia delle pelli, un preparato chimico per la conservazione del legname e un graduatore per stimare la qualità del legno in rapporto alla forza di torsione. Come tutti gli inventori o pionieri fu contestato ed osteggiato in vita che terminò a Lubiana nel 1857. Dopo avergli dedicato nel 1993 - durante le manifestazioni internazionali per i 200 anni della sua nascita che videro impegnati i forestali di Austria, Slovenia, Croazia e Italia - un paio di pubblicazioni, un parco commemorativo nel bosco di San Zorzi in prossimità di Ankaran - Ancarano (Slovenia), una targa presso gli ex uffici forestali di Motovum-Montona (Croazia) e un rimboschimento presso la Foiba di Basovizza, ora i forestali del Carso lo ricordano, a pochi passi dalla cittadella scientifica del Sincrotrone e dell’Area di Ricerca, anche con questo nuovo tecnologico sentiero.

 

L’itinerario
Per chi fosse sprovvisto del ricevitore necessario ad ascoltare i messaggi vocali, ne sono a disposizione alcuni o al Centro didattico naturalistico di Basovizza del Corpo forestale regionale (040 51245) o all’Unione Italiana Ciechi di Trieste (040 768046).

L’itinerario parte a Basovizza dal piazzale in cui la strada provinciale per Opicina si interseca con la vecchia strada bianca, ora in disuso, che conduce a Sesana. Ad una cinquantina di metri alla destra della strada per Sesana dipartono due piste forestali che conducono entrambe al bosco comunale Igouza. L’itinerario attrezzato, segnalato dalla prima edicola informativa dotata di messaggio vocale (sosta BASOVIZZA), inizia sulla pista di sinistra, (segnavie CAI n. 44 e bolli bianco-blu del sentiero Vertikala) e che è subito caratterizzata da alti muri a secco e da un imponente tiglio secolare, albero simbolo dei carsolini, dalla circonferenza di m. 2,65. Nel piazzale di partenza è presente anche un notevole esemplare di carpino nero con un tronco di 2 metri di circonferenza. Dopo la prima tabella il percorso prosegue tra i muri a secco che delimitano alcuni campi coltivati e gli ultimi prati da sfalcio. Lasciata sulla destra l’area adibita all’addestramento dei cani la pista rettilinea scende leggermente. In prossimità di un collegamento a sinistra con la strada per Sesana si possono notare gli antichi pascoli in via di incespugliamento e un pezzetto di bosco ceduo caratterizzato dal carpino nero e dall’orniello. Questa zona viene indicata col toponimo Lanisce e fino agli inizi del Novecento si coltivava il lino che raccolto e messo a bagno nel vicino stagno veniva utilizato per la produzione di tessuto.

Prima che la pista entri nel bosco comunale Igouza, sulla destra si apre un prato arborato di proprietà privata con la presenza di pini neri e di querce secolari ben sviluppate. Dall’altro lato della pista invece alcune ceppaie di latifoglie dimostrano l’ intenso sfruttamento effettuato sui pascoli ora abbandonati. Entrati nella pineta comunale e al primo bivio interno della viabilità forestale (svoltando a destra si raggiunge la zona del Pozzo Adria) si trova la prima zona sosta (sosta BOSCO)e la tabella informativa relativa alla composizione vegetazionale del bosco.

Si prosegue sulla pista principale leggermente in salita lasciando a sinistra un collegamento a delle proprietà private. A sinistra la pista è delimitata da un muro molto alto mentre sulla destra il bosco il muretto è più basso e si nota il taglio di miglioramento effettuato dai basovizzani nel febbraio del 2004. Dopo aver lasciato alla destra un sentiero che raggiunge l’interno del bosco passando per la zona Japlenza - ovvero la zona in cui si aprivano fino agli anni Quaranta le fornaci per la calce - e dopo aver superato uno slargo si raggiunge una biforcazione che bisogna seguire a sinistra. Si giunge così ad un affioramento calcareo, che funge da ’spartitraffico’ in cui è stata realizzata la seconda zona sosta (sosta GEOLOGIA)dedicata alle caratteristiche geologiche e geomorfologiche del Carso. Sul bancone è ben visibile una vaschetta di dissoluzione con il suo canalicolo di scolo.

 

Si continua sulla pista che scende leggermente. Nel sottobosco gli affioramenti calcarei si fanno più imponenti. Si tralascia un sentiero a sinistra e con una lieve curva a sinistra si giunge ad un incrocio che si segue ancora a sinistra seguendo entrambi i segnavia rossi e blu. Ad una ventina di metri dall’incrocio ai bordi della pista si trova una raccolta d’acqua naturale. In piano e poi leggermente in discesa la pista giunge ad una curva a sinistra dove interseca il sentiero n. 3 del CAI. Siamo in prossimità della ‘Dolina degli Abeti’ o ‘Globoka Dolina’ dove è stata allestita l’area informativa sulla fauna (sosta FAUNA) .Qui termina il sentiero 44 del CAI.

 

A destra il sentiero 3 procede verso il monte Cocusso e a sinistra verso Gropada. Si prosegue a sinistra, leggermente in salita, seguendo per 155 m la pista forestale fino ad un’ incrocio. Il ‘Sentiero Josef Ressel’ svolta a destra sul segnavie CAI n. 3 mentre la pista, con i segnavie bianco-blu, continua ritornando verso Basovizza. Questo tratto di sentiero è sprovvisto dei messaggi vocali e l’unico ausilio è rappresentato da un passamano posizionato sulla destra e un ponticello necessario a superare in sicurezza un affioramento calcareo. Il sentiero dal fondo sconnesso confluisce sulla vecchia strada Basovizza -Sesana dove è possibile ricevere nuovamente i messaggi vocali che guidano per 50 m. fino al confine di stato in cui è stata posizionata l’ultima tabella in territorio italiano dedicata alla strada e al confine (sosta CONFINE). In attesa dei lavori di collegamento previsti in territorio sloveno e del libero passaggio del confine ancora precluso dalle normative europee, il Sentiero Ressel ora termina sulla linea confinaria e sono ricevibili i nuovi messaggi che guidano a ritroso sul percorso dell’andata.

 

 

Fonte : No Limit

Immagine riprodotta a fini didattico e non commerciali

 

 

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