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Le Salme di 350 ragazzi rientrano in Italia

Non sarà possibile dare identità a queste salme, ma dar loro una degna sepoltura, un luogo dove poter piangere per chi ancora le aspetta, questo sì.

Dopodomani rientrano in Patria le salme di 350 militari italiani caduti in Russia durante la seconda guerra mondiale. Ad attenderle, all’aeroporto militare di Rivolto, in provincia di Udine, una solenne cerimonia militare. I resti saranno poi trasferiti al Tempio Ossario di Cargnacco, vicino Udine, dove vengono custodite tutte le spoglie dei caduti in Russia. Lo fa sapere il ministero della Difesa. Prima della partenza da Mosca le salme saranno salutate con gli onori militari dalle forze armate russe. Dal 4 luglio, personale del Commissariato generale per le onoranze ai caduti in guerra ha operato in diverse localita’ della Russia per recuperare le salme. Ha collaborato anche l’organizzazione russa dei ‘Memoriali militari’. (ANSAweb)

E’ possibile scrivere cose non banali sulla morte?
capita spesso di leggere notizie che riguardano il rientro delle salme in Friuli, terra di confine, terra sconvolta dalla Guerra così come lo sono tutte, quando la violenza e morte scendono e oscurano il sole.
« i Morti non parlano, i sopravvissuti ammutoliscono, per questo le tragedie si ripetono » ha scritto Ivo Andric.

Non sarà possibile dare identità a queste salme, ma dar loro una degna sepoltura, un luogo dove poter piangere per chi ancora le aspetta, questo sì.
Niente è banale. Memoria e identità di intere popolazioni sono state seppellite nella lunga via Crucis dei nostri tempi. La memoria diventa un traguardo per chi ha perso tutto e punto di partenza di una nuova coscienza, per accogliere dar voce e ascoltare, chi non può più parlare.
LMC