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Sovrumani Silenzi

Pene molto più severe che milioni di Italiani toccano ogni giorno con mano, che persone come noi, semplici, affrontano nel quotidiano senza che nessuno se ne accorga, senza, per questo, conquistare le prime pagine dei giornali… L’umanità ha un suo silenzio che non urla, che non piange, che è vera e che vive ogni giorno in ognuno di noi. Un silenzio che diventa sovrumano e che, talvolta, spegnendo la Tv, dovremmo ascoltare…

Reality Show: fenomeno della televisione.

 

Che che se ne dica, da anni protagonisti assoluti nella maggior parte dei palinsesti televisivi. 
Talpe, Grandi Fratelli, Isole dimenticate e sperdute.

 

E’ importante sapere come una decina di poveri sventurati riescano a sopravvivere in terre lontane ed abbandonate.
A pensarci bene, nel guardarli, soffriamo con loro: privi di energia elettrica, privi di telefonino, di cibo, abbandonati nelle foresta senza che nessuno li possa aiutare..

 

 

Oltre a queste sventure devono poi  sopportare pene e fatiche imposte loro da uno staff senza cuore: mangiare un occhio di bue, saltare su corde, nuotare all’impazzata,  vincere le loro stesse paure e con sforzi sovrumani accettare sfide che li poteranno alla conquista di un misero accendino.

 

 

Non solo problemi fisici ma anche psicologici: scorrono fiumi e fiumi di lacrime quando la solitudine o l’assenza di un loro caro si affaccia  tra i ricordi di una vita lontana. Che dire poi della fatica di vivere in una comunità? Dello sforzo di accettare gli altri, di lavorare per il gruppo!

 

Eppure, poveri ragazzi,  ci sono pene ancor più dolorose che potrebbero affrontare evitando , tra l’altro, di far spendere milioni di Euro alle reti televisive e rimanendo qui in Italia:

 

 

Perché non mandarli, ad esempio, nell’Ospizio di via Rialto?

Perché non dar loro la possibilità di aiutare i Volontari del Canile del comune di Udine?

Perché sottrarli alla fatica di stare con un malato di Alzheimer almeno un’ora la settimana quando ci sono famiglie che  lo fanno 24 ore al giorno per anni interi?

Perché non far loro assistere un malato terminale?

Basterebbe forse  farli alzare la mattina presto, verso le sei, per andare di corsa a prendere un treno che li porterà in ritardo al lavoro..

 

 

Pene molto più severe che milioni di Italiani toccano ogni giorno con mano, che persone come noi, semplici, affrontano nel quotidiano senza che nessuno se ne accorga, senza, per questo, conquistare le prime pagine dei giornali…

 

 

L’umanità ha un suo silenzio che non urla,

che non piange, che è vero

e che vive ogni giorno in ognuno di noi.


Un silenzio che diventa sovrumano e che, talvolta, spegnendo la Tv, dovremmo ascoltare…

 

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