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DA SARAJEVO A SARAJEVO

È perché l'Europa nasce e muore a Sarajevo che la riflessione di "Udine Capitale della pace, Capitale della guerra" si concentrerà su quanto successo negli anni Novanta in Bosnia Erzegovina, nella sua capitale, ad un popolo dalla lunga tradizione etnica negata.

UDINE CAPITALE DELLA GUERRA

UDINE CAPITALE DELLA PACE

Continua la riflessione sulla guerra e sulla pace inaugurata dalle giornate di maggio di Udine Capitale della guerra, Capitale della pace”. Il testimone, dopo aver analizzato gli ambiti relativi al primo conflitto a partire dalle immagini della guerra, della stampa d’epoca, degli spettacoli e dei dibattiti sull’informazione di guerra, passa ad uno dei più recenti e insostenibili esempi di conflitto attuale: quello che ha insanguinato le terre della ex Jugoslavia negli anni Novanta, piaga ancora sanguinante che ha visto l’Europa tutta per lo più passiva osservatrice.

Il format rimane lo stesso: incontri, dibattiti, eventi, mostre, rassegne cinematografiche e teatrali. Il tema, invece, assume connotati specifici: sono la giustizia e il diritto ad essere protagonisti della riflessione. Due elementi chiave della vita democratica che, proprio in tempo di guerra, devono dimostrare tutta la loro solidità.

Per questo ci è sembrato importante concentrarci sui luoghi nei quali questi due concetti sono stati maggiormente messi in crisi. Su quegli Stati nati dagli equilibrismi politici dalla Prima Guerra Mondiale e che, alla fine di una guerra che ha sanguinosamente violato la pax europea che durava dal ‘45, rimangono la vera spina nel fianco al completamento maturo dell’Unione. È perché l’Europa nasce e muore a Sarajevo che la riflessione di “Udine Capitale della pace, Capitale della guerra” si concentrerà su quanto successo negli anni Novanta in Bosnia Erzegovina, nella sua capitale, ad un popolo dalla lunga tradizione etnica negata. Perché se a distanza di novant’anni, forse, è possibile capire quello che comportò all’Europa la fine della Prima Guerra Mondiale, ad un decennio dai trattati di Dayton è urgente iniziare a decifrare le dinamiche future di questa parte di continente. Senza la cui integrità, senza la cui trasparenza, senza la cui integrazione l’Europa continuerà a rimanere un sogno instabile. Fonte: Gianna Malisani Assessore alla cultura.

Venerdì 16 dicembre 2005 ore 18:00
TEATRI DI GUERRA (Visionario) FESTA POETICA
Tutti siamo d’accordo sul fatto che la poesia non abbia fini utilitaristici. È puro dono, offerto senza secondi fini. Come la pace. Ecco perché, in una sera, legare le riflessioni dei poeti sulla pace e sulla guerra a confronto su quanto è accaduto e sta accadendo nel mondo. Occasione per leggere e presentare i primi risultati di “Pensare la guerra per fare la pace”, la spontanea partecipazione della città alla riflessione su guerra e pace attraverso le 20.000 cartoline distribuite da maggio 2000.

Sabato 17 dicembre 2005 (inaugurazione ore 11 del 17 dicembre - Visionario)
ARTE GUERRA E PACE
Dal 17 dicembre 2005 al 8 gennaio 2006
NASCEREMORIRENASCEREMORIRENASCERE
Mostra internazionale d’arti visive Il progetto attinge a un nodo fortemente e profondamente esistenziale, storico, antropologico, che raccoglie il sentimento e la cultura delle donne e intende proporre momenti di riflessione, di visibilità, di analisi, di narrazione emotiva, di narrazione pensata e comparata. La mostra internazionale di arti visive raccoglierà gli interventi di artiste della Regione e dell’Alpe Adria e sar accompagnata da un sottofondo recitativo di poesie intervallato da scelte musica.

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