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Furio Bordon : Le Ultime lune

Lei resta là, in quella stanza, per sempre e per lui Inizia il periodo del ricordo, non più fatto di presenze. Nella casa di riposo,lui, di notte, si rifugia nella soffitta, accompagnato dai ricordi di carta,impressi nelle fotografie del suo vecchio album, ma sono solo ricordi, non presenze del suo passato e del suo amore.

Furio Bordon, le ultime lune

Per metà monologo e per metà misto di persone e fantasmi, la pièce scritta dallo scrittore triestino, è una riflessione sui drammi e le dolcezze della vecchiaia, in una fase della vita tra le più delicate quando all’uomo viene a mancare, il bene più prezioso: il futuro.

Un percorso coinvolgente fatto di fantasie, sogni, suggestioni, fatto di un dolce dialogare con la donna che lo ha reso felice e che ritrova nel passato, eppure viva e consolatrice mentre guarda in faccia la vecchiaia, per sua natura solitaria, indigente e maligna,
non per vincere, ma per viverla ancora. …
luisa maria carretta

” Furio Bordon è nato e vive a Trieste scrive romanzi, testi teatrali e per il cinema.
Le “Ultime Lune”, Marsilio editore, è stato rappresentato e tradotto in 12 paesi,ed è stato interpretato in Italia da Marcello Mastroianni e da Gianrico Tedeschi. Il sottotitolo è “quando la felicità è nel passato”e così per il protagonista del libro, un anziano che Gianrico Tedeschi interpreta interpretando se stesso, che aspetta nella sua stanza il ritorno del figlio,che lo accompagnerà in casa di riposo.

Fotografa con gli occhi la sua stanza, ascolta per l’ultima volta la sua musica dal suo grammofono, parla per l’ultima volta con la sua moglie morta. Si perché lui da anni parla con sua moglie morta, ma questa sarà per lui l’ultima volta, perché decide di non portarla con se in casa di riposo.
Perché lei, quando è morta, era troppo giovane e piena di vita per finire in un posto come quello, tra i vecchi. E lui la saluta,discutendo un po’ con lei, piccoli battibecchi quotidianie poi parla con lei dei  bei tempi e del loro amore, dei tanti momenti di serenità e di dolcezza.

Lei resta là, in quella stanza, per sempre e per lui Inizia il periodo del ricordo, non più fatto di presenze. Nella casa di riposo,lui, di notte, si rifugia nella soffitta, accompagnato dai ricordi di carta,impressi nelle fotografie del suo vecchio album, ma sono solo ricordi, non presenze del suo passato e del suo amore.
Porta in soffitta la sua piantina di basilico,l’unica cosa che vede crescere e non morire attorno a lui. Le uniche presenze, in quelle lunghe notti, sono i rumori degli scarichi e dell’acqua corrente, che lui interpreta come le voci dei morti, di tutti i compagni e compagne della casa di riposo,che giorno dopo giorno, in una confusione crescente di date e di nomi, lo hanno abbandonato, forse per stare meglio di quello che lui sta.

Si rassegna alla morte, aspetta quasi sereno la morte, perché alla fine ritroverà la sua donna amata ma anche allora non sarà troppo vecchio per lei?

di Gilberto Gamberini>>>>>

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