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La Notte Magica

Immagate, per un istante, di poter guidare il Friuli dall’alto, dai finestrini di un aereo, attraverso un’immagine satellitare, oppure sospesi da terra per poter meglio osservare. E’ la notte dell’Epifania. Quelli che vedete brillare nella notte sono i mille e più fuochi accesi, falò propiziatori che si accendono all’unisono e che illuminano la regione intera. E’ una notte magica quella tra il 5 ed i 6 Gennaio.

La notte magica

Immaginate, per un istante, di poter guidare il Friuli dall’alto, dai finestrini di un aereo, attraverso un’immagine satellitare, oppure sospesi da terra per poter meglio osservare.

E’ la notte dell’Epifania.

Quelli che vedete brillare nella notte sono i mille e più fuochi accesi, falò propiziatori che si accendono all’unisono e che illuminano la regione intera.
E’ una notte magica quella tra il 5 ed i 6 Gennaio.
Il termine Epifanìa deriva dal greco “epi phanein”, che appare dall’alto, come la stella cometa che appare ai Re Magi e li guida fino alla grotta e in Friuli dall’alba al tramonto storia, tradizione, memoria cristiana e riti celtici si intrecciano secondo un rituale ultramillenario.

Al mattino la rievocazione della Messa dello Spadone di Cividale e della Messa del Tallero di Gemona animano, con la suggestione dei cortei colorati, dei gesti e dei canti rituali, la perfetta scenografia delle due cittadine che magicamente rivivono l’atmosfera del Patriarcato aquileiense e ritualizzano antiche cerimonie medioevali.

Al calar della sera dalle coste adriatiche fino alle vallate alpine si diffonde nell’aria un profumo intenso di pino, di erbe e di legno bruciato.
Si chiamano con nomi diversi: sono il “pignarul” in tutto l’alto Friuli, “seime” verso il confine sloveno, “cabossa” nella bassa friulana e “foghera” nella Destra Tagliamento… Le fiamme si alzano nel cielo, illuminano la notte.
Tutti aspettano il segnale luminoso: dalla direzione del fumo la gente trae auspici per l’anno che inizia.
Magia che si rinnova nel colore e nella forza del fuoco amico, simbolo del sole che torna dopo il lungo inverno, che scalda la lunga notte e ci ricorda che la primavera non tarderà ad arrivare..
E se domani rivivremo il ritmo del tempo e del suo passare… stanotte almeno come d’incanto il tempo sarà luce e speranza di un giorno migliore.

Riproduzione riservata Luisa Maria Carretta
Immagini riprodotta a fini didattico-esplicativi

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