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Voshankh: Lanterne e Maschere

Al calare delle tenebre, va in scena la magia della notte delle lanterne: un corteo - illuminato, per l' appunto, dalle lanterne - parte da Sauris di Sopra e si inoltra nel bosco, dirigendosi verso una radura, dove viene allestito un grande falò propiziatorio

Sauris, lanterne e antichi riti del Carnevale

Lanterne e maschere: è una delle feste di Carnevale più suggestive di tutto l’ arco alpino. Si svolge a Sauris, nel cuore della Carnia, a 88 km da Udine, verso il Cadore, che, oltre a essere il comune più alto di tutto il Friuli Venezia Giulia (raggiunge i 1.400 metri di quota), è una vera e propria “isola culturale” custodita fra i monti, dove resiste l’ originario legame con la lingua e le tradizioni di matrice tedesca.

Qui il “Voshankh” (cioé l’ antico Carnevale del luogo, in programma quest’ anno il pomeriggio di sabato 25 febbraio) rivive tra caratteristiche maschere in legno e un suggestivo corteo notturno illuminato dalle lanterne, preceduto a sua volta dalle danze folcloristiche dei paesani al suono delle fisarmoniche. Il “Voshankh” è dominato da due personaggi tenebrosi quanto autoritari. Il primo è il “Rolar”, il quale - armato di scopa - ha il compito di avvertire la gente che è giunta l’ ora di prepararsi alla mascherata. Questa figura magica per non dire demoniaca - il cui nome deriva dai “rolelan”, i campanelli che porta legati attorno alla vita, che agita in continuazione - ha la faccia e le mani annerite dalla fuliggine: indossa abiti rozzi e ha la testa fasciata da un fazzoletto a frange. Con il “Rolar” c’ è il “Kheirar” - il re delle maschere - che orchestra lo svolgimento della festa: con il volto nascosto dietro a un calco in legno, porta vestiti laceri e consunti e usa una scopa per battere alle porte delle case in cui vuole entrare. Dopo aver spazzato il pavimento, fa passare a turno delle coppie danzanti, tutte rigorosamente coperte dalle tipiche maschere carnevalesche di legno. Queste possono essere belle (”Scheana schembln”) o brutte (”Schentena schembln”): l’ importante è indossarle - poiché per partecipare ai festeggiamenti è indispensabile essere irriconoscibili - e chi non è di Sauris può acquistare direttamente sul posto quelle realizzate dai locali maestri artigiani.

Al calare delle tenebre, va in scena la magia della notte delle lanterne: un corteo - illuminato, per l’ appunto, dalle lanterne - parte da Sauris di Sopra e si inoltra nel bosco, dirigendosi verso una radura, dove viene allestito un grande falò propiziatorio. Sulla via del ritorno, infine, maschere, musici e ospiti si fermano nei cosiddetti “stavoli” - le caratteristiche baite di pietra e legno della vallata - per cantare, bere il vin brulé e gustare i piatti tipici della cucina locale: dal prosciutto crudo di Sauris (dolce e leggermente affumicato, aromatizzato con ginepro ed erbe) al “dunkatle” (uno spezzatino di carni miste), passando per l’ immancabile frico (la pasta di cacio rosolata con patate e cipolle).

Fonte: Luca Coraduzza Scriptanews

Informazioni:
Ass. Tur. Pro Sauris - Tel. 0433.86218
A.I.A.T Sauris - Tel. 0433.86076

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