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Non Chiamatele Statuine!

Raggiungere Sutrio, "il paese dei presepi", significa anche poter ammirare la spettacolare natura incontaminata della Carnia, fare una suggestiva passeggiata notturna attraverso borghi lontani dal tempo, vicini alla più vera e viva tradizione

foto intervento
Dicembre, si sa, equivale a dire Natale.

E Natale significa, a seconda della tradizione che in ciascuna abitazione si predilige, preparare l’albero o presepio. “Presepio”, dal latino “prae”, davanti e “saeps-saepis”, siepe, cioè lo spazio che recinge la mangiatoia, ricostruire fedelmente i luoghi del Natale, è una tradizione Italiana che in Friuli diventa vera magia.

A Sutrio, non chiamatele statuine!

Sutrio, incantevole località della Carnia a pochi chilometri da Udine, considerata, nel Friuli Venezia Giulia, il borgo artigianale del legno per eccellenza, trova infatti un momento di grande promozione turistica nella manifestazione “Magia del Legno” e nell’allestimento dei Presepi nel periodo di Natale trasformandosi in luogo magico e denso di significati.
Tra Dicembre e Gennaio, il centro di Sutrio e le frazioni di Priola e Noiaris ospitano più di 70 presepi ricavati da legno, pietra, ceramica, cristallo, stoffa, ed altre materie prime originali come la pasta di sale e foglie di granoturco, allestiti nei cortili in porticati, nei loggiati, nelle cantine, nei fienili delle case più caratteristiche, sino a coinvolgere tutti i borghi dell’intero paese offrendo ai visitatori che giungono da tutta Italia un vero e proprio percorso tra piccoli e grandi capolavori.

Tra tutti spicca il “Presepio di Teno”, Gaudenzio Straulino maestro artigiano del paese,autentico capolavoro animato da minuziosi movimenti meccanici che riproduce usi e i costumi di Sutrio: la raccolta del fieno, un corteo nuziale, la filatura….

Raggiungere Sutrio, “il paese dei presepi”, significa anche poter ammirare la spettacolare natura incontaminata della Carnia, fare una suggestiva passeggiata notturna attraverso borghi lontani dal tempo, vicini alla più vera e viva tradizione, gustare specialità della cucina locale come “polenta e frico”, respirare un’atmosfera antica fatta di sapori sempre nuovi e per questo, ci auguriamo, per sempre vivi.

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