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Telemark: Alpi come in Norvegia

Da Telemark, il nome della cittadina norvegese dove fu inventata la tecnica, alle montagne del Friuli Venezia Giulia, lo spirito di questa disciplina rimane lo stesso. Praticare lo sci a tallone libero, infatti, significa non solo fare sport, ma accostarsi a un approccio alla montagna maggiormente legato alla tradizione, al rispetto della natura e alle tematiche filosofiche dello sci come primo strumento di trasporto in montagna, capace di trasformarsi rapidamente da sci di discesa a sci di fondo.

Un’ ampia curva inginocchiata che segna la traiettoria nella neve, mentre uno sci sopravanza l’ altro come una danza folclorica sul pendio bianco: in pista o fuori pista, e’ questa l’ immagine suggestiva del telemark, la piu’ antica tecnica di discesa a meta’ tra sport e arte che, pur con le debite innovazioni tecnologiche, resta caratterizzata dal fascino dello sci a tallone libero. Da Telemark, il nome della cittadina norvegese dove fu inventata la tecnica, alle montagne del Friuli Venezia Giulia, lo spirito di questa disciplina rimane lo stesso. Praticare lo sci a tallone libero, infatti, significa non solo fare sport, ma accostarsi a un approccio alla montagna maggiormente legato alla tradizione, al rispetto della natura e alle tematiche filosofiche dello sci come primo strumento di trasporto in montagna, capace di trasformarsi rapidamente da sci di discesa a sci di fondo. Un principio che le guide alpine di Tarvisio e Camporosso, dove si puo’ noleggiare facilmente anche l’ attrezzatura completa, non mancano di ricordare ai nuovi adepti che si accostano alla discipina. La pratica e’ semplice, ma leggermente piu’ affaticante rispetto alla discesa per la continua ricerca dell’ equilibrio, il piacere pero’ di sciare in punta di piedi ricompensa di tutti gli sforzi: sia per chi si accosta per la prima volta a uno sport invernale, sia per chi, stanco del classico sci alpino, e’ affascinato dall’ eleganza e dalla rotondita’ di questa tecnica. Lo sci escursionismo e’, invece, l’ obiettivo di chi ha gia’ appreso i rudimenti del telemark, e nel Tarvisiano le opzioni sono molteplici: si puo’ iniziare con una prima uscita in tutta sicurezza lungo il Sentiero del Pellegrino, con le pelli di foca sotto ai piedi, per scollinare a 1.715 metri di quota sul Monte Lussari, sede del Santuario omonimo. L’ itinerario poi puo’ proseguire attraverso il bosco, fino ai valloni innevati della Cima Cacciatore, che offre una vista a 360 gradi su Alpi Giulie e Carniche e il Massiccio del Mangart, oppure, liberati gli sci dalle pelli di foca, si puo’ scendere a valle lungo i quattro chilometri della pista ”Di Prampero”. Per proseguire l’ ideale settimana bianca ci si puo’ spostare a Ugovizza e, partendo dal Rifugio Nordio, risalire il Monte Cocco (1.941 metri), dando fondo alle proprie energie per raggiungere Cima Bella. Assorbiti i 700 metri di dislivello, si puo’ ridiscendere a valle, immersi nei fruscii e nei silenzi dalla foresta carnica a pochi metri dal confine con l’ Austria, in un vero e proprio paradiso di curve per gli amanti del fuoripista e del ”freeride”.
(Fonte: Friuli Venezia Giulia)