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Venzone: Pietra su Pietra

A Venzone, sono le pietre a parlarci di storia, arte, tradizione e speranza, perché quando una città intera viene ricostriuta mediante un'operazione come questa senza precedenti, si ricompone sia l’identità architettonica che quella culturale in maniera armonica, pietra su pietra, che porta quasi sempre alla condivisione della vita ed alla gioia di rinascere ancora.

Il Friuli offre sempre itinerari particolari. La visita che propongo, oltre che essere piacevole è anche occasione per vivere e visitare un luogo simbolo della Regione intera.

Venzone è facilmente raggiungibile in treno , ma per chi ne ha la possibilità, basterà prendere l’autostrada A23 Tarvisio, uscire al casello Gemona, immettersi sulla SS 13 Pontebbana e proseguire per circa 3 chilometri verso nord.

Quella che si apre ai nostri occhi è una splendida cittadella medioevale fortificata sulla riva del fiume Tagliamento circondata dalle prime alte montagne delle Alpi Carniche. Il nome Venzone viene citato per la prima volta nel 923 d.c. come “Clausas de Avenzone” al patriarca d’Aquileia Giovanni IV. Il toponimo, deriva da “av-au”, “flusslauf” (sorgente, corso d’acqua) e quindi dal torrente Venzonassa. La cittadina racchiude in sé tesori di rara bellezza ed è per questo che il complesso monumentale è stato vincolato dallo Stato Italiano. Una volta giunti al di fuori delle alte mura sarà semplice attraversarne la porta d’ingresso e passeggiando, ammirare il Duomo, il Palazzo Comunale, le famose mummie nella Cripta di San Michele, i palazzi signorili e le case contadine ricostruite fedelmente pietra su pietra.

E non è per caso se parliamo di ricostruzione: tutti qui ricordano quanto accadde nel 1976.

Un Terremoto disastroso, costato carissimo in termini di vite umane e che lasciò dietro se morte e distruzione.

venzone centro storico

Venzone venne quasi completamente distrutta e con essa il Friuli intero tremò.
La scossa dell’intensità di 10 gradi della scala mercalli ebbe come epicentro il Monte San Simeone, che si trova tra i comuni di Venzone, Bordano e Gemona del Friuli. cui ne seguirono molte altrealtrettanto violente e distruttive.

Il Friuli e l’Italia si mobilitò, gli aiuti arrivarono anche dalle nazioni oltre confine.

Niente avviene per caso ma il valore e la forza dell’uomo friulano si vide proprio nei mesi e negli anni a venire. Le macerie furono in breve tempo tolte e con forza, coraggio, unità, comprensione e speranza si volle ricostruire quello che la natura in pochi minuti aveva distrutto.

La ricostruzione degli edifici della città e dei tesori storici, impegnativa da ogni punto di vista, ha fatto storia. Venzone è stata ricostruita pietra su pietra. Le pietre infatti vennero numerate, una ad una e con pazienza certosina ricollocate al posto che occupavano prima del terremoto. Tutto questo è stato possibile grazie alle fotografie state scattate prima della catastrofe.

Nella visita, uno sguardo particolare al Duomo trecentesco, al il Palazzo Municipale in stile gotico veneziano, sorto tra il 1390 e il 1410 ed in seguito ampliato e modificato, al borgo che in occasione della Festa della Zucca si illumina di storia e magia.

Le origini della Festa della Zucca sono leggendarie ed ancora oggi rieccheggia in colori vivi, torce, fiaccole, vie popolate da nobili, dame e cavalieri, osti e tavernieri, bottegai e mercanti, musiche e da danze medioevali, evoluzioni di giocolieri, sbandieratori e acrobati, mangiafuoco e mangiaspade.

venzone, terremoto 1976

A Venzone, sono le pietre a parlarci di storia, arte, tradizione e speranza, perché quando una città intera viene ricostriuta mediante un’operazione come questa, senza precedenti, si ricompone sia l’identità architettonica che quella culturale in maniera armonica, pietra su pietra, che porta quasi sempre alla condivisione della vita ed alla gioia di rinascere ancora.

Luisa Maria Carretta