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Pordenone la Dolce

E’ vero, Pordenone fa parte geograficamente della Regione Friuli eppure la parlata veneta, i Leoni di san Marco nelle facciate dei Palazzi, lo stemma, cultura e tradizioni provano quanto il territorio sia legato culturalmente e storicamente a Venezia. Una cittadina signorile, con un cuore antico che si snoda lungo il Corso Vittorio Emanuele, la "Contrada maggiore", una via fiancheggiata da portici che è anche l’asse principale della città vecchia, con case d’origine gotica, rinascimentale e barocca e la zona circostante.

Un territorio dolce da scoprire quello di Pordenone e della sua provincia, al di là del fiume Tagliamento in riva al Noncello. Un territorio verde ricco di storia e di cultura, disegnato, dal punto di vista amministrativo, nel 1968 quando venne data autonomia al Friuli Occidentale o Destra Tagliamento, diventando provincia.

Pordenone, città simbolo del territori, nasce tra la fascia montana ed una vasta pianura che si estende sino al mare.

E’ vero, Pordenone fa parte geograficamente della Regione Friuli Venezia Giulia eppure la parlata veneta, i Leoni di san Marco nelle facciate dei Palazzi, lo stemma, cultura e tradizioni provano quanto il territorio sia legato culturalmente e storicamente a Venezia.

Una cittadina signorile, con un cuore antico che si snoda lungo il Corso Vittorio Emanuele, la “Contrada maggiore”, una via fiancheggiata da portici che è anche l’asse principale della città vecchia, con case d’origine gotica, rinascimentale e barocca e la zona circostante.

Percorrere il Corso significa raggiungere il Duomo, San Marco, dalla facciata neoclassica incompiuta in cui è inserito l’elegante portale cinquecentesco di Antonio Pilacorte. All’interno la struttura è a navata unica, con cappelle sui lati, un transetto e tre absidi. Notevoli le pale di Giovanni Antonio de Sacchis detto “Il Pordenone” autore anche di pregevoli affreschi, e gli affreschi di Giovanni Maria Zaffoni  detto il Calderari (XVI secolo). Più a sinistra, il campanile romanico con elementi gotici.

All’interno della cittadina molte aree verdi ed i Musei.

L’alternanza dei flussi migratori e il boom industriale fanno sì che Pordenone sia una città complessa dal punto di vista architettonico eppure i grandi e moderni palazzi costruiti negli anni l’hanno resa una cittadina ancor più viva ed eternamente giovane questo perché nel tempo si è cercato non solo di custodire i gioielli storici del centro ma anche di riportarli a nuova luce grazie ad attenti e rispettosi lavori di restauro.

Moltissime le manifestazioni e le feste tradizionali che si svolgono durante tutto l’anno, il più quali dedicate ai santi o a cerimonie religiose che, nel tempo, si sono trasformate in vere e proprie rappresentazioni, come a esempio la famosa “Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo” che da secoli si svolge a Erto in Valcellina con un’ottantina di figuranti.

Un’occasione unica è visitare la cittadina nelle giornate del Festival del Cinema Muto e Pordenone Legge, manifestazione che trasforma Pordenone in una vera e propria citta’-festival, piccola grande capitale della cultura, con un centinaio circa di autori ospiti - italiani e internazionali - che si confrontano su tematiche di grande interesse e attualità.

Luisa Maria Carretta
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