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Dall’Australia al Friuli: la speranza

Tra i tanti che arrivarono per testimoniare concretamente la solidiarietà e documentare l'emergenza nei giorni seguenti il terremoto, Musca ha il merito di essere quello che fece il viaggio più lungo. Il suo servizio, inoltre, fu all'origine di una vasta operazione di solidarietà grazie alla quale si raccolsero in Australia e in particolare presso le comunità italiane di quel paese, fondi utili ad aiutare le popolazioni in difficoltà.

TORNA IN FRIULI IL REPORTER AUSTRALIANO CHE NEL 1976 DOCUMENTÒ

I DANNI DEL TERREMOTO

PER LE COMUNITA’ ITALIANE DEGLI ANTIPODI

In occasione del trentennale del terremoto torna in Friuli Carmelo Musca, un produttore australiano di origini italiane che, due settimane dopo le scosse del 6 maggio, venne dagli antipodi per realizzare un servizio televisivo per il network Channel 9.

Nel corso di tre serate – martedì 9 maggio alle 20.30 al Cinema Sociale di Gemona, mercoledì 10 maggio alle 21 al Visionario di Udine e giovedì 11 maggio alle 21 a Cinemazero di Pordenone –organizzate dalla Cineteca del Friuli con il sostegno del Comune di Gemona, Musca incontrerà il pubblico friulano e presenterà il reportage Terremoto, una tragedia italiana, mai visto prima nelle zone interessate. Girato in pellicola a 16mm tra Lusevera, Tarcento, Gemona, Osoppo, Buia, Artegna, Tricesimo e Udine, il servizio è stato depositato alcuni anni fa presso l’archivio nazionale di Canberra e da poco restaurato per questa anteprima friulana.

Tra i tanti che arrivarono per testimoniare concretamente la solidiarietà e documentare l’emergenza nei giorni seguenti il terremoto, Musca ha il merito di essere quello che fece il viaggio più lungo.

Il suo servizio, inoltre, fu all’origine di una vasta operazione di solidarietà e speranza grazie alla quale si raccolsero in Australia e in particolare presso le comunità italiane di quel paese, fondi utili ad aiutare le popolazioni in difficoltà.

Da Perth, Carmelo Musca ha accettato di buon grado di tornare in Friuli, rispondendo così all’invito della Cineteca: “L’invito a Gemona è particolarmente gradito, visto che il documentario del 1976 è stato per me un’esperienza di grande valore.

Non solo fu il primo dei miei lavori ad essere trasmesso alla televisione, ma fu seguito da un appello per la raccolta di fondi a beneficio dei terremotati. Lo avevamo girato in tre, lavorando gratis, e anche il viaggio aereo ci era stato offerto, come gesto di solidarietà. Sono quindi felice che questo ricordo possa essere condiviso, a trent’anni di distanza.”

Con la partecipazione di Musca alle celebrazioni del trentennale si vuole anche ricordare quanto fondamentali siano state la presenza delle televisioni, oltre che delle radio e della stampa, durante i mesi dell’emergenza e l’attenzione da parte delle stesse nei successivi lunghi anni della ricostruzione. Un’attenzione in particolare della RAI nazionale e di quella regionale che si concretizzò in tante trasmissioni giornalistiche e di approfondimento (i telegiornali, TG2 Dossier, Tam Tam) realizzati da Edek Osser, Giuseppe Marrazzo, Gianni Minà, Bruno Vespa, Maurizio Calligaris e altri, e che ha contribuito in modo determinante ad arricchire il dibattito attorno a quella ricostruzione che più tardi sarebbe stata guardata dal resto della nazione come “modello Friuli“.