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Trieste: Oasi del farneto

Il friuli venezia giulia ha da domenica un nuovo spazio per gli amici animali: l’Oasi del Farneto, uno spazio tutto per la tutela della fauna selvatica. L’evento è stato festeggiato in modo appropriato, con la liberazione di un riccio, un capriolo, due gheppi (Falco tinnunculus), due quaglie e quattro piccioni, che sono stati reinseriti dopo essere stati sottoposti a un periodo di cure e a una rieducazione personalizzata, che li hanno messi in condizione di poter affrontare nuovamente la vita libera. Il Friuli Venezia Giulia ha da domenica un nuovo spazio per gli amici animali: l’Oasi del Farneto, uno spazio tutto per la tutela della fauna selvatica. L’evento è stato festeggiato in modo appropriato, con la liberazione di un riccio, un capriolo, due gheppi (Falco tinnunculus), due quaglie e quattro piccioni, che sono stati reinseriti dopo essere stati sottoposti a un periodo di cure e a una rieducazione personalizzata, che li hanno messi in condizione di poter affrontare nuovamente la vita libera.

Il Friuli Venezia Giulia ha da domenica un nuovo spazio per gli amici animali: l’Oasi del Farneto, uno spazio tutto per la tutela della fauna selvatica. L’evento è stato festeggiato in modo appropriato, con la liberazione di un riccio, un capriolo, due gheppi (Falco tinnunculus), due quaglie e quattro piccioni, che sono stati reinseriti dopo essere stati sottoposti a un periodo di cure e a una rieducazione personalizzata, che li hanno messi in condizione di poter affrontare nuovamente la vita libera.

L’area si estende su 40.000 metri quadrati di parco acquistati con i fondi raccolti dalle donazioni e dai soci. Questo sito - fortemente voluto dal Consiglio Direttivo della Sezione Enpa di Trieste e dal Presidente della Sezione, Gianfranco Urso - è dedicato alla cura degli animali selvatici che vengono ritrovati in difficoltà; gli animali vengono ospitati presso il Centro recupero fauna adiacente, sempre gestito dai volontari della sezione Enpa di Trieste, prima del reinserimento in natura.

Merli, gabbiani, rondini, falchi, gufi, ma anche pipistrelli, tassi, ricci sono costantemente seguiti e curati, anche se con difficoltà molto superiori rispetto alla riabilitazione degli animali domestici, poiché gli animali selvatici, al contrario di cani e gatti, non sono abituati all’essere umano, che considerano un predatore e sono pertanto estremamente stressati durante i trattamenti.

Tra le cause di ricovero più frequenti ci sono avvelenamenti, bracconaggio, traumi riportati a seguito di impatti con automobili o con vetrate – che alcuni animali non percepiscono come oggetti, tentando di oltrepassarle - o piccoli mammiferi orfani. Spesso accade ai volontari di trovarsi di fronte a casi particolari, come quello di Torquato, un vecchio tasso ferito dall’investimento di un’automobile e già gravemente ammalato, che ora è tornato perfettamente sano e riacquisterà presto la libertà.

Purtroppo non tutte le storie sono a lieto fine: alcuni tipi di traumi danneggiano l’animale in modo irreversibile, a tal punto che non potrà più essere reinserito in natura.

Grazie alla nuova oasi faunistica del Farneto, anche gli animali non recuperabili potranno trovare una nuova casa.

Infatti sono previsti numerosi recinti, alcuni per gli animali più sfortunati che richiedono cure e assistenza continua, altri immersi nel bosco che saranno invece adibiti alla riabilitazione di animali che, dopo un periodo di cura, potranno tornare liberi. Un recinto a parte sarà dedicato allo sgambamento dei cani dei soci Enpa, anche perché sarà posto proprio vicino alla strada comunale, area non adatta ad ospitare fauna selvatica.

Ci sarà inoltre un posto dedicato all’osservazione, un “sentiero natura” corredato di pannelli esplicativi sulla fauna e sull’ambiente e una serie di infrastrutture necessarie nella piccola zona edificabile dell’area; è attualmente in fase di realizzazione anche un piccolo stagno, dove rettili, uccelli e insetti potranno vivere armoniosamente in un ambiente che, seppur ricostruito, offrirà loro uno spazio naturale di grande valore per ricreare un habitat quanto più simile possibile a quello che questi animali avrebbero in libertà.

Le attività della sezione Enpa di Trieste necessitano sempre di nuovi volontari che possano contribuire alle cure dedicate agli animali, ma anche al buon funzionamento della nuova Oasi del Farneto, come pure alle attività didattiche presso le scuole, per far conoscere ai più piccini i problemi degli animali e dell’ambiente.

Chiunque voglia aiutare la sezione può rivolgersi direttamente alla sede, contattando lo 040.910600.

Commenti dei lettori

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  • Manuela

    25 Sep 2009 - 16:18 - #1
    0 punti
    Up Down

    A Trieste un vero centro di accoglienza e cura di animali selvatici non c’è, purtroppo.
    Solo apparenza.