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Fra le mani una stella alpina

Il paesaggio montano friulano ha ispirato fortemente Erica Borgaro nella fase di ideazione dell’opera, come sottolineato nella prefazione al volume da lei firmata: «I personaggi hanno subito preso vita nella mia mente e le Alpi sono diventate lo sfondo contro cui si svolgono le vicende di questo romanzo. Erica Bogaro, dunque, parla il delicato linguaggio dei fiori, ma in particolare quello delle stelle alpine, simbolo di coraggio per eccellenza...

Fra le mani una stella alpina

di Erica Bogaro (Ediclub, Latina 2002)

«DRIIN! Le sette. / Priscilla si girò lentamente fra le lenzuola, allungò il braccio verso il comodino e con un colpo secco, a mano aperta, zittì la sveglia. / Ogni mattina era la stessa storia. Era uno strazio per lei alzarsi, fare colazione e uscire per andare a scuola. / Cosa avrebbe dato per poter restare a letto, fra le morbide lenzuola blu odorose di bucato, con addosso il suo pigiama di cotone a motivi floreali che le pizzicava dolcemente la pelle!» Questo l’incipit del romanzo “opera prima” della giovane Erica Bogaro.

Una copertina dallo sfondo rosa raffigurante una ragazza con Fra le mani una stella alpina subito incuriosisce il lettore, invitandolo a intraprendere un ossigenante percorso tra le pagine di questo libro.

La protagonista, una studentessa americana ventenne, «Avrebbe voluto fare la pittrice, vivere in un posto completamente immerso nella natura: un luogo dove poter trovare ispirazione. / I paesaggi erano i soggetti preferiti. Mentre dipingeva, sembrava fondersi completamente in essi, come fosse un albero o una foglia.» La madre, però, aveva sempre osteggiato questa sua inclinazione.

A dispetto di tutto, Priscilla ha l’occasione di soggiornare dal nonno materno in Italia, sulle Alpi, allontanandosi finalmente dalla cittadina dove conduce una vita monotona, malgrado i tanti divertimenti a disposizione dei ragazzi della sua età. Distante dai genitori, avrà l’occasione di fare molteplici esperienze che le apriranno nuovi orizzonti, mentre eventi inattesi le movimenteranno l’esistenza. Non può mancare l’amore, anche se centrale rimane l’incontro con il nonno materno, uno scultore friulano che può capire appieno la passione artistica della nipote.

Priscilla non ha mai compreso quali fossero le ragioni dei rancori che dividevano la sua famiglia, dispersa tra due continenti. L’incontro con il nonno le consente di ricostruire il puzzle del passato familiare, ma anche di capire meglio se stessa, chi è e chi vuole essere.

Il paesaggio montano friulano ha ispirato fortemente Erica Borgaro nella fase di ideazione dell’opera, come sottolineato nella prefazione al volume da lei firmata: «I personaggi hanno subito preso vita nella mia mente e le Alpi sono diventate lo sfondo contro cui si svolgono le vicende di questo romanzo. Priscilla… Nicola… Matt… non hanno nulla a che vedere con la realtà. Sono semplicemente uno scherzo della mia mente. Ma le loro emozioni e i loro pensieri … sono i miei. Posso garantire che non è stato facile cedere ai miei personaggi una parte di me… Forse, concedendomi questa opportunità, qualcuno ha voluto donarmi una stella alpina e ora anche io dovrò imparare a tenerla fra le mani.»

Erica Bogaro, dunque, parla il delicato linguaggio dei fiori, ma in particolare quello delle stelle alpine, simbolo di coraggio per eccellenza (a causa dello sprezzo dei rischi che non di rado esse richiedono per venire raccolte sulle rocce).

E con coraggio ha raccolto la sua prima stella alpina di carta….

Claudia Manuela Turco

Il contenuto pubblicato è originale ed esclusivo dell’autrice che ringrazio. Riproduzione Riservata e tutelata dalle norme vigenti in materia di diritto d’autore.