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Carnia, Dove Volano i Folletti

Nel Friuli-Venezia Giulia c'è una regione che assomiglia ad una grande mano: la Carnia, il cui palmo è idealmente costituito dalla valle solcata dal Tagliamento e le dita sono rappresentate dalle vallate scavate dai suoi affluenti. La leggenda narra che questa terra, che offre dunque mille opportunità per tutti i gusti, sia abitata dagli sbilfs, i folletti dei boschi della Carnia, indiscussi protagonisti dell'immaginario locale e dei racconti tramandati oralmente da padre in figlio....

I folletti nelle montagne di Carnia

Nel Friuli-Venezia Giulia c’è una regione che assomiglia ad una grande mano: la Carnia, il cui palmo è idealmente costituito dalla valle solcata dal Tagliamento e le dita sono rappresentate dalle vallate scavate dai suoi affluenti. In Val Tagliamento si trovano il capoluogo, Tolmezzo e la stazione turistica di Forni di Sopra, dominata dalle vette delle Dolomiti friulane. Un piacevole itinerario è quello che unisce Tolmezzo, passando per la Val Lumiei, all’incantevole borgo di Sauris, il più alto comune del Friuli affacciato su un profondo lago mentre la Val Degano, dopo Forni Avoltri (capitale italiana del Biathlon) per arrivare poi in Cadore.

Tolmezzo deve il suo ruolo di capoluogo alla posizione strategica nella conca di confluenza di But e Tagliamento, dove si incrociano le strade per il Cadore, l’Austria e la pianura friulana. La città, di origini romaniche, ha fatto parte del patriarcato di Aquileia da cui le vennero riconosciuti i privilegi di centro della Carnia. A sud del paese, sulla strada per la sella Chianzutan, si raggiungono i villaggi di Verzegnis e gli scavi archeologici ne dimostrano l’importanza in epoca celtica e romana. A pochi minuti di strada, in direzione Gemona, Gavazzo Carnico dà nome al lago esteso fra i monti San Simeone e Faèit con piccole spiagge dove trascorre le piacevoli giornate estive.

Superata Ampezzo, si raggiunge Sauris attraverso una strada che risale le gole del Lumiei con tornanti e gallerie, sbucando sulle rive del lago di Sauris. Il paese in alta valle offre un paesaggio cangiante tra le infinite tonalità del verde dei boschi e dei pascoli e il grigio azzurro delle rocce dolomitiche. La cultura d’area carinziano-tirolese si manifesta fortemente attraverso la sua lingua, di origini tedesche arcaiche; grazie ad un isolamento forzato, dovuto alle caratteristiche del suo territorio, Sauris è riuscita a mantenere viva nel tempo la sua identità e a valorizzare la sua tradizione, sia documentando la vita quotidiana, sia raccogliendo testimonianze orali, ricche di miti, leggende e magia.

Da qui alla Val Pesarina, il passo è breve. Qui si trova il paese di Prato Carnico, regno del benessere, grazie alla località termale di Arta Terme, delle arrampicate e del fondo che trova a Paluzza il campo base ideale. La Valcalda, invece è la patria della gastronomia più tradizionale ed è il maggior polo turistico invernale. Più selvaggia, infine, la Valle del Chiarsò, con la bellissima conca di Paularo, uno dei paesi più antichi ed importanti della Carnia.

La leggenda narra che questa terra, che offre dunque mille opportunità per tutti i gusti, sia abitata dagli sbilfs, i folletti dei boschi della Carnia, indiscussi protagonisti dell’immaginario locale e dei racconti tramandati oralmente da padre in figlio.

Secondo un adagio popolare «Meno mangiavi e più sbilfs vedevi»: pare però che a rendere visibile l’invisibile mondo dei piccoli gnomi siano i poteri conferiti da una corona di primule intrecciate, da indossare al collo. Gli sbilfs animano con i loro scherzi, i loro racconti, le loro danze e le loro musiche alcune delle più caratteristiche feste della Carnia, ma alcuni degli abitanti sostengono che se si è fortunati li si può incontrare anche passeggiando nei boschi…

Di Viviana dalla Pria, Articolo tratto da Il Sole 24 Ore del 13-07-2005