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Il fumo piace già alle elementari

Latini: "Prima si inizia a fumare, maggiore è il danno"

Si è abbassata l’età dei fumatori, tanto che il primo approccio con la bionda avviene già alle elementari. In questo caso si parla di timidi esperimenti; nelle scuole medie, invece, l’uso diventa occasionale e, addirittura, frequente quando i giovani si spostano alle superiori.

Anche di questo si parlerà nell’auditorium di Cinemazero, lunedì alle 9 all’incontro di prevenzione al fumo organizzato dallo Ial del Friuli Venezia Giulia e tenuto dallo psicologo Roberto Latini, che opera per l’Associazione Asma e la Lega tumori come esperto delle dipendenze da tabacco nei giovani. Il convegno è rivolto a sei classi prime dell’ente di formazione professionale.

140 allievi verranno invitati a decidere con la propria testa, per non essere condizionati dalle multinazionali.

“Ogni ragazzo – ha spiegato Latini – deve prendere la propria decisione anche in materia di sigaretta, nel senso che deve sapere di essere il bersaglio delle multinazionali, che sanno quanto i giovani siano facilmente condizionabili. I giovani devono sapere che sono state sospese le ricerche per attenuare la nocività della sigaretta, poiché manca l’interesse economico a fare questo; i produttori di sigarette sono legati da un mutuo sostegno”.

Il fenomeno che si sta osservando – non ci sono statistiche sul fumo in giovane età – mette in luce come l’ingresso dei ragazzi stranieri nel nostro paese, in particolare provenienti dall’est avrebbe determinato l’anticipazione già in quinta elementare dell’incontro con la cicca. Aumentano, e anche questo è un dato rilevante, le ragazzine che fumano per dimostrare qualcosa in più rispetto ai coetanei di sesso opposto. “La legge sul fumo – ha chiarito Latini – avrebbe portato una diminuzione del numero di sigarette fumate e un aumento di persone che si recano in farmacia per acquistare prodotti per smettere”.

Generalmente una persona compie tre tentativi per smettere di fumare, ma l’esperienza insegna che la tecnica che funziona di gran lunga rispetto a tutte le altre, è la terapia di gruppo.

L’80% delle donne smette in gravidanza – il 70% riprende dopo aver partorito – è infatti provato che il fumo ha degli effetti sull’apparato respiratorio in via di sviluppo. Il tabacco contiene il methoprene, una sostanza presente negli insetticidi per inibire la crescita delle larve. “Con un’azione di formazione preventiva – ha puntualizzato Latini – cerchiamo di evitare che i giovani inizino a fumare, oppure cerchiamo di limitare i danni del fumo, ritardando l’inizio della sperimentazione. Oggi è veramente difficile non avvicinarsi alla sigaretta, eppure molti ragazzi lo fanno, resistendo alle numerose pressioni psicologiche e ambientali”.

La nascita di un figlio è un deterrente anche per gli uomini, ma una delle ragioni principali per smettere è quando si percepisce la dipendenza dalla sostanza. Motivi di salute o economici non occupano i primi posti di questa graduatoria.

Sara Carnelos
UFFICIO STAMPA Ial-Friuli Venezia Giulia
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