Sacile città chic

Quando il Veneto entra in Friuli Venezia Giulia

In una tiepida mattina di primavera Sacile risplende…

Il suo tesoro è esposto qui da sempre: un centro storico che sorge su due isole del fiume Livenza in cui si affacciano palazzi in stile veneziano, gioielli d’arte, memoria di famiglie nobili che la sceglievano per trascorrere un periodo di vacanza.

Nel profumo mattutino di croissant e pane appena sformato i turisti si attardano e si distraggono, mescolandosi tra commercianti, persone vestite in modo semplice ed elegante e bambini che ricominciano a giocare…

Sacile è un paese ordinato in cui la gente, anche nella parlata, è gelosa custode delle tradizioni, ma tra le ragioni per cui merita essere visitata spiccano anche la cultura e l’ambiente.

Eppure al passato Sacile è debitrice di un patrimonio artistico di grande portata e, forse anche per sottolinearne la storia e la bellezza, la città ha voluto restaurare il centro storico regalando scorci fiabeschi che non sono stati ancora presi d’assalto da turisti, seppure si trovi a due passi da Venezia, città d’ acqua e trasparenze, e sia la seconda città della provincia, dopo Pordenone, la sesta della regione Friuli Venezia Giulia.


Non siamo noi a scoprire Sacile, è lei che si svela con dolcezza, come un filo d’Arianna che attende la mano che lo sappia dissipare….

Ecco allora che il “Giardino della Serenissima” svela i suoi tesori: la grande Piazza del Popolo, un tempo sede del porto, oggi chiassoso centro e luogo di ritrovo, in cui si affacciano palazzi risalenti al ‘600: palazzo Fabio-De Zanchis, palazzo Loschi, palazzo Piovesana e poi ancora il gotico palazzo Pianca, ognuno con la sua storia e i suoi tesori.

Tutt’intorno, come in una corolla, antichi porticati e il Palazzo del Comune con preziosi affreschi sotto la loggia.


Ma Sacile è stata, e chiede ancora di essere, la città che unisce il Friuli Venezia Giulia a Venezia, in un’equilibrio che è anche silenzio e dolce suono dell’acqua e del suo fluire e così poco oltre la piazza, ecco il Livenza e la parte della città forse più bella e poi ancora il ponte dei Mori, via Cavour, Largo Salvadorini, l’antico e splendido Borgo San Gregorio. ..

Ma tutta la città così variegata e serena, andrebbe visitata.. non fosse altro per il fascino quasi fiabesco che traspare in un gioco di terra e acqua senza fine…

Luisa Maria Carretta
© Opera protetta da licenza C.C

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Pubblicato il 17 giugno 2007 in: Pordenone & Comuni

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