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Fiorella Mannoia, i cieli del mondo

Fiorella Mannoia: un viaggio nella musica e nei ritrmi brasiliani che è universo di cieli ed armonie

Teli bianchi e leggeri…

teli che si muovono con dolcezza accompagnati

da un vento che rinfresca l’aria rendendo questa calda estate

più dolce e mite..

Teli illuminati da riflettori azzurri

che diventano onde di un mare aperto e che aspetta di essere attraversato..

Là, oltre il mare, il Brasile.

Comincia così il concerto di Fiorella Mannoia a Udine,

con un viaggio nella musica e nei ritrmi brasiliani che è universo di armonie e energie interpretate con grazia e dolcezza

Sono passati 20 anni dall’album “Quello che le donne non dicono” ma la forte, malinconica voce, è sempre la stessa così come i passi di danza nel grande palco, vestita in jeans e scarpe da ginnastica, come fosse bambina.

“Il Brasile – ha raccontato la cantante- é stata la scoperta di una filosofia di vita diversa, molto più leggera” e proprio dal Brasile si parte ricordando la storia e il 13 Maggio di più di un secolo fa quando per mano della Regina Isabella fu abolita la schiavitù.

Un ritmo inaspettato e per questo ancora più suggestivo in cui si intrecciano i destini altre donne e uomini d’oggi, non meno schiavi di quelli di ieri, in un mosaico in cui non esistono più frontiere ma che si compone di quelle migliaia di lavavetri, prostitute, bambini che anche sotto i nostri occhi, divengono tristi frammenti di mille storie o di una sola, come le troppe cose del mondo che non vanno..

o che vorremmo cambiare…

Canta la bellezza e il ritmo della vita con bravura e commozione..

mentre la musica diviene fusione di popoli e destini…

E’ un po come come camminare in un tempo infinito, in cui le suggestioni di “Cravo e Canela” e “Kabula Le Le” avvolgono, senza dimenticare l’omaggio a Toquinho, ed altri grandissimi interpreti sudamericani.

Ed è intimo anche il momento dedicato a Sergio Enrigo,

artista che amava il Brasile…

parole dolci..parole sussurrate..

come il ricordo di altre persone sempre accanto..

C’è gente che ama mille cose e si perde per le strade del mondo.
Io che amo solo te, io mi fermerò e ti regalerò
quel che resta della mia gioventù….

E mentre anche il vento sembra divenire armonia…

continua l’interpretazione di velluto

che è anche straordinaria rielaborazione della vita d’oggi e del ricordo,

come fossero due piani diversi e complementari

e che si arricchisce di emozione nei di brani “Come I Treni a Vapore”.. ” Sally”..

mentre lo sfondo del palco si dipinge dei colori di cielo…

Oceano di nuvole e luce..

Tappeto che corre veloce…

dovunque tu stia viaggiando…

con zingari o re
il cielo… si muove con te
il cielo… è dentro di te…

Luisa Maria

testo e immagini riproduzione riservata

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