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Sinfonia di Pace a Tirana

La nona edizione del Festival Musicale Internazionale Nei Suoni dei Luoghi porta il Concerto per la Pace nel mondo a Tirana in Albania

, il Festival musicale internazionale che più è stato capace di sviluppare progettualità che hanno stimolato continui contatti e un fitto dialogo tra le realtà del Friuli Venezia Giulia e i paesi dei Balcani, in particolare in Croazia, Serbia, Bosnia Herzegovina e Albania realizzando solo nel 2007 più di 50 concerti, ha individuando per quest’anno anche un avvenimento di forte spessore socio-politico.

L’Associazione Progetto Musica in collaborazione con l’Agenzia delle Nazioni Unite UNDP/ART GOLD Programme di Tirana e il Ministero albanese del Turismo, Cultura, Gioventù e Sport sta organizzando il Concerto per la Pace nel mondo che avrà luogo mercoledì 12 settembre a Tirana (Albania) e sarà dedicato a celebrare la grande figura di Madre Teresa di Calcutta.

Dopo il successo del Concerto per la Pace nel mondo a Medea lo scorso 20 luglio, il nuovo Concerto per la Pace si terrà il 12 settembre presso il Palazzo Presidenziale di Tirana in Albania e vedrà la realizzazione della Sinfonia n. 9 op. 125 in re Min. di L. van Beethoven con l’Orchestra Sinfonica della Radio Televisione Albanese composta da orchestrali provenienti anche dalla Macedonia, il Coro dell’Opera del Teatro Nazionale Serbo di Novi Sad (Serbia) e il Coro del Teatro Nazionale dell’Opera e Balletto di Tirana riuniti per divulgare un messaggio di pace e tolleranza. Insieme infatti, intoneranno sul testo di Schiller, l’INNO ALLA GIOIA, ultimo movimento della Sinfonia, oltre che Inno dell’Unione Europea. Con loro sul palcoscenico 4 solisti d’eccezione: Regine Hangler (Austria) soprano, Violeta Srečković (Serbia) mezzo soprano, Ardian Xhema (Albania) tenore e Desaret Lika (Albania) basso diretti da Vram Tchiftchian. La regia è a cura dell’italiano Saverio Capozzi.

Oltre ai profondi contenuti umani e simbolici dell’opera stessa, quali la contrapposizione tra “bene e male” tipica del contrasto esasperato presente in gran parte dell’opera beethoveniana, nella Nona Sinfonia vi è un tentativo di riappacificazione delle conflittualità con l’introduzione, nell’ultimo movimento, del celeberrimo “Inno alla Gioia”. L’evento ha dunque un richiamo di grande impatto ai valori etici e sociali dell’Unione e un forte spessore socio-politico come dimostra la scelta di fondere in un unico organico il Coro dell’Opera del Teatro Nazionale Serbo di Novi Sad (Serbia) e il Coro del Teatro Nazionale dell’Opera e Balletto di Tirana.

Beethoven “carica su di sé tutti i mali del Mondo” e nelle sue opere ciò diviene sempre più tangibile e chiaro. Ciononostante, Beethoven associa al dramma umano questa forza, questa energia Divina che egli realizza assorbendo, anche nella vita, da tutto quanto la Natura - espressione del Creatore - può dargli. Lunghe passeggiate in campagna, annotazioni sul suo “taccuino” di suoni e rumori tradotti in bagliori di musica e scritti quasi fossero dei “memo”, riescono evidentemente a contribuire a quella misteriosa energia che egli utilizza nelle sue composizioni, che si traducono in una percezione chiara di un “divenire” chiaro e costante. Questo “divenire” può essere l’Evoluzione dell’Uomo, delle sue emozioni, del suo rapporto con la Forza Creatrice.

Ed è ancora con questo Divenire di temi drammatici ed esasperati, che Beethoven decide di chiudere la sua ultima Sinfonia con l’“Inno alla Gioia”, dove un poderoso coro concertante tra orchestra e quattro cantanti, intona un potente e quanto definitivo superamento di quel conflitto che ha riguardato lo spirito e il genio di Beethoven, ma che riguarda tutti noi, il nostro mondo e la nostra società, le piccole e grandi guerre, anche quelle più feroci e devastanti delle quali in qualche modo, siamo tutti responsabili.

Sette sono le note…

Sette sono i Paesi che compongono questa avventura musicale e umana. Sette dunque le personalità creative che recitano su questo palcoscenico inconsueto. Ancora protagonista la Musica, il Mare, l’Uomo e le sue qualità migliori…

Massimo Gabellone

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