Valvasone, fascino medievale

Tutto sembra perdersi nella notte dei tempi... Angoli incantevoli... in cui i ricordi del passato si integrano con un presente sensibile che ne mantiene, intatto.. il fascino...

Quando il sole comincia a tramontare ed è la luna a brillare alta nel cielo ancora turchese… le piazze, le strette vie e muri in sasso dell’antico borgo si illuminano con i colori accesi e vivi del fuoco che arde lento mentre nobili dame, i loro messeri, giocosi musici, giullari e abili artigiani regalano un’incantevole magia…

Ogni anno, nella seconda domenica di settembre, questo gioiello antico incastonato tra la provincia di Pordenone e quella di Udine, regala piacevoli suggestioni in una rievocazione storica che è tra le più affascinati della regione.

La sensazione è che il tempo si sia dimenticato di Valvasone che era, e resta, una cittadina medievale in piena regola: mura di difesa, torri, un borgo antico con case porticate, palazzi affrescati e un imponente castello con tanto di fossato. E proprio il castello, che è anche il nucleo originario dell’abitato, fu la residenza di una nobile famiglia di feudatari, i Signori di Valvasone, che regnarono a lungo su queste terre regalando splendore. Le parti più antiche del castello risalgono al periodo trecentesco e vi si accede da un unico portone oggi sottoposto, come tutto il complesso, ad un’attento restauro.


Nulla sembra aver turbato la vita fuori dal tempo di questo scrigno di serenità. Bisogna infatti risalire alla caduta della repubblica di San Marco per ritrovare Valvasone tra i libri di storia per un evento degno di nota. Fu proprio su queste terre che le truppe napoleoniche vinsero la battaglia contro quelle austriache, portando la fine della giurisdizione feudale. Valvasone è una cittadina da favola, scolpita nel tempo: Il Borgo delle Oche, via Erasmo da Valvason, la Torre delle Ore, il Palazzo del conte Eugenio..

E’ il suono dolce dell’acqua della roggia che ci attira verso l’antico mulino mentre scopriamo vie bellissime, la trecentesca Chiesetta dei Santi Pietro Paolo ed Antonio, Palazzo Pinni… Tutto sembra perdersi nella notte dei tempi…
Angoli incantevoli… dove i ricordi del passato si integrano
con un presente sensibile che ne mantiene.. intatto..

il fascino…


Luisa Maria Carretta

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Pubblicato il 27 agosto 2007 in: Pordenone & Comuni

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