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Rondine Armena

Siamo nel piccolo parco di via 3 Novembre a Sant’Osvaldo di Udine intitolato da pochi giorni all’olocausto e proprio qui è stato reso un toccante omaggio alla memoria del più dimenticato dei genocidi del ‘900... “Un’intitolazione unica in Italia e forse in Europa”

Era il 1915 quando gli armeni finirono schiacciati in uno scontro tra imperi e nuove potenze che stava cambiando il mondo. Fu la fine di un popolo.

I genocidi, così come la morte, hanno lo stesso sapore ruvido di qualcosa che si vorrebbe dimenticare… ma che lo spirito chiede di ricordare…

Siamo nel piccolo parco di via 3 Novembre a Sant’Osvaldo di Udine intitolato da pochi giorni all’olocausto e proprio qui è stato reso un toccante omaggio alla memoria del più dimenticato dei genocidi del ‘900

“Un’intitolazione unica in Italia e forse in Europa”, ha spiegato Tigran Hakobyan, il direttore dei gruppi folkloristici “Sassoun” e Krounk” della città di Erevan, che ha ringraziato la città di Udine per questo importante tributo al ricordo delle sofferenze del suo popolo. “Se difatti strade e piazze dedicate agli armeni ci sono, in moltissimi luoghi il riferimento al genocidio nel corso della Prima Guerra Mondiale – ha detto – purtroppo è ancora sottaciuto”.

E’ proprio in considerazione dell’unicità di questo luogo che tutti i ragazzi che compongono i due gruppi, che hanno partecipato a Tarcento al 38° Festival dei Cuori, lo hanno visitato in un pellegrinaggio sottolineato da due momenti fondamentali.

Il primo è stato la consegna alla delegazione da parte del vicesindaco Vincenzo Martines di un omaggio da riportare nel paese natale. Il secondo è stato la toccante esecuzione di due brani elegiaci intonati con il “duduk”, uno strumento assai particolare, tanto da essere incluso dall’Unesco nel novero del “patrimonio mondiale dell’umanità”.

Alla fine dell’incontro, cui ha preso parte anche il rappresentante dell’associazione “Zizernak” (Rondine), che rappresenta gli armeni in Friuli, Daniel Temresian, il direttore Hakobyan si è soffermato sulla sensibilità del popolo friulano verso l’Armenia e il suo destino da molti misconosciuto.

Un’attenzione che ebbe modo di manifestarsi anche una decina d’anni fa quando il paese caucasico fu sconvolto da un sisma terribile, e dal Friuli Venezia Giulia partirono notevoli iniziative di solidarietà. ..

Forse la storia non ha ancora riconosciuto con pienezza

la dimensione della tragedia di questo popolo…

a volte ci vogliono anni, lunghi anni, perchè vi sia completezza d’informazione… ma la speranza nasce anche da qui… da un gesto semplice, profondo e sentito…

Ogni filo d’erba è diverso dall’altro… ognuno è unico e prezioso…

Così come ogni uomo… così come il nostro ricordo ..

Luisa MariaCarretta