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Gemona del Friuli

Le statistiche dicono che Gemona del Friuli sia una tra le città più piovose d’Italia. Eppure, quando sono in questa zone, ritrovo sempre il sole.

E’ vero, il viaggiare può avere mille diverse sfumature…

può essere interpretato come tensione alla conoscenza del bello, ampia conoscenza, come ricerca, eppure qui, a Gemona del Friuli, viaggiare può divenire anche dolce metafora di una vita che risorge e diventa ancor più bella.

Perché se il significato del viaggio è soprattutto nel suo percorso, nel saper superare ostacoli improvvisi ed inaspettati, la cittadina che sorge su di una collina ai piedi del monte Chiampon, racchiude tesori di inestimabile valore artistico a cui si deve aggiungere la forza e il valore dell’uomo che li ha desiderati salvare da quel terremoto del 1976 che fu devastazione per l’intero territorio.

Ricostruzione, così come a Venzone, è la parola chiave: un’opera resa possibile grazie alla forza, al coraggio, alla volontà, all’impegno di tutti e che le ha permesso di uscire dal dramma e intraprendere un percorso di crescita e rinascita.

Gemona, epicentro di speranza e vita che rinasce e rispende anche oggi quando risaliamo il colle per raggiungere un grande piazzale … mentre si apre allo sguardo un panorama splendido e ritroviamo, tra questi colori, tutto il Friuli centrale.


Legata nella storia a Aquileia e Venezia, la cittadina sorge ai piedi dello splendido Duomo medioevale dedicato a Santa Maria Assunta. Colpisce, nella facciata ornata da tre rosoni, la grande statua di San Cristoforo alta 7 metri, intagliata in 6 blocchi di pietra e realizzata tra il 1331 ed il 1332 posta a protezione dei viandanti e viaggiatori.

All’interno, di inestimabile valore, la preziosa fonte battesimale ricavata da un’ara funeraria romana in pietra d’Istria (sec. II), il colonnato in marmo rosa a sostengono delle navate, una splendida ancona lignea dorata raffigurante episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento (1391), varie opere di artisti locali, italiani e stranieri di epoche diverse.

All’uscita, ci ritroviamo nella piccola piazzetta dove si affaccia Casa Gurisatti (sec. XV) oggi sede della Cineteca del Friuli.

Percorrendo l’antica via Bini, si giunge al Palazzo Comunale.

Passeggiamo con gli occhi verso il cielo, scoprendo affreschi, terrazzini, edifici rinascimentali affiancati da opere più moderne e con la consapevolezza di poter di visitare splendidi musei che contengono altrettante opere di inestimabile valore.

Tra le manifestazioni da segnalare:

Epifania del Tallero, 6 Gennaio: rievocazione medioevale dell’antica consegna del Tallero, con cortei storici e sfilate.
Festeggiamenti Antoniani nel mese di giugno per celebrare Sant’Antonio, il Santo Patrono della Città.
Agosto medioevale a Gemona: chioschi e serate danzanti, con ambientazione medioevale e disfide tra le borgate.
Novembre “Gemona, formaggio… e dintorni”: mostra mercato a carattere enogastronomico.

Le statistiche dicono che Gemona del Friuli sia una tra le città più piovose d’Italia.

Eppure… quando sono in questa zone..

ritrovo sempre la speranza… e il sole



Luisa Maria

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