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Capossela, l'anima delle cose

Tutti gli occhi su di lui al centro del palco e sul palco cartelloni giganti, mangiafuoco, animali da circo, storie, miti e leggende raccontate e rese vive in filastrocche e nuove suggestioni.. Uno spettacolo unico quello presentato al Rossetti di Trieste

Uno spettacolo unico quello presentato a Trieste da Vinicio Capossela
Tutti gli occhi su di lui al centro del palco e sul palco cartelloni giganti, mangiafuoco, animali da circo, storie, miti e leggende raccontate e rese vive in filastrocche e nuove suggestioni.
Capossela, il gigante, il mago, il re dei pagliacci.
Ci sono persone a cui non interessa essere re, basta essere.

Fare divertire è la più difficile delle arti.

Pagliaccio si….ma in senso vero con l’arte di ipnotizzare, a bocca aperta, sentendoci bambini tra palloncini colorati e zucchero filato in un mix che richiama Fellini e clown dei circhi equestri vecchia maniera, accompagnati dall’orchestra che Capossela chiama “la banda della salvezza”.

Uno spettacolo unico, quello presentato al Rossetti, fatto di soliloqui alla luce di una vecchia lampada che oscilla e crea giochi di ombre con la ricerca della propria intimità e timidezza nascosta che, solamente coltivandola, permette alla propria personale pazzia di emergere.

Ventisette brani in cui l’uomo ingabbiato e prigioniero diviene paradossalmente più libero di fare e di dire. Capossela, uomo “libero-incatenato” ma sono i “domatori” ad avere le chiavi della tua cella, possono anche scalare le sbarre, e la tua apparente forza è anche fragilità.

Capossela sognatore che ci accompagna nella bellezza della vita e si rifugia in un’anima più nascosta, “l’anima delle cose”, degli oggetti toccati, degli strumenti che evocano emozioni ancestrali lì dove calzini che nascono in coppia, poi spaiati e centrifugati dalla vita, si ritrovano in paradiso o dove pianoforti suonano incantevoli melodie..

Birra, come Bregovich di cui ricorda la “gitaneria” e forse la stessa lucida e confusa pazzia.
Quella del pazzo buono, che gli indiani d’America rispettavano e che poteva dire tutto quello che voleva.

Ma già dire, con commozione, è una grande pazzia, in un mondo che urla o che striscia.

Quando è finito il ballo e non ci sono più parole
e il telefono è staccato
quando il treno è gia’ passato
quando non c’è più riscossa
quando il freddo è nelle ossa
solo allora puoi trovare il gigante e il mago…..”

Forse dentro di te o forse guardandoti intorno tra le luci fioche, trovi uno come te che percorra la strada accanto a te, con la medesima timidezza..
senza spada, ma roccia…

Luisa Maria Carretta Gilberto Gamberini
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Uno spettacolo unico quello presentato a Trieste da Vinicio Capossela

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