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Springsteen a Udine. Rock vero, energia pura

Jeans, maglietta scura, chitarra in mano… “mandi Udine!”. Comincia così la magia del boss, una voce calda, un saluto inconfondibile con note che accendono cuore, energia e passione vera per due ore di grande rock che infiammano lo stadio con migliaia di persone arrivate dal Friuli e dagli stati oltre il confine.

Concerto bruce springsteen udine 2009

Jeans, maglietta scura, chitarra in mano… “mandi Udine!”.
Comincia così la magia del boss, una voce calda, un saluto inconfondibile con note che accendono cuore, energia e passione vera per tre ore di grande rock che infiammano lo stadio con migliaia di persone arrivate dal Friuli e dagli stati oltre il confine.

Lo conosciamo il boss, ne conosciamo lo spirito, il cuore sincero, generoso, modesto. Era, ed è, un eterno ragazzo che guarda negli occhi della gente e ne canta l’anima e le sue passioni mentre l’adrenalina sale mano a mano che sentiamo Working on a Dream, Waitin’ on a Sunny Day, Born to Run…
E sono brividi di commozione.

Born in the USA” lo ha reso un eroe nazionale, ma la consapevolezza della vita e l’intima riflessione sulla classe media, ideali, rabbia e sogni lo rendono attrazione fatale per ognuno di noi.

Le grandi battaglie a cui Bruce appartiene sono quelle dei diritti civili, della non violenza ed ecco allora la ben più drammatica “American Skin” in cui il sax piange Amadou Djallo, ragazzo del Bronx ucciso con 41 colpi di pistola da quattro poliziotti che lo avevano fermato in auto chiedendogli i documenti .. “41 shots, 41 shots…” ripete Bruce, una narrazione all’infinito che trasforma il dolore in un nuovo senso dell’etica con al centro la fotografia di un senso del vivere forse rubato e l’amara speranza che non avvenga ancora.
In bilico tra rock e folk, “Dancing in the Dark” riaccende il palco e la voglia di ballare a piedi nudi affidando alle stelle il ritmo e l’istantanea allegria. ..
Bruce diventa occasione per sentirci uniti…

” I tuoi occhi sono vuoti, come il paradiso….il paradiso sei tu, quando il calore del sole mi scalda il viso…
Lavorando su un sogno per proteggere i tuoi sogni….”

Magia bianca, rock bianco non inteso nel senso del colore esteriore che interessa solo gli stupidi e i poveri di spirito, ma inteso in senso interiore nei suoi valori e significati.
Un rock delle origini, un rock country, un rock delle famiglie intere che riporta allo stadio la vera essenza del pubblico, quello che va a divertirsi senza chiassate, senza alcoolismo sfrenato e senza sostanze che cercano disperatamente dal loro profondo abisso di sostituirsi alle emozioni.

Bravo Bruce, grande….peccato per la mia ignoranza linguistica dell’inglese, i testi sullo schermo ci sarebbero stati bene, ma anche senza è stata autentica magia, magia bianca,
magia pulita che dà speranza per l’avvenire….
We can…..

Copyright © 2004-2009 [Gilberto Gamberini - Luisa Maria Carretta ]. Tutti i diritti riservati.

Springsteen al Friuli  2009

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