
Si infiamma la polemica per le parole di perdono rilasciate dalla madre a “Studio Aperto” mentre è appena stato confermato il fermo del padre con l’accusa di omicidio ed altre numerose aggravanti.
Si profila dunque una condanna lampo per il padre assassino di Sanaa El Ketawi, la ragazza marocchina di 18 anni uccisa martedì sera a Montereale Valcellina (Pordenone). Alla base ci sarebbe l’omicidio premeditato e pluriaggravato mentre sulla motivazione religiosa interviene l’Iman di Pordenone Mohamed Ovatiq che parla invece di “follia” e ribadisce che ”L’Islam non c’entra, e’ una tragedia dettata dall’ignoranza”:
Và ricordato che nel mondo islamico, il delitto d’onore, comporta una condanna leggera, mentre per la nostra costituzione il concetto giuridico di “delitto d’ onore” è stato abrogato con la legge n. 442 del 5 agosto 1981. Una comunità sconvolta quella di Azzano Decimo che mai avrebbe aspettato di trovarsi sotto i riflettori per una tragedia simile.
La donna non è possesso, la donna è la grande madre della vita, e chi la cancella rappresenta solo il diavolo e la morte. Giustificare il carnefice farà solo continuare la carneficina. Gilberto Gamberini.
Li chiamano “omicidi in famiglia”, ma sono qualcosa di più. Al di là della commozione, della paura, dello sgomento, dell’incredulità di un’intera provincia resta la devastazione nel cuore di l’ha conosciuta.
Sanaa, la cui triste storia è simile a quella di Hina, e tutte le donne che subiscono violenze in ogni parte del mondo, saranno ricordate anche il 25 novembre prossimo, proclamata dalle Nazioni Unite Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.
Luisa Maria Carretta
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